PALAZZO CHIGI

“Salvini e Di Maio rischiano il flop”

Per Crosetto, dopo essere stato tra i papabili per un posto da ministro, si assottigliano i margini di successo della trattativa tra Lega e M5s. L'impasse "ha colpito tutti non solo Mattarella". E Sapelli rivela: "L'Europa mi ha fatto fuori"

“Il rischio che fallisca la trattativa Lega-M5s c’è perché ieri avevano promesso a Mattarella che avrebbero dato il nome del premier, punto di partenza per la formazione del governo, e poi non sono stati in grado di farlo”. Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, commenta il mancato accordo tra Lega e M5s sul nome del futuro capo di governo. “Ha colpito tutti, non solo Mattarella - prosegue Crosetto - vuol dire che esistono delle difficoltà, difficoltà che avevamo evidenziato a Salvini già da tempo. Il fatto che lui sia rimasto solo, fa dire al Movimento 5 Stelle che sono il doppio quindi sta a loro indicare il premier. Il tema principale, quello su cui si sono impantanati, è definire il nome del premier. Forse lo avevano definito, penso che Sapelli era stato la persona individuata, ma poi si è mosso troppo e si è bruciato da solo. È importante la figura del premier perché dà anima alla coalizione”. E i primi passi falsi non sono certo incoraggianti. “Non si può pensare di trovare un burattino asettico e chiedergli di guidare il governo. Chiunque porterebbe le sue idee come è successo ieri con Sapelli che come prima cosa ha chiamato la persona di cui si fidava all’Economia (il torinese Domenico Siniscalco, ndr) ed è quello che probabilmente lo ha bloccato perché non se l’aspettavano come mossa né Di Maio, né Salvini”, conclude il parlamentare di Marene.

Una candidatura bloccata dall’Europa. Giulio Sapelli è stato per qualche ora vicino a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio, poi il suo nome è stato abbandonato. E per il professore non è stata una decisione di Mattarella: “Lo stop non è arrivato dal Quirinale“, dice a Circo Massimo, su Radio Capital, “ma sul Quirinale, dalle oligarchie europee. E il Quirinale ha recepito”. Dai partiti nessuna spiegazione: “Ho sentito Matteo Salvini”, spiega Sapelli, “mi ha detto ‘purtroppo non ce la facciamo, mi dispiace, grazie‘. Dopo l’incontro che ho avuto con loro ero certo che sarebbe finita così”.

L’incontro, appunto: Sapelli specifica che non è stata una cena ma “un lungo incontro di due ore e mezza, domenica sera. Prima sono stato interpellato da Salvini e Giorgetti”, racconta, “poi sono stato invitato a una riunione con i due leghisti e Di Maio e Spadafora. Mi è stato illustrato il programma, e poi me l’hanno inviato via mail”. Programma promosso da Sapelli: “Mi è sembrato molto ragionevole. E aveva come inizio la conditio sine qua non per salvare questo paese dalla catastrofe: rinegoziare i trattati europei. Una rinegoziazione senza strappi unilaterali, per eliminare il fiscal compact o almeno attutirne le conseguenze. Su questo punto sono d’accordo non al cento ma al mille per cento”. E proprio questo punto sarebbe stato il motivo dello stop che, per Sapelli, è arrivato da Bruxelles.

Dopo questi giorni a contatto con Lega e M5s, Sapelli nota che “la Lega è un partito che sa cosa vuole, il M5S è un aggregato interessante che rappresenta gli ultimi, il popolo degli abissi, ma che è più allo stato peristaltico, e quindi sente le pressioni in modo più plastico. Hanno stili politici profondamente diversi“. Differenze che potrebbero influire sulla formazione del governo: “Penso che per reggere le resistenze che si stanno esercitando bisognerebbe avere avanti due partiti, e non un partito e un movimento. Un  partito può resistere alle pressioni, un movimento peristaltico è molto più suscettibile”.

Sapelli, infine, ammette di non essere dispiaciuto: “No, è stata un’esperienza scientifica interessantissima“. E se ci dovessero ripensare? “Gli esperimenti scientifici”, risponde, “vanno bene una volta, se fatti bene. E questo è stato fatto benissimo”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    13:54 Martedì 15 Maggio 2018 PELDICAROTA E PER DI PIU'

    Vorrebbe far credere che il compromesso sul programma (non l'interlocuzione come la chiama Di Maio) tra lega e 5 stesse era già belle che raggiunto? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò-

  2. avatar-4
    13:07 Martedì 15 Maggio 2018 moschettiere Fragile

    Fragile, per usare un eufemismo di rispetto. Perché la versione di Sapelli fa pari con la favoletta di Cenerentola. Dunque l'Europa avrebbe sbarrato la strada al professore per via del programma, perché lui stesso ha dichiarato di aver preso visione e condiviso quanto concordato, senza togliere o aggiungere nulla. Allora i problemi sono sugli accordi 5S-Lega che - come ho da sempre ipotizzato - sono teoricamente impossibili. Ha ragione Crosetto: Sapelli si è bruciato da solo andando a sbandierare al mondo quello che doveva tenere per sè. La classica logica di Er Più: "a che serve uscire con la donna più bella di Roma, se non lo sa tutta Roma?" Infatti finì ammazzato...

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