Forza Italia
SCONTRO DI CIVILTA'

Egizio, “cacceremo il direttore”

Dopo lo scontro per gli sconti alle coppie di arabi e il faccia a faccia con la Meloni, Fratelli d'Italia attacca: "Spoil system automatico. Il suo è un pensiero debole che distrugge storia e identità. Iniziativa ideologica e anti italiana". Nel mirino i tecnici Mibact

“Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell'anacronistico appello: una volta al governo Fratelli d'Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l'appartenenza ideologica”. Assume toni minacciosi la polemica che da giorni vede esponenti di Lega e Fratelli d’Italia contro il blasonato Museo Egizio di Torino, reo di aver lanciato - tra le sue tante iniziative promozionali – un’offerta per le giovani coppie arabe alle quali si offrono due entrate con un solo biglietto. E se i toni sembravano essersi placati venerdì con il faccia a faccia tra la leader di Fd’I Giorgia Meloni e il direttore dell’Egizio Christian Greco oggi è scoppiata la bufera dopo che al museo è arrivata una nota di solidarietà dei comitati tecnici scientifici del Mibact, ovvero gli esperti che affiancano il Consiglio superiore dei beni culturali.

Nella lettera, firmata da Mariarosaria Barbera, Letizia Gualandi, Eugenio La Rocca (comitato per l'archeologia), Fabio Donato, Paola Dubini, Pierluigi Sacco, Maria Utili (comitato per i musei e l'economia della cultura) i tecnici del ministero guidato da Dario Franceschini si schierano accanto al museo torinese (che tra l’altro è gestito da una fondazione) e al suo direttore, selezionato da un bando pubblico, esprimendo “solidarietà e condivisione per le sue scelte culturali aperte e intelligenti”. Ma nello stesso tempo stigmatizzano le critiche avanzate da Meloni spiegando che a loro avviso “nessuna scelta culturale debba essere oggetto di strumentalizzazioni e attacchi politici: la medesima formula oggi contestata, forse perché in periodo pre-elettorale - fanno notare - è stata ideata e applicata dallo stesso Museo e senza alcuna contestazione già un anno fa”.

Immediata la reazione di Fratelli d’Italia, prima con Bruno Murgia, deputato della commissione cultura, che parla di “spiacevole intromissione del Mibact”, poi con il responsabile nazionale comunicazione del partito Federico Mollicone, che interviene a gamba tesa definendo la lettera dei Comitati Mibact “un appello molto retrò, in stile anni '70 per i compagni ingiustamente incarcerati”. “Criticare la politica di gestione di una Istituzione culturale pubblica, come ha fatto Giorgia Meloni in modo civile davanti al Museo Egizio, è e deve essere assolutamente possibile in una Nazione libera – scrive -. La campagna di comunicazione fatta dal Museo in arabo è il sintomo della malattia dell’Occidente. Un pensiero debole che distrugge la propria storia e identità a favore delle altre. Una iniziativa ideologica e anti italiana”. Poi l’affondo contro il direttore Greco, ma anche contro gli esperti nominati in supporto dei Consiglio superiore dei beni culturali che lo hanno voluto difendere. La politica culturale di Fratelli d’Italia, avverte Mollicone, “prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica”.

Sorridente e amichevole, Greco ha sempre risposto alle proteste spiegando: “Lo sconto agli arabi è un gesto di dialogo. Noi siamo aperti a tutti e vogliamo favorire l’inclusione e la diffusione della cultura. Quella per le persone in lingua araba è solo una delle tante iniziative, che tra l’altro dura tre mesi. Stiamo per lanciarne una per gli studenti, forse direte che discriminiamo i quarantenni?”, aveva spiegato alla stessa Meloni.

Tutto il mondo delle istituzioni, al di là del colore politico, fa quadrato attorno al direttore. A iniziare dal presidente della Regione Sergio Chiamparino per il quale le dichiarazioni dei dirigenti di Fd’I “sono di inaudita gravità che tradiscono la natura intollerante di costoro; sarebbe bene che i loro alleati in doppiopetto berlusconiano si pronunciassero ed in ogni caso per quel che mi riguarda solidarietà piena ed attiva a Christian Greco. Lo difenderemo in tutti i modi e fino in fondo”. E tra gli attestati di stima arriva pure, a sorpresa, quello di Guido Crosetto, da qualche settimana tornato al ruolo di coordinatore nazionale del partito della Meloni: “Finché ci sarò io nessuna persona di valore come Greco sarà mai rimossa per motivi politici”.

print_icon

9 Commenti

  1. avatar-4
    11:53 Lunedì 12 Febbraio 2018 Bambù bravo Crosetto

    piuttosto declassificherei Greco a direttore scientifico e metterei un Direttore che eviti queste uscite isteriche dovute all'evidente richiamo, dei vertici del Museo, ad un progetto che un po' a fatto storcere il naso a tanti ed al delirio di onnipotenza che lo ha pervaso. Cioè: Greco ha la coda di paglia.

