Tra i democratici è guerra sugli staff

Stara, eletto nella lista bressiana, per confluire nel Pd chiede garanzie per la sua assistente, presidente di una Circoscrizione torinese. E spunta il caso di Montà, neo sindaco di Grugliasco

ALLE MIE CONDIZIONI Andrea Stara

Nel gergo del sottobosco politico si chiamano staffisti. Sono i collaboratori, evoluzione politically correct dei tradizionali portaborse, persone di fiducia che assistono i consiglieri regionali nello svolgimento della loro attività. E oggi sono l'ostacolo, forse loro malgrado, a quella razionalizzazione della rappresentanza che ragioni politiche e convenienze pubbliche impongono al partito democratico di Palazzo Lascaris. La prima vicenda ha per protagonista Andrea Stara, eletto nella lista di Insieme per Bresso, in via di confluenza con il gruppo piddino, partito al quale è peraltro iscritto. Ma se, almeno in parte, pare sanata la questione politica, in queste ore è nella (bassa) cucina di casa che si tirano fuori i coltelli. Il busillis è come assorbire l’ingente e oneroso staff di Stara: questione affrontata ieri durante una riunione. In particolare è una consulente di Stara ad essere oggetto delle rimostranze dei nuovi padroni di casa. Si tratta di Nadia Conticelli. Insegnante in aspettativa, eletta nel 2011 presidente della VI Circoscrizione (presso la quale percepisce un’indennità piena) e in più beneficiaria di assegni erogati dal gruppo di Stara. Quindi eletta nel Pd e collaboratrice di altre forze politiche.

 

La pattuglia democrat della Regione non ha alcuna intenzione di farsi carico anche di lei e lo hanno detto forte e chiaro al collega, il quale, però, durante l'incontro ha trovato una non proprio inaspettata stampella nella segretaria torinese del Pd, nonché compagna di vita, Paola Bragantini, che per rintuzzare la polemica nei confronti dell'amato avrebbe sollevato la vicenda legata al neo sindaco di Grugliasco Roberto Montà (anche lui staffista a 16 mila euro lordi l’anno presso la consigliera Gianna Pentenero). Insomma, o tutti o nessuno. Ed ecco, botta e risposta, spiattellate sul tavolo le miserie della politica democratica. Attraverso contratti ad hoc i due percepiscono indennità piena nei rispettivi incarichi politici (per chi conserva un altro impiego la legge stabilisce il dimezzamento dell’indennità da amministratore) godendo allo stesso tempo di un’altra fonte di guadagno (nel caso della Conticelli il sito internet della Regione riporta una consulenza da 6 mila euro tra il 10 ottobre e il 31 dicembre 2011, ma c’è chi giura che è impiegata tutto l’anno e l'emolumento va quattruplicato).

 

Montà e Conticelli sono due facce della stessa medaglia, ma il tema secondo i consiglieri democratici, mai così compatti, è un altro: “L’ingresso di Stara nel Pd, oltre a sanare un'anomalia politica dovrebbe ga rantire un risparmio consistente per le casse della collettività – dice un consigliere Pd – se così non fosse verrebbe percepito come l’ennesimo artifizio della politica”.

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