CURIOSITA'

Se la godono in Svizzera

Ecco i paperoni "piemontesi" con residenza in Svizzera. Da Zegna a Marchionne, da Loro Piana a De Benedetti: patrimoni milionari custoditi oltreconfine dove sfruttano un regime fiscale agevolato

Marchionne, De Benedetti, Agnelli, Zegna, Loro Piana. Eccoli i piemontesi – di nascita o di adozione - più ricchi; ma in Svizzera dove custodiscono il loro tesoro. È il club dei miliardari e dei milionari italiani presenti nell’elenco stilato, come ogni anno, dai magazine Bilan e Bilanz, il primo di lingua francese e attento alla piazza ginevrina, il secondo di idioma tedesco e più vicino a Zurigo e a Berna. Lo scorso dicembre i due periodici hanno pubblicato le loro classifiche sui “300 più ricchi della Svizzera”, dimostrando come le ricchezze dei potenti continuino ad aumentare.
 
Il bollettino degli arrivi e delle partenze di questa super-élite globale vede complessivamente nove uscite dalla Svizzera (principalmente verso Londra, altro luogo dove i miliardari si concentrano) e 15 nuovi ingressi. Quindi il saldo nel 2017 è stato positivo. Se non fosse che, notano sconsolati i due giornali, ad andarsene sono i miliardari ma ad arrivare sono “solo” dei multimilionari.Una tendenza che qualche preoccupazione può destarla. Ma a rasserenare gli svizzeri c'è un altro trend: nel 2017 il numero dei miliardari presenti nella Confederazione è cresciuto di due unità rispetto al 2016 e ora i Paperon de' Paperoni che vivono nel suo territorio sono ben 128. Chapeau. Alcuni di loro lo scorso anno hanno visto accrescere la ricchezza del 100 o del 200 per cento in un anno. Chi di 2 miliardi e chi addirittura di 4 miliardi nel giro di 12 mesi. E poi ci sono gli italiani, guidati come sempre dalla famiglia Bertarelli, sesta o settima fortuna della Svizzera. Molti tra i super-ricchi italiani sono ormai naturalizzati o hanno passaporto della Confederazione. Tutti, però, possono trarre beneficio dalle basse aliquote fiscali del paese, che concede a chi sceglie la Svizzera come nuova casa di pagare le imposte contrattando un forfait legato alla propria capacità di spesa. Il risparmio è assicurato.
 
Al quarto posto tra i “paperoni” italiani in Svizzera c’è la famiglia Zegna, primi tra i piemontesi. La famiglia possiede una ricchezza stimata in 2-3 miliardi di franchi, stabile rispetto allo scorso anno (Bilanz stima un patrimonio di 2,250 miliardi) e anche rispetto alla cifra calcolata cinque anni prima. Lo scorso anno, nel gruppo di abbigliamento e di tessuti di lusso, lo stilista Stefano Pilati ha ceduto il posto ad Alessandro Sartori, che aveva lanciato il marchio di successo Z Zegna. Le sue prime collezioni sono state un successo. Gildo Zegna (62 anni) ha anche razionalizzato la rete di negozi, che conta più di 513 punti vendita, di cui 287 di proprietà, e ha puntato sulla produzione e sul marketing. Il gruppo prevede una crescita a due cifre in Cina, Russia e persino in Europa. La partecipazione nella griffe Brunello Cucinelli è stata venduta con profitto la scorsa primavera.
 
