POLITICA & GIUSTIZIA

Expo Vercelli, tutto regolare

Non vi fu turbativa d’asta nell’assegnazione dell’incarico di coordinatore degli eventi legati all’esposizione milanese. Assolti “perché il fatto non sussiste” l’ex vicesindaco, un consigliere comunale, una dirigente e il professionista designato

Il giudice del tribunale di Vercelli, Maria Teresa Guaschino, ha assolto - perché il fatto non sussiste - i quattro imputati nel processo sulla nomina del coordinatore per gli eventi Expo 2015 del Comune di Vercelli. Erano accusati di turbativa d’asta l’allora vice sindaco Alberto Perfumo, il capogruppo di SiAmo Vercelli Gian Luca Zanoni, il dirigente dei Lavori Pubblici Liliana Patriarca e Francesco Brugnetta, il candidato prescelto (ma che si era dimesso subito dopo) per ricoprire il ruolo di coordinatore delle iniziative organizzate dall’amministrazione comunale durante i sei mesi di Expo di Milano.

L’inchiesta era partita nell’estate del 2015 per chiarire se nelle procedure di assegnazione dell’incarico di coordinatore ci fosse stata una turbativa d’asta: secondo l’accusa Brugnetta era stato designato al ruolo ancora prima dell’esito della commissione, che doveva valutare 33 curriculum. Da qui il rinvio a giudizio di Perfumo, Zanoni, Patriarca e dello stesso Brugnetta. I legali avevano chiesto l’assoluzione “perché il reato non sussiste”, evidenziando l’assenza della condotta tipica del reato di turbativa d’asta.

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