STATO & REGIONI

Case popolari, "scippo" del Governo

Colpo di mano del ministro Toninelli sul riparto dei fondi per il recupero degli immobili delle Atc: il Piemonte subisce un taglio di 13 milioni. Dura reazione dell'assessore Ferrari: "Atto di arroganza e cinismo, penalizzate le Regioni politicamente non affini"

“Il ministro Toninelli si è reso responsabile di un atto senza precedenti: ha modificato la tabella con il riparto delle risorse sulla base di un nuovo decreto, che le regioni non hanno potuto discutere e che pare presenti anche alcuni dubbi di legittimità”. Dura la reazione di Augusto Ferrari, assessore al Welfare della Regione Piemonte, in merito alle modifiche del riparto delle risorse per il programma di recupero e razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dei Comuni e degli Istituti Autonomi per le case Popolari, comunque denominati. A fronte di un fabbisogno previsto di 46 milioni di euro, in ambito edilizia sociale, l’intesa aveva previsto un riparto di 38 milioni. Le modifiche del ministro Danilo Toninelli fanno scendere le risorse per il Piemonte a 25 milioni.

“Vengono vanificati due mesi di intenso lavoro tra le Regioni che, pur partendo da punti di vista diversi, avevano raggiunto un equilibrato compromesso - aggiunge -. È un atto di arroganza e di cinismo, in cui prevalgono sui doveri istituzionali ragioni di opportunità politica, tese a favorire alcune regioni politicamente affini. Si ritiene pertanto tale proposta lesiva del principio di leale collaborazione richiamato dalla sentenza della Corte Costituzionale che da sempre caratterizza il rapporto Stato-Regione. La nuova proposta va di fatto a vanificare il ruolo delle Conferenze costituendo un precedente gravissimo nei rapporti tra le Istituzioni - insiste l'assessore della Regione Piemonte -. Inoltre la stessa attribuisce risorse in difformità dalle finalità per le quali le medesime risorse sono state richieste, omette passaggi procedurali rilevanti e atti assunti dallo stesso Ministero, favorisce fabbisogni futuri non ancora rilevati e approvati dal Ministero a danno di fabbisogni già rilevati e approvati che hanno costituito l’esatto presupposto per l’approvvigionamento dei fondi”.

Critico anche il presidente dell’Atc di Torino Marcello Mazzù: “Il Governo ci ripensi perché questa penalizzazione del Piemonte è una scure sulla sicurezza delle case popolari: soltanto per quelle dell’Atc del Piemonte Centrale il fabbisogno di manutenzione straordinaria urgente ammonta a 65 milioni, che oggi non sappiamo come coprire. E non si dica che questa ridistribuzione avviene sulla base criteri meritocratici nell’utilizzo delle risorse da parte delle Regioni, perché noi abbiamo impiegato i recenti fondi erogati dallo Stato per riqualificare appartamenti sfitti, tornati così nuovamente assegnabili alle famiglie”.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    16:37 Giovedì 09 Agosto 2018 LuigiPiccolo Un ente a rischio.

    È una vergogna toccate enti del genere, in realtà dovrebbero rientrare nel servizio pubblico sociale. Togliere i fondi vuol dire mettere a rischio sia il servizio X i cittadini “ già in fascia disagiata “ e in secondo i dipendenti dello stesso ente. Invece che tagliare fondi farebbero prima assorbire direttamente in Regione o al ministero sia la funzioni primaria di servizio che il personale. Il ministro non faccia il finocchio con il culo degli altri. E i sindacati di tutti i colori compreso quelli degli inquilini scendano in piazza, perché qui si gioca con la testa di categorie disagiate e lavoratori.

Inserisci un commento