PALAZZI ROMANI

Cota boccia il governo Lega-M5s,
“due programmi incompatibili”

L'ex governatore del Piemonte mette in guardia sui rischi di un "esecutivo a ogni costo". La priorità, anche in vista delle prossime regionali, è "il centrodestra unito"

Un conto sono le presidenze delle camere, altro è formare un governo. È scettico Roberto Cota, ultimo governatore del centrodestra in Piemonte, sulla possibilità di vedere un esecutivo giallo-verde o anche giallo-verde-azzurro, qualora venisse coinvolta pure Forza Italia nell’asse ormai certificato tra Movimento 5 stelle e Lega Nord. “Per governare servono programmi compatibili, non basta ottenere i numeri nei due rami del parlamento” dice Cota che da tempo ha assunto una posizione quantomeno dialettica nei confronti della leadership di Matteo Salvini e della svolta sovranista del partito che ha a lungo guidato in Piemonte. Governare sembra l’imperativo, ma per fare cosa? La flat tax o il reddito di cittadinanza? O solo una legge elettorale per tornare al voto? “I cittadini hanno scelto in base a idee e programmi e rispettare la volontà degli elettori significa mettere insieme idee e programmi che siano compatibili” prosegue Cota.

Con lui al vertice della Regione il centrodestra era unito, poi si è sfaldato, travolto dalle inchieste giudiziarie, su rimborsi alle firme false che hanno portato alla conclusione anticipata della sua legislatura. E l’unità della coalizione ancora oggi resta la priorità secondo Cota: “Il centrodestra unito in questo momento è maggioritario e penso che debba essere salvaguardata questa alleanza anche in vista delle prossime elezioni regionali in cui i grillini potrebbero ritrovarsi ancor più fiaccati dalle difficoltà dell’amministrare di cui si è resa conto anche Chiara Appendino”. Un occhio a Roma e uno a Torino, senza smentire le voci di un possibile ritorno sulla scena politica proprio nel 2019, quando finirà l'era di Sergio Chiamparino (o forse solo del suo primo mandato come vorrebbe qualcuno): “Io candidato? Non lo so, vedremo. Per ora mi interessa fare l’avvocato”.

Insomma, dipendesse da lui, prima di tutto salvaguarderebbe l’asse con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, pur rendendosi conto che oggi quella coalizione non ha i numeri e che “ci sarà un tentativo di formare un governo. Io mi limito a segnalare le difficoltà”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    18:13 Venerdì 06 Aprile 2018 massimilianosobtorin GOVERNO LEGA M5S

    NON SONO UN POLITOLOGO SE DEVO VALUTARE LE DUE AMMINISTRAZIONI DI CENTRO DESTRA (GHIGO - COTA) NON HO DUBBI. ENTRAMBE PESSIME MA LA SUA ON COTA LA PEGGIORE... SI CONSOLI FACENDO L\'AVVOCATO CONOSCE LA DIFFERENZA TRA DECRETO LEGGE E DECRETO LEGISLATIVO. MOLTI NEO ELETTI M5S ALLA CAMERA NO AHAHAH

  2. avatar-4
    18:05 Venerdì 06 Aprile 2018 massimilianosobtorin GOVERNO LEGA M5S

    NON SONO UN POLITOLOGO MA SE DEVO VALUTARE LE DUE AMMINISTRAZIONI DI CENTRO DESTRA( GHIGO E COTA) NON HO DUBBI: ENTRAMBE PESSIME MA COTA LA VINCE ALLA LUNGA... PERTANTO COTA RESTI AVVOCATO LA POLITICA NON LA RIMPIANGERA'

  3. avatar-4
    00:30 Martedì 27 Marzo 2018 moschettiere Diciamocelo

    Premettendo che le opinioni di Cota non interessano a nessuno e sono di utilità pari a zero anche quando sono sensate, bisogna ricordare che vengono raccolte solo con il peloso intento di seminare zizzania. Cota oggi nel movimento ha un peso inferiore ad un atomo. Dovrebbe capire che lo cercano solo a danno. Nella Lega esistono gli spazi per una dialettica interna, ma quella di Cota non arriva a tale dignità, solo critiche mosse da risentimento e desiderio di rivalsa. Gli piace fare l'avvocato? Bene. E che eserciti senza scocciare. Delle sue elucubrazioni ne facciamo serenamente a meno.

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