Al nono posto c’è Pier Luigi Loro Piana, erede della famiglia del cashmere italiano, con radici a Trivero, un piccolo centro di seimila anime nella provincia di Biella. Nel 2013 i Loro Piana hanno ceduto l’80 per cento dell’azienda alla Moët Hennessy Louis Vuitton del miliardario francese Bernard Arnault per 2,6 miliardi di dollari. Con il 10 per cento delle quote Pier Luigi Loro Piana conserva all'interno del gruppo l’incarico di vicepresidente. La sua ricchezza è valutata in 1-1,5 miliardi di franchi(1,250 per Bilanz). Loro Piana (65 anni) vive a St. Moritz ma d’estate ama trascorrere alcuni mesi sul suo yacht di lusso di 40 metri “My Song”. Se è possibile, sua moglie e tre bambini lo accompagnano. Le sue destinazioni preferite? Sono le isole Baleari e le isole greche. Come membro dello Yacht Club Costa Smeralda, “Pigi”, come è conosciuto dal suo equipaggio, partecipa a molte regate. È sempre alla ricerca del miglior materiale per le sue creazioni. La sua ultima idea sono abiti fatti di peli di cammello. Con la compagnia di moda Caruso, ha sviluppato una procedura che consente di elaborare un tessuto sempre più sottile. La fibra è chiamata Gobigold: la materia prima proviene infatti da cammelli del deserto del Gobi e dalla Mongolia.
 
All’undicesimo posto della classifica degli italiani più ricchi (in Svizzera) c’è Sergio Marchionne. Una ricchezza calcolata in 600-700 milioni di franchi svizzeriper l’amministratore delegato di Fca (Bilanz calcola invece 550 milioni). Nel 2017 ha aumentato il suo patrimonio di 300 milioni. Nell'edizione 2012 di Bilan, la ricchezza di Marchionne era calcolata in 100-200 milioni di franchi svizzeri. Questo significa – se i dati di Bilan sono esatti – che in cinque anni la fortuna dell'ad di Fca è cresciuta nell'ipotesi peggiore del 200 per cento. Nell’autunno 2016 Marchionne ha trasferito la sua residenza fiscale da Walchwil, un comune del cantone di Zug, a Schindellegi (Feusisberg) nel canton Svitto, perché il cantone continua a consentire la tassazione forfettaria. Secondo i giornali svizzeri il numero uno del gruppo automobilistico abiterebbe nel complesso di lusso “Sunset” alla Stutz Haldenstrasse, con vista sul lago di Zurigo. Arrivato nel giugno 2004 al vertice della Fiat, Marchionne (65 anni) ha ristrutturato completamente il gruppo fondendolo con l'americana Chrysler e scorporando Ferrari. Quando Marchionne è arrivato alla Fiat il gruppo valeva 5,5 miliardi di euro di capitalizzazione. Oggi, insieme a Cnh Industriale (macchine agricole e camion) vale più di 60 miliardi. Appassionato di Maria Callas, Marchionne detiene partecipazioni in Fca (1,13%), Cnh, Ferrari e Philip Morris.
 
Subito dietro ecco, al dodicesimo posto, ecco Carlo De Benedetti. Stabile rispetto al 2016 la ricchezza di Carlo De Benedetti, valutata in 500-600 milioni di euro(550 milioni per Bilanz). Rispetto all'edizione 2012, invece, l'ingegnere registra un calo consistente ed è l'unico della classifica degli italiani ad andare in perdita. Cinque anni fa il suo patrimonio era valutato 800-900 milioni di euro, quindi nella migliore delle ipotesi si è ridotto del 33%. Nel frattempo però De Benedetti ha lasciato le sue attività ai figli. L’Ingegnere vive da tempo a Lugano e ha un passaporto della Confederazione. Nel 1976 ha fondato la Cir (Compagnie Industriali Riunite), una delle più importanti holding private italiane, con circa 14 mila dipendenti, quotata alla Borsa di Milano. Attualmente è presidente onorario di Cir e Cofide. Dal 1978 al 1996 è stato alla guida di Olivetti e presidente onorario dal 1996 al giugno 1999. Dal 2006 è presidente del Gruppo Editoriale L'Espresso. Da giugno 2017 è presidente onorario di Gedi, il gruppo editoriale nato dalla fuzione del gruppo Espresso con la Stampa e il Secolo XIX.

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