CADUTA DI (5) STELLE

Appendino sotto scacco, dissidenti alzano il tiro

Il no alle Olimpiadi apre un varco al regolamento di conti interno al M5s. Bono si schiera contro i Giochi e l’ala dura in Sala Rossa vuole imporre alla sindaca una virata politica, accompagnata da un rimpasto di giunta. Mobilitati comitati e movimenti di base

Se qualcuno pensava che i quattro dissidenti grillini in Sala Rossa fossero un drappello di ortodossi isolati dal nel firmamento pentastellato si sbaglia di grosso. La frattura tra Chiara Appendino e il ventre molle del Movimento 5 stelle è ben più esposta. E le Olimpiadi sono diventate il casus belli, la bandiera da sventolare per riscattare due anni di concessioni più o meno dolorose alla realpolitik, dai tagli al bilancio ai supermercati. A uscire allo scoperto questa mattina è Davide Bono, leader dei grillini piemontesi: “Io mi chiedo: ma con tutti i casini che abbiamo trovato a Torino e che vediamo in Regione e nello Stato, ma proprio in un’altra Olimpiade dobbiamo andare ad infilarci come un Pd qualunque? – scrive in un post su facebook -. A me non sembra per nulla saggio. Dovremmo anche aver imparato che quando centrosinistra e centrodestra vanno d’accordo, c’è puzzo di marcio”. La teoria del sospetto, il marcio che emerge fatalmente laddove c’è concordia politica, la corruzione annidata dietro a ogni grande opera, il pauperismo di una forza politica che su questi temi ha forgiato la propria classe dirigente riemerge nelle parole del consigliere regionale, che offre così una sponda ai dissidenti della Sala Rossa (e forse pure a chi il Movimento lo ha lasciato) proprio mentre in Città Metropolitana il Consiglio si appresta a votare una mozione d’indirizzo a favore della candidatura ai Giochi del 2026 e mentre Milano si sfila almeno momentaneamente dalla corsa: “Non ci candidiamo” ha detto il sindaco Giuseppe Sala.   

Certo, le Olimpiadi. Quelle che quand’anche fatte “a modo nostro rispettando le nostre linee guida su ambiente, economia e sostenibilità”, come suggerisce Beppe Grillo in un messaggio rivolto a Viviana Ferrero, una dei quattro consiglieri dissidenti, non possono che essere una sconfessione di uno dei cavalli di battaglia storici del MoVimento: no alle grandi opere e agli “sprechi olimpici”. Nondimeno l’opposizione alla candidatura di Torino ai giochi invernali del 2026 allarga il proprio perimetro fino a comprendere l’intera azione dell’amministrazione grillina, a tre mesi dal suo secondo compleanno. Quasi le Olimpiadi siano se non il pretesto, di certo l’occasione per misurare l’incisività dell’azione di governo della città, a partire dalla coerenza con i valori fondanti delle principali scelte operate da Chiara Appendino e dalla sua giunta.

Un bilancio che imponga una correzione di rotta è quello che chiede esplicitamente il fronte dei “duri e puri”, consiglieri e attivisti a loro modo ortodossi rispetto al verbo delle origini, non più disponibili a passare sopra ai propri principi in nome della realpolitik. «Per senso di responsabilità verso la città abbiamo votato provvedimenti duri e impopolari, stringendo i denti nessuno di noi si è tirato indietro e lo farà in futuro perché il nostro obiettivo è il bilancio e il relativo piano di rientro - ha scritto nella notte su Facebook Marina Pollicino, consigliera comunale che lunedì con la sua assenza ha fatto mancare il numero legale in Sala Rossa -. Ma le Olimpiadi, la manifestazione d’interesse e l’indirizzo che si dovrebbe dare al progetto olimpico, seppure con varianti di non so quale sostanza, esulano completamente dalla rilevanza concretissima del Bilancio». Libertà di critica, quindi. «Finora ho tenuto un profilo sorvegliato, sperando che le azioni concrete fossero più chiare di mille parole, ma adesso dico veramente basta» aggiunge la Pollicino osservando che «la domanda vera che si dovrebbe porre ai torinesi, e non solo a loro, è “volete le Olimpiadi e un ulteriore aumento delle tariffe per la ztl, l’allargamento delle strisce blu, il taglio ai servizi educativi, le tariffe mensa più alte d’Italia, i tagli sul sociale?”». La consigliera sottolinea che «la nostra sindaca ha ripetutamente e giustamente evidenziato come l’azione di governo del Movimento 5 Stelle sia improntato al senso di responsabilità condivisa. È perfettamente vero, ma ora la questione è diversa».

