LO STUDIO

La Sanità piemontese peggiora, si è beccata l’influenza

La regione crolla dal primo al decimo posto per efficienza del sistema sanitario. Nota dolente è la mobilità passiva che incide negativamente sui conti. Alti i costi della politica. Guida la classifica l'Emilia Romagna. La ricerca di Demoskopika

Se non ancora “malata”, la sanità piemontese è quantomeno “influenzata”. Quello del Piemonte è stato un vero e proprio crollo, dalla prima alla decima posizione. A decretarlo è lo studio di Demoskopika, attraverso l’indice Ips, che valuta le performance sanitarie delle regioni italiane, testando otto diversi parametri: soddisfazione dei servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie per spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica e speranza di vita.

È l’Emilia Romagna la regione in testa per efficienza del suo sistema sanitario, mentre Sicilia e Molise si collocano in coda tra le realtà più “malate” del paese. In totale sono sei le realtà territoriali definite “sane”, nove le aree “influenzate” e cinque le regioni “malate”. Entrano nell’area delle realtà sanitarie d’eccellenza Marche, Veneto, Toscana e Umbria. Al Sud Puglia, Abruzzo e Basilicata migliorano la loro condizione, rispetto all’anno precedente, La Calabria abbandona, per la prima volta, l’ultima posizione collocandosi immediatamente al di sopra di Sicilia e Molise.

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Andando a scandagliare tutti gli indicatori presi in esame il Piemonte si classifica al settimo posto per la soddisfazione dei pazienti ottenendo un giudizio positivo nel 44,2 per cento dei casi e quindi un punteggio di 58,5 su 100. Il Piemonte, inoltre, si conferma una regione poco attrattiva classificandosi al 15° posto nella classifica della mobilità attiva. A fronte di 39.626 ricoveri di pazienti provenienti da altre regioni, il Piemonte sconta una “migrazione sanitaria” che nell’ultimo anno riguarda 48.078 residenti, creando un deficit di mobilità (tra attiva e passiva) che in termini finanziari vale oltre 89 milioni di euro.

Le buone notizie, neanche a dirlo, arrivano sul fronte finanziario, con un risultato d’esercizio positivo per 7,2 milioni (1,6 euro pro capite) con cui il Piemonte si piazza al quinto posto su livello nazionale; mentre dove fatica la regione presieduta da Sergio Chiamparino è a sostenere le famiglie in disagio economico per le spese socio sanitarie cosiddette out of pocket, ovvero di tasca propria.  La quota di famiglie in disagio economico è dell’8 per cento, tra le più alte in Italia, con una stima in termini assoluti di oltre 160mila famiglie.

Nell’indicatore relativo ai costi della politica il Piemonte si piazza all’11° posto, non certo una regione che brilla per morigeratezza e virtù, con una spesa complessiva per direttori e vertici di Asl e Aso che sfiora i 30 milioni di euro con un indice pro capite di 6,73 euro (nelle Marche è di 1,40, in Campania di 1,96). Infine c’è un campo in cui la nostra regione è la più virtuosa di tutte: quello delle spese legali per liti e contenziosi: solo, si fa per dire, 2 milioni di euro, 0,46 euro pro capite, rispetto per esempio al Molise, ultima classificata, in cui ogni cittadino spende oltre 28 euro all’anno per spese legali in campo sanitario.

Per nulla convinto dei dati è, ovviamente, l’assessore Antonio Saitta: “Fatico a comprendere come siano state determinate alcune valutazioni. Ricordo che anche per il 2017 i conti della sanità piemontese si sono chiusi in equilibrio e che, per altro, la Regione è finalmente uscita dal piano di rientro. Non solo: tutti gli indicatori che contribuiscono a formare la griglia Lea del Ministero della Salute, che è in corso di definizione in queste settimane, si stanno confermando sui livelli dell’anno precedente, che ha visto il Piemonte al secondo posto in Italia”.

Nel 2017, inoltre, ben 13,5 milioni di italiani, pari al 22,3%, hanno rinunciato a curarsi per motivi economici, per le lunghe liste di attesa e perché, non fidandosi del sistema sanitario della regione di residenza, non hanno potuto affrontare i costi della migrazione sanitaria ritenuti troppo esosi. Un comportamento ancora significativamente preoccupante nonostante una rilevante contrazione rispetto al 2016 pari all’11,8%.

“Lo studio – commenta il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – conferma alcune dicotomie persistenti nell’analisi dei sistemi sanitari locali. Da un lato il permanere di una divario tra Nord e Sud, nonostante qualche miglioramento rilevato in alcune realtà meridionali e, dall’altro, la difficoltà evidente di erogare un’offerta sanitaria appropriata nel rispetto dei vincoli dell’efficienza condizionata dalle risorse scarse disponibili”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    23:25 Giovedì 29 Marzo 2018 Gufoparlante La sanità che non c'è

    Saitta "fatica a comprendere" i dati nazionali forniti dallo studio di Demoskopica. E' troppo abituato a leggere i suoi " comunicati" o quelli delle ASL dirette dai suoi nominati! C'è l'abitudine esagerata di esaltare in modo autoreferenziale " la sanità che non c'è". La realtà è ben diversa. Fortunatamente Demoskopica non ha valutato la spesa dei comunicati stampa della ASL regionali piemontesi: saremmo arrivati primi in termini di costi e quantità. Comunque, bisogna solo aver un po' di pazienza. Come è successo per il governo nazionale, che ci ha raccontato per mesi una realtà inesistente ed è stato spazzato via, stessa cosa succederà anche in regione Piemonte: a casa consiglieri, direttori ASL e assessori e governatore.

  2. avatar-4
    10:11 Giovedì 29 Marzo 2018 zionard Primi? Ma quando mai?

    Ma quando mai è stata prima? I numeri erano taroccati. L'incompetenza regna regina in corso Regina? Scusate il gioco di parole ..

  3. avatar-4
    00:01 Giovedì 29 Marzo 2018 Paladino Ma guarda un po'. ....

    Caro Saitta non c'è ne frega nulla del tuo piano di rientro, quando per raggiungerlo hai sacrificato qualità e quantità dei servizi, penalizzato operatori e utenti. Ti fai bello sulla nostra pelle.....

  4. avatar-4
    19:18 Mercoledì 28 Marzo 2018 tandem Grazie della notizia

    Grazie della notizia, ma ce ne eravamo già accorti sulla nostra pelle, nonostante i fantasiosi comunicati stampa trionfalistici di Saitta, la fuga di Moirano e l'assodante silenzio di Botti....

  5. avatar-4
    18:19 Mercoledì 28 Marzo 2018 Pacioc Ma come?

    Saitta, espertissimo di sanità come un giocatore di bocce a fare il centravanti del Barcellona, sbandiera i suoi enormi successi. Moirano fu incaricato come l'uomo della salvezza. I DG nominati: i migliori del mondo, tanto che quelli scappati, se ne sono andati perchè ricercati da tutti gli altri. Ed adesso?...Devo ripetermi: il PD non ha capito quasi nulla in sanità. E ora si lamenta perchè non lo votano. Lor signori vadano a farsi un giretto in qualunque pronto soccorso degli ospedali piemontesi, oppure telefonino come ha fatto mia moglie proprio oggi per una mammografia.....provino a constatare che risposte avranno... (se le avranno).

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