Fronte repubblicano contro i populismi

Giorni fa Marco Follini ha lanciato, nel disinteresse generale, la proposta di dar vita a un “fronte repubblicano”, plurale e senza capi, per arginare il crescente populismo. Insomma, un “fronte repubblicano” contro un “fronte populista”. Una proposta che è stata immediatamente archiviata perché il Pd era ancora tutto impegnato nelle sue beghe interne per regolare i conti su chi doveva comandare in quel partito. Uno spettacolo culminato con la recente Assemblea Nazionale nota a tutti quelli che si occupano di politica. E non solo gli addetti ai lavori.

Ora, dopo le altrettanto note vicende della non formazione di un governo Lega-5 stelle, è ritornato prepotentemente in auge il “fronte repubblicano” richiamato da Follini giorni fa. Perché tutto ciò? Semplice. Con le ormai imminenti elezioni politiche c’è la necessità di serrare le fila per evitare una ulteriore debacle elettorale dell'intero centro sinistra. E non solo. Ma, per evitare di prenderci in giro, forse è opportuno richiamare almeno 2 elementi decisivi se si vuol perseguire una vera unità di questo campo politico.

Innanzitutto occorre piantarla con la “vocazione maggioritaria” del Pd, con la tentazione cioè dell’autosufficienza e con l'arroganza che ha caratterizzato per alcuni anni la gestione politica di questo partito tutta protesa a ridicolizzare e a distruggere ciò che si muoveva al fuori del partito. E, soprattutto, al di fuori della stretta cerchia renziana. Una notazione, questa, indispensabile e discriminante per poter dar vita ad una coalizione larga, plurale, credibile e politicamente forte.

In secondo luogo vanno superate definitivamente le pregiudiziali politiche e soprattutto personali. È noto a tutti che queste due degenerazioni sono all’origine della caduta di credibilità del centrosinistra e della sua incapacità di reggere il confronto e lo scontro con il centro destra e con il movimento 5 stelle. Voglia di rivalsa, motivazioni di potere e spirito di vendetta portati all'estremo non hanno avuto, com’è evidente a tutti, le auspicate ricadute positive per il futuro del riformismo nel nostro paese...

Ecco, se si riconosce la centralità del pluralismo politico, sociale e culturale da un lato e se si ha la volontà di archiviare definitivamente le pregiudiziali politiche e personali dall’altro, forse si può pensare a costruire un rinnovato “fronte repubblicano”. Se, invece, si pensa solo ad una “santa alleanza” contro il centro destra e i grillini continuando, al contempo, a praticare tutti i vizi che hanno caratterizzato l'ultima stagione del Pd e, quindi, del centrosinistra, è meglio lasciar perdere di dar seguito a questa proposta. Che resta, tuttavia, una nobile e qualificante proposta.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    14:16 Mercoledì 30 Maggio 2018 patty Ma è lo stesso Merlo che fu eletto (anche) nel Pd?

    Perché a leggere ora sembra che provenga da Marte, mentre allora la 'vocazione maggioritaria' andava benone pur di garantirsi uno scranno in Parlamento e chissà quante poltrone altrove. Caro Merlo, un po' di coerenza non guasterebbe, liberissimo di criticare il passato, a patto però di restituire prebende e privilegi acquisiti in quegli anni!

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