L’esigenza di aprire una verifica politica è, senza troppe perifrasi, sostenuta da Maura Paoli, altra consigliera border line, vicina ai centri sociali: «Solo facendo tutti un passo indietro ed aprendo al dialogo, mettendo in discussione la gestione totale di questi mesi, sarà forse possibile andare avanti», scrive nella chat degli eletti. Parole che non lasciano dubbi sulla reale portata e sull’obiettivo del fronte “ribelle”: imporre un radicale cambio di rotta. Un messaggio dal chiaro tratto di ultimatum. E per rafforzare l’assedio a Palazzo civico è partita la chiamata alle armi del variegato sottobosco dei comitati e movimenti “di base”. No Tav, Comitato Acqua Pubblica, Assemblea 21 e Attac hanno organizzato un presidio sotto l’aula del Consiglio della Città metropolitana, chiamato a esprimersi proprio sulla candidatura olimpica. “Non si baratti il futuro della città per due settimane di lustrini e notti bianche” hanno scritto nel volantino distribuito dai manifestanti annunciando un bis lunedì davanti al municipio in concomitanza con il consiglio comunale. E giusto per evitare equivoci, ciò che pensano l’hanno pure scritto su alcuni cartelloni: “No inciucio olimpico di Chiappendino e Co, prima i poveri e i migranti”, “No alle Olimpiadi che arricchiscono i soliti noti”, “Cancelliamo il debito illegittimo della Città di Torino”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:29 Mercoledì 14 Marzo 2018 giacomo_b schizofrenia

    Sindaca ed assessori tagliatevi lo stipendio! ci perdete poco o nulla rispetto a quanto guadagnavate prima, invece pensate solo ad aumentare biglietti gtt strisce blu ecc ecc..... Iniziate a far pagare tutti invece di scroccare altri soldi a quelli che il biglietto e le tasse le hanno sempre pagate (mica come la patti che si scontava le tasse e l'amichetto di giordana che non timbrava). E non mi si venga a parlare di isee che lo stile di vita di certi assessori non me lo sono mai potuto permettere sopratutto confrontandole con le dichiarazioni dei redditi mostrata da questi personaggi prima che entrassero in politica. Ormai ci avviciniamo alla rianimazione se grillo si è abbassato ad inseguire 4 consiglieri latitanti in consiglio comunale; solo 2 anni fa questi 4 gatti sarebbero stati espulsi come nemici del movimento con un post di 3 righe. Ciò che non mi spiego è la sindaca, vista la dissociazione che mostra fra bellicosi annunci in campagna elettorale e ciò che ha dimostrato fino ad oggi che c'azzecca? Lo stipendio, o il titolo di sindaca, non valgono le figuracce accumulate (Piazza San Carlo in primis) ed alla fine, che la si veda dalla collina o dalla periferia, appare solo una parvenue (andatevi a guardare la posa pudica, imbarazzata e timida mostrata nella foto in cui offriva il caffè al principe ereditario Casaleggio).

  2. avatar-4
    15:12 Mercoledì 14 Marzo 2018 Ermy una torre di Babele

    Il movimento è una torre di Babele che guadagna consenso mettendo insieme un po di tutto... dai no tav, alla confindustria, passando dall'estrema destra saltando fino ai centri sociali. Più la torre diventa alta, più grande sarà il botto quando tutto crollerà. A Torino... ma pensate cosa potrà accadere a livello nazionale...

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