A CASA NOSTRA

Senza regole (e accordi) vince l’Islam sommerso

Salvini promette la chiusura dei centri islamici illegali, ma in Italia non c'è una norma che dica che cos'è e come deve essere una moschea. Unica strada è far emergere la realtà attraverso leggi e trattati. Parla l'intellettuale iracheno Tawfik


Professor Tawfik, il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che con il suo partito al Governo verranno chiusi tutti i centri islamici illegali
e quelli che non rispettano i principi fondamentali di trasparenza, legalità, apertura e condivisione dei “nostri valori” a partire dal rispetto per le donne. Che effetto le fa questo annuncio?
“Che in campagna elettorale più ne hanno più ne mettono. A parte questo, Salvini dovrebbe sapere che non esiste una moschea legale o illegale, perché in Italia non c’è una norma che dica che cos’è e come deve essere una moschea. Fino a quando non si risolve questa questione non se ne esce”.

Younis Tawfik, iracheno naturalizzato italiano, docente di lingua e letteratura araba, scrittore, lascia la sua città, Mosul, nel 1979, da un mese nelle mani di Saddam Hussein, per arrivare in Italia, a Torino, nel 2008 ha perso il fratello ucciso dai terroristi islamici. In città dirige il Centro culturale italo-arabo Dar al-Ikma a Porta Palazzo, ed è una delle voci più autorevoli dell’Islam moderato.

I toni da campagna elettorale sono evidenti. Ma c’è comunque, come lei osserva, una serie di nodi da sciogliere sul tema dei centri islamici. È così difficile riuscire e farlo?
“È vero, esiste una realtà da regolarizzare, ed è altrettanto vero che si tratta di una questione vecchia che nessuno è ancora riuscito a risolvere malgrado tutto il nostro lavoro come consulta presso il ministero, incominciato fin dai tempi in cui era ministro Giuseppe Pisanu”.

Intanto si continua a generare confusione tra moschee e centri culturali, anche questo non aiuta.
“Come ho detto, non esistendo una definizione giuridica esatta, codificata, non essendoci norme che dicano come deve essere una moschea e come fare per aprirla, ecco che si costituisce un’associazione, si apre un locale e questo diventa luogo di culto. Tutto è allo sbaraglio”.

Insomma, invece di lanciare proclami sulla cui effettiva applicazione i dubbi restano parecchi, Salvini farebbe meglio ad affrontare la questione irrisolta.
“Non soltanto lui, la Lega o il Pd o altri, ma lo Stato indipendentemente da chi sarà al Governo, deve raggiungere un accordo con la comunità islamica, solo così si potranno definire anche concetti, strutture fisiche, luoghi e regole per le moschee”.

Salvini invece promette di chiudere i centri culturali illegali o quelli dove non si rispettino alcuni principi fondamentali.
“Ma come si fa a dire se una mosche è illegale o legale , se non c’è una norma che dice cos’è una moschea. Se lui chiude una sede di un’associazione, su che basi lo fa? E come se venisse da me e mi dicesse di chiudere il mio centro culturale, che tra l’altro è laico. Perché? Su quale criterio giuridico? Ad oggi l’unica cosa che può classificare illegale un’associazione è se non è registrata. Ma non basta, non è questo il cuore del problema. Serve innanzitutto capire quali sono i soggetti che rappresentano la comunità islamica che anche se è la seconda religione per numeri, in Italia presenta il problema di individuare avere un interlocutore”.

E come si risolve, questo problema?
“In Francia lo hanno risolto chiamando i rappresentanti delle comunità più importanti numericamente e costituito un consiglio islamico che ha suoi interlocutori con lo Stato”.

Professor Tawfik, lei crede che in Italia di dovrebbe seguire quel modello?
“Sì. Il prossimo ministro dovrebbe chiamare i rappresentanti che dovranno dimostrare quante moschee rappresentano e poi costituire questa specie di tavolo e incominciare a interloquire fino ad avere un organismo che possa anche essere chiamato a rispondere di ogni atto della comunità islamica. E con il quale definire una serie di norme che oggi non ci sono. E poi finché qui noi non riconosciamo l’Islam come religione, avremo moschee ne sotterranei, cani sciolti che predicano quello che vogliono, persone che vagano per l’Italia con il corpo ma con la mente sono da un’altra parte”.

