GLORIE NOSTRANE

Governo Di Maio, spunta Bray

Il nome dell'ex ministro "dalemiano" rimbalza da Roma a Torino. Il gabinetto grillino sarà svelato giovedì quando l'aspirante premier annuncerà il suo esecutivo. Il diretto interessato non conferma e non smentisce. Ottimo il rapporto con Appendino

La voce circola da qualche giorno tra i maggiorenti del Movimento 5 stelle; da Roma a Torino il telefono senza fili è bollente: “Chiara ha fatto il nome di Massimo Bray”. Il posto è quello da ministro dell'ipotetico governo grillino. Proprio lui, l’uomo chiamato a risollevare le sorti del Salone del Libro di Torino e che domani presenterà alla stampa la 31esima edizione, direttore dell'Istituto Treccani, ma anche grande amico di Massimo D’Alema, al punto da ricoprire per alcuni anni il ruolo di direttore della rivista Italianieuropei, fondata dall’ex segretario dei Ds assieme a Giuliano Amato. Intercettato dallo Spiffero, Bray non conferma e non smentisce: “Di questo non parlo, adesso mi occupo del Salone” dice mal celando un certo fastidio per l’inopportuna domanda. Pugliese d’origine (è nato nel 1959 a Lecce), Bray è già stato ministro della Cultura nel governo di Enrico Letta, prima dell’arrivo a Palazzo Chigi di Matteo Renzi che nel suo esecutivo gli preferì Dario Franceschini.

La nomina alla presidenza della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura è avvenuta formalmente nell’aprile del 2017: erano i giorni più difficili per la kermesse subalpina, insidiata dalla manifestazione milanese e alle prese con guai giudiziari e di bilancio. Assieme al direttore Nicola Lagioia Bray ha tenuto saldo il timone, traghettando Librolandia verso acque meno agitate, vincendo la prima competizione con Tempo di Libri, organizzata dall’associazione editori nel capoluogo lombardo, ma senza riuscire a evitare la liquidazione della Fondazione da lui presieduta. In questi difficili mesi il rapporto con la sindaca Chiara Appendino è sempre stato saldo e cordiale, al punto che sarebbe stata proprio lei il link attraverso il quale Bray sarebbe stato contattato direttamente dai vertici del Movimento. La stessa Appendino (e i suoi uomini più vicini) si era già mossa nelle settimane scorse con l’economista Paolo Turati, vicino al centrodestra (e in passato anche alla sinistra civica piemontese) e pure con il rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani, il quale pare abbia resistito a tali lusinghe.

Tra i nomi piemontesi che circolano con una certa insistenza anche quello della deputata uscente (e rientrante vista la sua posizione da capolista nel listino camerale di Torino) Laura Castelli anche se il borsino darebbe le sue quotazioni in leggero ribasso. Per lei, la sedicente esperta di conti e finanze, c'è chi pronostica un posto chiave in uno dei dicasteri economici.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    18:43 Lunedì 26 Febbraio 2018 Lazzarettieditore Bray

    Finalmente un bel sorriso della Chiara Appendino, un nuovo taglio di capelli ed un vestito da donna. Ho conosciuto alla Fiera Bray: ottima persona, disponibile e senza boria come lo era lo zio direttore dell'istituto di metrologia di Torino. Spero che sia recuperato dal PD visto che è stato un loro ministro.

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