POLITICA & GIUSTIZIA

Fassino (e Parigi) in procura

Attesi al Palazzo di giustizia i due politici indagati per l'organizzazione e la gestione del Salone del libro. Nel mirino i rapporti con Gl Events. La loro difesa partirà da un punto: aver agito sempre nell'interesse della città

Sono attesi domani in procura. La prima a passare sarà l’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi, accompagnata dal suo avvocato, Fulvio Gianaria. Poi sarà la volta dell’ex sindaco, Piero Fassino, assistito dal professore Carlo Federico Grosso. Dovranno presentarsi davanti al sostituto procuratore Gianfranco Colace che, insieme ai carabinieri della polizia giudiziaria, da anni indaga sul Salone del libro. Fassino e Parigi lunedì hanno ricevuto un invito a comparire perché indagati di turbativa d’asta e falso ideologico in atto pubblico: secondo le ipotesi investigative i due (insieme ad altri indagati) avrebbero contribuito all’assegnazione diretta alla società Gl Events Italia dell’organizzazione materiale dell’edizione 2015 e alla preparazione di un bando su misura della società per la gestione delle edizioni dal 2016 al 2018. Inoltre avrebbero “dettato” al consiglio d’amministrazione un espediente per far quadrare i conti nel bilancio 2015. Non si presenterà, invece, l’ex presidente Rolando Picchioni, indagato per peculato (da 800mila euro), turbativa d’asta, falso e truffa ai danni del Comune e della Regione: mercoledì i suoi difensori - Valentina Zancan e il padre Giampaolo - hanno declinato l’invito a comparire.

L’ex sindaco - atteso al quinto piano del palazzo di giustizia nel primo pomeriggio - ha in questi giorni ribadito una sua linea difensiva, quella di aver “sempre operato nell’interesse della città” e su questa base si muoverà anche domani davanti agli inquirenti, interessati a capire molto delle relazioni tra l'amministrazione comunale Pd e Gl Events Italia. Sulla sua difesa, però, al momento non trapela molto di più anche se Fassino potrebbe tentare di discolparsi dall’accusa di falso ideologico affermando di non aver partecipato alla riunione avvenuta alla Compagnia di San Paolo dell’11 novembre 2015, in cui lui e Parigi “dettarono le direttive per la redazione del bilancio”, come contestato dalla procura nell'invito a comparire.

L’assessore regionale alla cultura, invece, potrebbe difendersi su alcuni altri punti. Secondo quanto trapela, farà leva sulla presenza di un unico operatore fieristico a Torino, cioè la Gl Events Italia con la controllata Lingotto Fiere, che operando in un regime quasi monopolistico può dettare le condizioni e i prezzi che vuole. Scontata, quindi, la scelta di quell'operatore per la kermesse dell'editoria. Sul bilancio, invece, potrebbe affermare che l’approvazione dei rendiconti non è competenza dell’assemblea dei soci, ma del consiglio d’amministrazione di cui lei non fa parte. Parigi, inoltre, dovrà anche fornire spiegazioni sulla nomina di Maria Elena Rossi quale direttore generale di Dmo Piemonte, società di promozione turistica della Regione.

La procura, da parte sua, ha raccolto in più di due anni di inchiesta molti elementi, tutti ancora coperti dal segreto investigativo. I due indagati hanno margine per difendersi, ma l’inchiesta potrebbe riservare ancora delle sorprese.

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