Con tutti i rischi.
“Certo”.

Ma lei ritiene che anche annunci come quelli di Salvini possano generare un clima di contrapposizione, con i pericoli che ne conseguono?
“Purtroppo sì, queste dichiarazioni che non hanno nessun fondamento rischiano di aizzare un clima di odio e intolleranza”.

C’è un altro tema ancora: chiudendo centri culturali che comunque sono noti alle forze di polizia e all’intelligence, non si rischia di complicare ancor più il lavoro di chi deve garantire la sicurezza nel nostro Paese?
“Intanto va detto che gli estremisti fanatici e violenti difficilmente si fanno vedere nelle moschee. C’è però chi predica un pensiero radicale e pericoloso, questo sì. Ecco perché bisogna arrivare a un accordo per definire cos’è la moschea, come deve essere, conoscere gli imam, insomma regolarizzare il tutto. Quando questo verrà fatto, tutto il resto decadrà da solo. La comunità dovrà essere responsabile. Ma bisogna dialogare e costruire un riconoscimento e delle norme, come si era incominciato a fare con la consulta pur tra molte difficoltà”.

Senta, se Salvini andrà al Governo lei pensa che accetterà il dialogo, continuerà il lavoro della consulta con le comunità islamiche oppure farà quello che ha annunciato ieri?
“Sa cosa fece Roberto Maroni non appena diventato ministro dell’Interno? Chiuse la consulta e ci mandò a casa”.
 

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3 Commenti

  1. avatar-4
    13:27 Mercoledì 07 Febbraio 2018 rubatà non capisco ...

    perchè dare tanto spazio (tv, giornali, radio ...)a un fascista? forse nel passato non nè hanno preso abbastanza? per vendere una copia in più di carta bugiarda, ci ritroveremo nei carri merci di nuovo, ma questa volta con consapevolezza!!!

  2. avatar-4
    11:04 Mercoledì 07 Febbraio 2018 moschettiere Concretamente

    Blaterare non conoscendo la materia non solo è inutile, ma può diventare dannoso, se chi pratica ha delle responsabilità. Parlare di "centri illegali" quando di fatto - in mancanza di norme - nulla è "legale" perché tutto è "legale", è solo indice di ignoranza. Se poi chi parla vorrebbe proporsi a capo di un esecutivo... Dio ci liberi! I problemi vanno affrontati alla radice, e l'autentica, basilare causa del "fenomeno Islam" in Italia risiede nella scristianizzazione della nostra società. Inutile nasconderci dietro un dito: abbiamo perso (e rinunciato volontariamente) i valori cristiani e siamo pertanto diventati terra libera, una grande (e fertile) prateria da occupare. E i valori non si ricostruiscono a suon di leggi, ma con un paziente lavoro di educazione. Poi le norme si accompagnano. Se manca questa consapevolezza, non si farà nulla e il futuro è solo caos.

  3. avatar-4
    08:44 Mercoledì 07 Febbraio 2018 enzar Leggi speciali per qualcuno, no grazie

    Non per essere pignolo ma occorre fare alcune precisazioni e il Signor Tawfik non può glissare così facilmente oppure non è molto diverso dal Salvini. a- poichè dice che "È vero, esiste una realtà da regolarizzare" vuol dire che le Leggi vengono violate. b - essendo Presidente di una associazione ricordo che la frequenza nei locali è riservata agli iscritti e che sono loro ad eleggere "democraticamente a maggioranza" i rappresentanti. Capita forse questo in una "Moschea" , visto che il Signor Tawfik la paragona ad un circolo culturale? c - cosa significa "comunità islamica" non lo spiega nessuno, mi sa tanto di quella altra espressione "comunità internazionale" che vuol dire tutto e niente. Perchè lo Stato italiano, laico e nato dalle guerre risorgimentali, dovrebbe emanare leggi speciali per qualche gruppo religioso o anche laico? Le norme ci sono e valgono per tutti i cittadini Italiani, vanno solamente rispettate.

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