POLITICA & GIUSTIZIA

Parco Dora, ispezione in Comune

Nell'inchiesta sulla proiezione gemella della finale di Champions, acquisita documentazione nell'ufficio di Pasquaretta. Il portavoce di Appendino è indagato nell'ambito di un procedimento per manifestazione abusiva. Guai in vista anche per la consulenza

Gli inquirenti tornano a bussare alla porta dell'ufficio di Luca Pasquaretta, addetto stampa di Chiara Appendino. E anche a quella di casa. A suo carico è stata eseguita oggi una ispezione con acquisizione di atti dalla polizia giudiziaria. L’ambito è quello dell’inchiesta sulla proiezione gemella della finale di Champions League del 3 giugno 2017 al Parco Dora. In questo procedimento il nome di Pasquaretta era già stato iscritto nel registro degli indagati e, secondo quanto risulta, non sarebbero state formulate contestazioni diverse.

Secondo gli inquirenti, la proiezione al Parco Dora fu organizzata in maniera piuttosto informale, senza tutte le necessarie delibere e determinazioni ufficiali. Il procedimento è aperto per “apertura abusiva di luoghi di spettacolo” e “invasione di edifici”. Nelle indagini sul disastro del 3 giugno dello scorso anno gli inquirenti scoprirono che non esisteva nessun atto negli archivi di Palazzo Civico che autorizzasse l’evento parallelo al  Parco Dora: non una delibera e neanche una determina dirigenziale, nessuna autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico.

Insomma, per il pitbull della prima cittadina grillina, le grane sembrano non finire. In Procura, infatti, stanno passando al setaccio le procedure con le quali Pasquaretta ha beneficiato della nota consulenza per il Salone del libro, una collaborazione "ultronea" che secondo la legge un dipendente pubblico può svolgere solo al di fuori del proprio orario di lavoro. Nonostante il braccio destro di Appendino abbia restituito la somma percepita, 5mila euro, i magistrati vogliono accertare non solo la regolarità dell'autorizzazione concessa dagli uffici comunali ma anche le modalità di svolgimento della collaborazione. Proprio per cercare di anticipare le decisioni del pm, Pasquaretta avrebbero chiesto di essere interrogato in modo da produrre tutta la documentazione che nel frattempo ha raccolto (a partire dalle "bollinature" dei 15 giorni in cui ha svolto il doppio incarico).

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1 Commenti

  1. avatar-4
    16:37 Mercoledì 30 Maggio 2018 rubatà ma poveretto ....

    chissà che avvocato sceglie .... forse la protezione animali?

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