TRASPORTI

Gtt sbologna le periferie

Parte l'esternalizzazione delle linee per circa un milione e mezzo di chilometri all'anno. Coinvolti i collegamenti con le zone marginali della città. I sindacati: "Rischiamo di penalizzare il servizio"

Negli studi effettuati dal Comune di Torino sono definite linee a bassa frequenza. Sono quelle meno redditizie per l’azienda, in cui autobus e tram difficilmente si riempiono e in cui sostanzialmente il gioco non vale la candela. Come previsto dal piano industriale di Gtt verranno esternalizzate, cioè affidate ad altre aziende consentendo un risparmio importante a partire dall’anno in corso. C’è un problema, che la maggior parte di queste linee, oggi, servono le periferie di Torino, in particolare quella a Sud e a Ovest e c’è chi, soprattutto tra i sindacati, è “molto preoccupato per come il servizio sarà garantito da chi subentra”. Bisognerà attendere l’esito della gara pubblica, ma qualche rischio evidentemente c’è se i rappresentanti dei lavoratori fanno sapere che “eviteremo di metterci di traverso solo perché questa operazione è prevista dal piano industriale ed è uno dei modi per salvare Gtt” dice Antonio Mollica, segretario piemontese della Uil Trasporti.

Secondo il capitolato previsto da Gtt verranno esternalizzate nel Lotto 1 le linee 63 b, 76, 96, 97 e 99; nel Lotto 2 le linee 50, 77, 90, 91 e 92 e nel Lotto 3 la 66, 93 b e 94. La maggior parte di queste servono le aree più periferiche della città, in alcuni casi rappresentando i principali collegamenti con il centro cittadino. “Così facendo – lancia l’allarme Nadia Conticelli, presidente della Commissione Trasporti della Regione Piemonte – scaricano su altre aziende delle linee già oggi sotto-servite, senza offrire garanzie di mantenimento del servizio”. Tra i più scettici ci sono i sindacati autonomi. Fabio Cermenati di Fast mette in guardia sulle difficoltà che potrebbero incontrare le aziende subentranti a gestire un servizio che prevede la copertura di un milione e mezzo di chilometri all’anno. Non solo: “C’è un problema di dumping sociale – afferma Cermenati – con lo spostamento della produzione chilometrica laddove i diritti dei lavoratori sono più compressi”. Quel che temono i rappresentanti dei lavoratori è che, attraverso questa operazione, così come per le manutenzioni, vengono affidati all’esterno una serie di servizi, consentendo una “esternalizzazione a pezzi di Gtt, che confligge con gli impegni elettorali assunti da Chiara Appendino, la quale invece parlava di potenziamento e assunzioni con i dipendenti dell’azienda”. 

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:28 Venerdì 09 Marzo 2018 LucaTorino Grazie sindaca e grazie 5S.

    Perché non si tagliano lo stipendio, non chiedono ai loro referenti della borghesia torinese di cui sono parte di pagare loro? La crisi c'è ma c'è modo e modo di risolvere i problemi. Malgrado ciò il cittadino torinese di periferia continua a votarli in massa, intanto metro 2 è sempre più un miraggioooooo....

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