  2. avatar-4
    11:46 Lunedì 12 Febbraio 2018 aveterotto Povera Meloni...

    tanti anni di militanza politica per poi non avere ancora imparato il comportamento consueto dei suoi avversari politici che certe cose le fanno sistematicamente e certamente si guardano bene dal dirlo in giro. Detto questo fa piacere sapere che Greco conosca l'art. 9 della Costituzione Italiana; questo presuppone che conosca anche l'art.3 di tale legge. Fare offerte/sconti a categorie come studenti o pensionati, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali è una cosa, fare delle offerte che discriminano i beneficiari di queste in base alla loro lingua è un'altra. Capire e ammettere la differenza è solo onestà intellettuale (se uno ce l'ha). Percepire uno stipendio usando un patrimonio culturale di tutti, comprato ad un euro simbolico dallo Stato, appoggiarsi a riserve come i vari Fondi ristrutturazione di Comune, Regione e Provincia e dire “non prendiamo contributi pubblici” riguarda invece un altro tipo di onestà.

  3. avatar-4
    11:40 Lunedì 12 Febbraio 2018 Conty SEMPRE LA SOLITA FASCISTA

    Chi vuole cacciare via chi non condivide il suo punto di vista è un fascista. E del fascismo la Meloni incarna la rozzezza, il provincialismo mascherato da nazionalismo e l'ignoranza per la Cultura. Non vedo proprio che male ci sia ad avviare una campagna promozionale per le coppie arabe: è segno di apertura verso il mondo e di conferma di quella dimensione internazionale del Museo Egizio, uno dei fiori all'occhiello di Torino nonostante la Christillin. Ed è anche segno di sagace marketing: attirare con promozioni chi finora non era interessato al Museo significa portare incassi che prima il Museo non aveva.

  4. avatar-4
    11:13 Lunedì 12 Febbraio 2018 giacomo_b All'armi! All'armi! All'armi siam Fascisti...

    ....Crosetto con fez e manganello che tiene a bada la folla, il camerata ghiglia in borghese e con distintivo dell'OVRA che porge la bottiglia con l'olio di ricino al povero chistian greco che ha appeso al collo la scritta "contro ogni matrimonio di italiani con sudditi delle colonie africane"....ma per ora è solo un brutto sogno, sono sconcertato dall'ignoranza di certi personaggi.....a proposito lo sapete quanti milioni di Cristiani copti vivono in egitto? chissenefrega dell'egitto sappiate che in italia i cristiani copti sono circa centomila e la loro colpa è quella di parlare arabo!

  5. avatar-4
    09:48 Lunedì 12 Febbraio 2018 Damos Esagerazioni e brutte figure ...

    Cacciare un Direttore dell'Egizio per così poco mi pare francamente esagerato , ma la campagna demagogica e molto provinciale sugli arabi che entrano "due per uno" è stata fastidiosa e decisamente irritante . Il Direttore resti pure al suo posto, ma ci pensi tre volte prima di altre campagne mediatiche di dubbio gusto !

  6. avatar-4
    05:34 Lunedì 12 Febbraio 2018 gastone DEMAGOGIA E POPULISMO

    E' un periodo storico in cui si deve essere tutti "buoni" e "comprensivi" e "includenti". Al di là di ogni ragionevole comprensione: il direttore Greco è sicuramente tecnico di alto valore ma faccia il suo mestiere, come ci si aspetta (o aspetterebbe!) in un Paese europeo normale. La cultura è molto importante, accordare sconti a studenti, anziani, persone disagiate è importante, organizzare giornate di visita delle scuole pure...ma fare sconti a persone arabe di tutto rispetto che senso ha? Come se ad esempio a romani e greci che vanno al museo di arte greco-romana di Alessandria d'Egitto si dovessero fare sconti in nome di antichissimi collegamenti delle opere d'arte esposte...ma che senso ha se non quello di un gesto simbolico che evidentemente soddisfa il narcisismo politically correct di un direttore che vuole emergere e fare "notizia" dimostrandosi bravo e buono e includente. Purtroppo il provincialismo/politico italiano viene ancora una volta a galla, Greco faccia bene il suo mestiere, si occupi del Museo preziosissimo, faccia promozioni mondiali, lasci perdere azioni sociali che non spettano a lui ma alla politica, abbia il senso del suo ruolo e delle sue responsabilità come direttore del più importante Museo Egizio del mondo dopo quello del Cairo! Mah, forse c'è sotto anche lo zampino della Christillin? Altro bell'esempio di provincialismo radical chic torinese? Che manica di provinciali privi di respiro internazionale!

  7. avatar-4
    00:07 Lunedì 12 Febbraio 2018 moschettiere Tempesta in un bicchiere d'acqua

    A me pare - ragionevolmente - che ci siano ben altri problemi da affrontare. Al di là della simpatia per le battaglie (non tutte) della Meloni, credo che le energie profuse per questa faccenda, meritavano destinazioni più degne. Anche in campagna elettorale, sarebbe oppportuno non inseguire facili consensi stimolando i sentimenti più superficiali degli elettori. Cercare il voto di pancia non aiuta a far crescere le teste.

  8. avatar-4
    22:24 Domenica 11 Febbraio 2018 Dimitri Meloni

    Certo per una che partorisce in Svizzera e chiama la figlia Ginevra, un attaccamento all'anacronistica identità italica fa a fir poco sorridere.

  9. avatar-4
    21:45 Domenica 11 Febbraio 2018 Pacioc Sono sempre i soliti...

    Costoro, Meloni & C., il fascismo lo hanno nel DNA e il vizietto di epurare chi non la pensa come loro non l'hanno mai perso. Però stavolta, credo, hanno fatto una bella "cappella". Molti hanno preso atto di che pasta sono, sia culturalmente che politicamente.

Inserisci un commento