Giovani stanziali, per necessità

Una recente statistica ha messo in evidenza che i giovani italiani non vogliono trasferirsi per lavoro e come al solito sono piovuti articoli critici sui giovani che non vogliono lavorare e fare sacrifici. Questo degli italiani che non vogliono lavorare è diventato un ritornello che a furia di ripeterlo sembra vero. Come in tutte le categorie ci saranno quelli che non vogliono lavorare e altri che hanno voglia di fare. Dopotutto se si pensa ai baby pensionati o ai falsi invalidi potremmo dire allo stesso modo che la generazione dei babyboomers non ha avuto voglia di lavorare e ci ha lasciato una marea di debiti.

La realtà è un po’ più complessa di certe statistiche anche se comunque facile da comprendere. Sarebbe stato interessante, per esempio, se in quella statistica ci fosse stata una semplice domanda: saresti disposto a trasferirti per uno stipendio di diecimila euro? Credo, senza timore di essere smentito, che i risultati sarebbero stati molti diversi. D’altronde questo sondaggio si scontra con la realtà di decine di migliaia di giovani italiani che vanno a lavorare all’estero. Se i giovani non vogliono spostarsi, come mai ci sono tanti che vanno a lavorare all’estero?

Il problema è più a monte ed è il basso livello delle retribuzioni che rende difficile trasferirsi. Un conto è guadagnare 1200 euro vivendo presso i propri genitori e non pagando l’affitto e un conto guadagnare quella cifra in una grande città come Roma o Milano e pagare l’affitto. La differenza è quella che passa tra fare la “bella vita” e una vita di stenti. Non solo. Se un giovane vuole formare una famiglia subentrano altri problemi. Intanto vivendo presso i genitori si possono mettere da parte dei soldi per poter dare un anticipo per l’acquisto di una casa. Oltre a questo bisogna tener conto dei figli. Se si rimane in vicinanza dei genitori si possono eliminare spese di asilo e babysitter e anche la donna può lavorare e a fine mese non si hanno problemi. Se ci si trasferisce non si ha più l’aiuto dei nonni e la donna è spesso costretta a non lavorare perché il suo stipendio non copre spese di asilo e babysitter. L’alternativa è non avere figli e poi ci si stupisce della bassa natalità. Se si hanno figli, spesso si è costretti a rimanere con un solo stipendio e non è una bella vita sopravvivere con un solo stipendio e pagare mutuo o affitto. Bisogna anche considerare che spesso le aziende scartano a priori i curriculum vitae dei candidati non residenti e pertanto chi volesse cercare lavoro fuori dalla sua provincia dovrebbe investire per trasferirsi e poi cercare lavoro. Non tutti hanno le disponibilità economiche per farlo e per giunta spesso all’inizio si inizia con stage malpagati con il risultato che il fuorisede per un anno o due deve vivere a carico della famiglia con tutti i costi del caso.

Sicuramente ci sarà qualcuno che raggiungerà posizione di prestigio, ma è il classico uno su mille, per gli altri lavoratori ci saranno stipendi normali. Una curiosità che questo sondaggio non riesce a spiegare è gli accenti meridionali che si ascoltano così spesso nelle città più o meno grandi del nord Italia.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:09 Lunedì 09 Aprile 2018 fatti statistiche e realtà

    questo articolo è scritto da una persona che vive immersa nella realtà, senza pregiudizi e con le orecchie aperte ascolta le storie della gente. Chissà quella statistica cosa mirava a dimostrare, come poneva le domande...la realtà è che una persona si sposta se ci sono prospettive di miglioramento, anche future.

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