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POLITICA & GIUSTIZIA

Gabrielli ammonisce Appendino (e i sindaci scaricabarile)

Il capo della polizia risponde alle critiche sugli eventi cancellati per colpa della sua circolare: "Chi non impedisce un fatto tragico ne è responsabile. Stufi di fare la foglia di fico". Replica il pg Saluzzo: "Parole non condivisibili". Poi il chiarimento: "Nessuna polemica sulle inchieste e sulla prima cittadina"

"Ancora prima delle vicende di piazza San Carlo a Torino, dico che questo è il Paese del Cinema Statuto”. Un Paese in cui “le regole ci sono, ma poi vengono chiuse le uscite d'emergenza perché sennò la gente non paga il biglietto, e a un certo punto decine di persone muoiono”. Ha parlato in modo molto chiaro il capo della polizia Franco Gabrielli rispondendo alle domande sugli eventi che vengono annullati per “colpa” della sua circolare sulle manifestazioni pubbliche: “Contiene semplicemente un elenco più o meno indicativo di quelle che sono le disposizioni di legge - ha detto oggi a Vercelli -. Il fatto che oggi qualcuno non faccia gli eventi perché non ha i soldi, mi fa sorgere il fondato sospetto che prima si facevano le cose così, perché si è sempre fatto”.

Il documento era stato approvato nel maggio scorso, in seguito all'attentato dell'Isis al concerto di Ariana Grande a Manchester. Imponeva area di rispetto e filtraggio, un servizio di steward per i controlli, barriere anti-auto. Il 7 giugno, dopo i noti fatti di piazza San Carlo, Gabrielli ha firmato un nuovo documento dove inasprisce le misure di sicurezza. Da allora molti eventi sono stati cancellati o ridimensionati (come il capodanno a Torino) adducendo ragioni legate alle circolari del capo della polizia.

Lui si aspettava “anche un po' ingenuamente, un plauso dai sindaci” e invece “questi signori che si preoccupano anche legittimamente del fatto che non hanno i soldi per garantire la sicurezza, dovrebbero sapere che se succede un evento come una morte o lesioni loro ne rispondono" perché - ha aggiunto Gabrielli - secondo il codice penale chi ha l'obbligo giuridico di impedire che avvenga un fatti tragico e non lo fa, poi ne diventa responsabile. Ed è anche per questo articolo del codice penale che la sindaca Chiara Appendino è indagata di omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo insieme a molti altri rappresentanti delle istituzioni tra cui l’ex questore Angelo Sanna, oggi a Torino per i saluti istituzionali al presidente della Corte d’appello Arturo Soprano.

“Nel momento in cui avvengono fatti gravi, il magistrato va a cercare una posizione di garanzia, e molto spesso il questore è il soggetto a cui riferire le responsabilità. Torino docet - ha affermato Gabrielli -. Quindi noi abbiamo detto basta, siamo stanchi di fare le foglie di fico rispetto a responsabilità che non sono le nostre”. Dagli uffici della sindaca affermano che Appendino non si è mai lamentata della circolare Gabrielli e dei costi per la sicurezza degli eventi e nessuna manifestazione è stata cancellata. Vero, tuttavia la festa di Capodanno a Torino è stata ridimensionata: a differenze di molte altre grandi città italiane non si è tenuta all'aperto, ma in due spazi chiusi.

Il riferimento a Torino e al coinvolgimento del questore provoca l'intervento del procuratore generale Francesco Saluzzo che, con una nota, prende le difese dell'inchiesta giudicando "non solo non condivisibili ma, soprattutto, non accettabili, perché provenienti dalla massima autorità di Polizia del Paese, dalla quale dipende anche un importante e nevralgico settore della polizia giudiziaria che collabora con i magistrati e che ben sa come si conducono le indagini preliminari". Saluzzo inoltre afferma che "la Procura della Repubblica di Torino non 'ha cercato' a caso né la posizione del Questore (come sembra trasparire dalla irritata precisazione del Capo della Polizia) né la posizione di altri - si legge nella nota -. Prima ha condotto una serie di indagini e di approfondimenti molto meticolosi e poi ha individuato i soggetti a cui contestare quei reati". 

In serata il Dipartimento di pubblica sicurezza ha precisato che le dichiarazioni di Gabrielli "non avevano la benché minima intenzione di polemizzare o interferire con l'attività dell'autorità giudiziaria verso la quale la Polizia di Stato ha massima fiducia e rispetto; né si è voluto far riferimento all'attività svolta dal sindaco di Torino". Gabrielli ha quindi informato Saluzzo "riscontrando comprensione".

Intanto, sul fronte delle indagini su Piazza San Carlo saranno necessari 50 o 60 giorni per avere risultati definitivi dell’accertamento tecnico disposto dalla procura di Torino nel quadro dell'inchiesta su piazza San Carlo. È quanto trapelato al termine dell’incontro odierno fra le parti che si è svolto nella sede del Gabinetto interregionale di polizia scientifica. Gli esperti devono cercare eventuali residui di spray urticante rimasti sui reperti (indumenti, scarpe, zaini) sotto sequestro per vagliare l’ipotesi che a scatenare il panico, come hanno riferito alcuni presenti, siano stati dei “cattivi odori”. Gli indagati sono ventuno, le persone offese costituite nel procedimento 346.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:47 Giovedì 18 Gennaio 2018 PELDICAROTA SOLO TWEET E SMS

    La democrazia non è parlare con la gente ma votare on line, twittare, mandare comunicati stampa. Vecchi, siete vecchi, anzi, siamo vecchi. Felici di esserlo per altro.

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