SOTTOVOTO

+Europa alla sfida del quorum

La lista radicale cresce nei sondaggi e vede possibile superare lo sbarramento. Tour in Piemonte dei big per presentare le liste. Sfumata la candidatura della Bonino, corrono la presidente nazionale Soldo e la tesoriera Manzi

Mentre il bastimento democratico arranca nel mare procelloso elettorale, c’è una scialuppa che – almeno secondo le rilevazioni –  scorge all’orizzonte la terra promessa, quel 3 per cento che le consentirebbe di far sbarcare in parlamento una pattuglia di deputati e senatori. È la lista +Europa di Emma Bonino, l’unica nell’arcipelago del centrosinistra in grado di superare le colonne d’Ercole dello sbarramento imposto dal Rosatellum. L’umore è alto tra i Radicali che a Torino possono contare sull’associazione Adelaide Aglietta, tra le più attive in Italia e tra quelle più vicine – storicamente – al centrosinistra, seppur in posizione autonoma. Silvio Viale, che è stato consigliere comunale a Torino prima con i Verdi e poi nel gruppo dei democratici, non ha mai nascosto di avere in tasca la doppia tessera, quella radicale e quella del partito di Matteo Renzi; lo stesso Igor Boni, al vertice dell’Ipla – l’Istituto per le piante da legno e l’ambiente – su nomina di Sergio Chiamparino, era stato candidato dai democrat alle ultime regionali. Il risiko delle spartizioni al tavolo nazionale del Pd ha assegnato loro il collegio uninominale di Torino 2, l’area a Nord del capoluogo, che nel 2016 riversò su Chiara Appendino migliaia di preferenze, fino a risultare decisiva per la sua elezione. Qui la lista +Europa schiera Silvja Manzi, volto storico dell’Aglietta, in passato stretta collaboratrice di Marco Pannella, e ora tesoriere dei Radicali Italiani: “Per queste quattro settimane ci trasferiremo tutti in Barriera di Milano” ha annunciato nei giorni scorsi Boni.

Dimenticati, o forse momentaneamente accantonati, i dissapori con il Pd e in particolare con il suo leader, che quando divenne premier si sbarazzò senza pensarci su un attimo della Bonino, allora alla Farnesina, per far posto a Paolo Gentiloni. Poi il rischio, paventato a più riprese, di rimanere fuori dalla coalizione per una legge elettorale che impone ai partiti privi di un collegamento parlamentare di raccogliere le firme, ostacolo poi superato grazie al soccorso di Bruno Tabacci. L’ascia di guerra per il momento è sotterrata, ma i due alleati continuano a guardarsi di sbieco.

Oggi è il giorno della presentazione dei candidati, con Benedetto Della Vedova, leader di Forza Europa, Carmelo Palma, capolista al Senato e Antonella Soldo, presidente di Radicali Italiani e candidata capolista alla Camera nel Piemonte Orientale. “Supereremo il 3 per cento, stiamo facendo tutti gli sforzi necessari per raggiungere l’obiettivo” suona la carica Soldo, originaria di Rocchetta, in provincia di Foggia, che come il ministro Pier Carlo Padoan, anche lui candidato in Piemonte, non si sente affatto una paracadutata: “Siamo un partito transnazionale, parliamo di Europa, sarebbe un controsenso fermarci davanti ai confini regionali o di un collegio” dice allo Spiffero. E poi “ho parenti e amici a Torino”. Il Piemonte è anche la regione della Bonino, originaria di Bra, e proprio sul Nord-Ovest i Radicali puntano per mettere voti in cascina.

Nel pomeriggio i big della lista si sposteranno a Biella e domani tour tra Asti e Novara, dov’è previsto un dibattito con la democrat Elena Ferrara, introdotto da Gianmario Caramanna. Il 15 febbraio appuntamento ad Alessandria, il 19 a Torino dove arriverà anche la Bonino per sostenere la candidatura di Manzi. “Dietro questa lista ci sono le nostre battaglie storiche: quella sull’aborto, sul testamento biologico, la legalizzazione della cannabis” ricorda Antonella Soldo. E poi l’immigrazione, dopo la durissima raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare per abolire la Bossi-Fini. “Nel momento in cui il dibattito si inasprisce perché c’è chi lucra sulla paura dei cittadini, noi vogliamo offrire un’alternativa”.

Emma Bonino è una leader in parte sdoganata anche dagli ambienti a lei più ostili e ormai occupa stabilmente le classifiche di gradimento dei politici nostrani. La scorsa estate si ritrovò in una chiesa a presentare l’iniziativa sull’abolizione della legge fini e fu la prima a stupirsi per l’applauso riservatole da quella platea di credenti dopo un botta e risposta con uno dei presenti che l’accusò delle “centinaia di morti” causati da lei quando praticava clandestinamente gli aborti negli anni Settanta. “Ci chiamano buonisti – conclude la Soldo – in realtà usiamo solo il buon senso”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    13:41 Domenica 11 Febbraio 2018 moschettiere Speriamo proprio

    ...che non raggiungano il quorum. In parlamento la morchia presumo che sarà già garantita comunque, non sentiremo certo la mancanza di abortisti, sostenitori di eutanasia, droga e altre delizie. La Civiltà ringrazia.

  2. avatar-4
    20:01 Sabato 10 Febbraio 2018 PELDICAROTA SPERUMA

    Almeno che ci sia qualcuno in parlamento che non promette baggianate

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