LAVORO

Embraco chiude e licenzia

La procedura per 497 lavoratori. Destino segnato per lo stabilimento di Riva di Chieri. Inutili i tentativi di mediazione delle istituzioni. Ultimi due mesi per chiudere una trattativa sindacale in grado di salvare il salvabile. Scatta il conto alla rovescia

Licenziamento collettivo. Si aggrava ulteriormente la crisi della Embraco che ha avviato la procedura per 497 dei 537 lavoratori dell’azienda (si salvano, per ora, una quarantina di impiegati amministrativi). Un segnale chiaro che conferma la volontà di dismettere l’attività finora svolta nello stabilimento di Riva di Chieri, dove la società del gruppo Whirpool produce compressori per frigoriferi. A nulla è servito il tentativo di mediazione messo in campo dalle istituzioni e dai sindacati, passando per la Curia (ieri l’arcivescovo Cesare Nosiglia si è recato ai cancelli dell’azienda per offrire la propria solidarietà ai lavoratori e ha promesso di informare della situazione nientemeno che Papa Francesco). L’atteggiamento dei vertici, al momento, non lascia presagire niente di buono anche se gli spazi per la trattativa non sono del tutto chiusi. “Da questo momento decorrono i 75 giorni sindacali per far recedere l’azienda dai propri propositi, dopodiché sarà davvero finita” afferma Dario Basso, segretario dei metalmeccanici Uil di Torino. Resta aperto anche il tavolo al Ministero per lo Sviluppo economico “per valutare strade alternative ai licenziamenti” prosegue il sindacalista.

“Lo scenario che ci viene presentato è di gran lunga il peggiore tra quelli che si potevano prefigurare – afferma Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino -. Dalla riduzione dei volumi, annunciata nelle scorse settimane, si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell’attività produttiva. La totale assenza di responsabilità sociale da parte della Embraco è inaccettabile per le istituzioni, oltre che per i lavoratori. Che comunque non potranno che essere ancora più determinati in tutte le iniziative possibili a difesa della loro fabbrica, tanto più che ci giunge notizia che già in queste ore la Direzione aziendale sta svuotando gli uffici”.

Preoccupazioni che trovano purtroppo conferma in una nota dall’azienda che annuncia “l’intenzione di procedere alla cessazione della produzione nello stabilimento di Riva Presso Chieri (Torino), mantenendo comunque una presenza in Italia. Prima di giungere a questa decisione sono stati attentamente valutati diversi scenari alternativi ma nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento”. Quasi una beffa le parole con cui i vertici aziendali affermano che “l’Italia rimane un paese importante per Embraco che manterrà qui una presenza con un ufficio commerciale al fine di continuare ad assistere la propria clientela. Come parte di questo processo, l’azienda avvierà la procedura sindacale riguardante la cessazione della produzione nello stabilimento di Riva”.

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