Fuochi (fatui) di San Giovanni

In un noto film della saga fantozziana, che rappresenta bene uno spaccato di vera e concreta umanità, viene utilizzata una espressione che ben rende ciò che gran parte dei torinesi ieri sera ha pensato in merito allo spettacolo dei “droni” in piazza Castello. Certo molti non lo possono esprimere apertamente, ma è sotto gli occhi di tutti che così come Guidobaldo Maria Riccardelli nel “secondo tragico Fantozzi” ha voluto imporre ai suoi sottoposti le proprie passioni, nello stesso modo la SindacA ha voluto usare i torinesi per i suoi esperimenti.

Poco importa che lo spettacolo sia stato a numero chiuso, in piazza hanno potuto accedere solo 35mila persone (e molte di queste non hanno avuto una buona visuale) e al di fuori di quell’area praticamente non si è visto nulla. I cari “vecchi” fuochi di artificio, infatti, avevano il pregio di coinvolgere l’intera città, si vedevano fin dalle periferie (ah, le care vecchie periferie tanto usate e illuse in campagna elettorale), si potevano ammirare da Superga e dai terrazzi di quasi tutte le case. Ma questa volta no, solo per i pochi che si sono prestati a questo esperimento della SindacA.

Poco importa che lo spettacolo sia costato circa 300mila euro, quasi 6 volte i “normali” fuochi di artificio, mentre il Comune ogni giorno piange perché lamenta difficoltà di bilancio. La SindacA (o almeno la Appendino di “lotta” non quella di “governo”) sa, infatti, bene che gli sponsor, in particolare Iren, finanziano qualunque cosa, sottraendo però quelle sponsorizzazioni da un budget stabilito. Basta andare a riascoltare qualche intervento tuonante della Giovanna d’Arco (che derivi proprio dal suo soprannome l’ostilità nei confronti dei fuochi di San Giovanni?) contro l’ex assessore alla Cultura o l’ex vice Sindaco per ritrovare tutta l’indignazione di soldi spesi dagli “sponsor” per sostenere ciò che lei definiva i capricci del suo predecessore. Ovviamente adesso non sono capricci ma è”il futuro di Torino”.

Poco importa che le procedure per individuare proprio Intel siano state quantomeno non totalmente trasparenti. Non c’era infatti un secondo concorrente? Che fine ha fatto? E i rapporti con gli altri sponsor, oltre ad Iren, come sono stati gestiti in particolare in relazione ad Intel? Tutte domande che alla precedente Giunta sarebbero state gridate in aula, invece in questo caso non vengono minimamente affrontate, anche solo per una questione di trasparenza.

I “droni” hanno rappresentato plasticamente la summa di tutto ciò che in questa Giunta non funziona eppure dai torinesi nessuna reazione, quasi fossero ormai tutti anestetizzati o solamente rassegnati al declino considerato ineluttabile. Basta, infatti, iniziare a leggere i vari commenti dei social per notare un pericoloso andazzo: le tifoserie contrapposte.

Tutti coloro che pensavano che in questa epoca di “post modernità” le ideologie fossero ormai dimenticate si sbagliavano. Stiamo ormai assistendo ad una degradazione della ideologia focalizzata solo più sulle “persone” e neanche più sulle “idee” o “ideali”. Ci sono i tifosi della SindacA e i contrari alla stessa, così come ci sono i pro Renzi e i contrari. Per questa categoria di persone il loro “idolo” può fare ogni cosa, senza neanche aver bisogno di giustificarsi, così come per i contrari non esistono argomenti atti a produrre un ragionamento.

Questa terribile epidemia di “ideologia del capo” ha ormai permeato ogni luogo della politica, anche le amministrazioni locali, dalle quali era stata per lungo tempo se non esclusa completamente al massimo resa marginale. Questo è anche lo spirito del tempo che questa Giunta ha saputo cogliere e, nell’immobilismo più totale in una Torino avviata velocemente verso il tramonto, riesce a far polarizzare lo scontro verbale sui “droni” distraendo così le menti e le coscienze dei torinesi sulle questioni più importanti: il futuro della nostra città.

Nessuno sa quanto durerà ancora questa Giunta, c’è chi, per il bene di Torino, spera poco tempo e c’è chi è ormai rassegnato a doverla sopportare ancora per tre anni, qualunque cosa accada è certo che il dopo Appendino dovrà vedere attivarsi le migliori risorse civiche, al di là degli schieramenti, dei partiti e delle ideologie, oppure Torino sarà condannata all’irrilevanza politica, sociale, economica e culturale, con buona pace dei “droni” che verranno.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    10:17 Martedì 26 Giugno 2018 dedocapellano Loro Estrosi noi Appendino

    Era molto meglio non fare nulla…… dico solo alla Sindaco Appendino che a Nizza in Costa Azzurra hanno appena fatto "La Festa della Musica" in piene centro città (Piazza Massena) con una partecipazione impressionante di persone e con una organizzazione veramente "napoleonica".... e nonostante quello che è successo due anni fa sulla Promenade quest'anno la città ha deciso di fare i fuochi artificiali per la festa del 14 luglio…….. ma loro sono "nizzardi" e il loro sindaco è un signore del "centrodestra" che si chiama Estrisì, mentre noi siamo "torinesi" e abbiamo un sindaco "grillino" che si chiama Appendino…… sarà quella la differenza oppure è di origine antropoliogica

Inserisci un commento