POLITICA & FINANZA

Iren, bilancio record: 15 milioni nelle casse di Appendino

La multiutility chiude i conti del 2018, "i migliori della sua storia". Sulla riconferma di Peveraro alla presidenza il braccio di ferro tra la sindaca di Torino e la sua maggioranza grillina. La decisione sulla governance all'assemblea dei soci del 22 maggio

Un dividendo da 15 milioni di euro. Potrebbe essere questo l’ultimo regalo di Paolo Peveraro, presidente in scadenza di Iren, alla sindaca Chiara Appendino qualora la prima cittadina grillina dovesse cedere alle pressioni della sua maggioranza che preme per non confermarlo al vertice della multiutility pubblica. Secondo il numero uno dell’azienda “i risultati del bilancio 2018 sono i migliori di sempre della storia di Iren”: un aumento del 25 per cento degli investimenti e una proposta di dividendo in crescita del 20 per cento, a 0,084 euro per azione.

Il Gruppo ha chiuso il 2018 con 4 miliardi di ricavi, un giro d’affari in crescita del 9,3 per cento rispetto al 2017, un Ebitda a 967 milioni di euro (+18%) e un utile pari a 242 milioni in incremento dell’1,8%, performance che, secondo l’ad Massimiliano Bianco “consolidano i risultati degli anni precedenti e dimostrano la capacità del Gruppo di raggiungere gli obiettivi stabiliti nel piano industriale. In particolar modo, l’adeguamento organizzativo in risposta a una dimensione di business sempre più ampia e complessa (+51% dell’Ebitda rispetto al 2014) permetterà di cogliere le opportunità che scaturiranno dalla realizzazione degli investimenti previsti nel piano industriale”. Nell’ultimo anno sono aumentati anche i clienti di 65mila unità, attestandosi a 1,78 milioni.

Risultati che avevano portato in un primo tempo i sindaci di Torino e Genova a confermare la coppia al timone dell’azienda, in nome di quella continuità auspicabile in una società quotata in borsa e che sta garantendo ottime performance ai propri azionisti, ma la situazione si è complicata dopo che i consiglieri grillini, cioè la maggioranza nel Consiglio comunale di Torino, hanno posto il veto sul nome di Peveraro, al punto da costringere la sindaca a virare su altri nomi. In pole c’è l’attuale numero uno di Trm – la società che gestisce l’inceneritore del Gerbido – Renato Boero, manager torinese ma ormai di stanza a Milano, con un passato in A2a e relazioni politiche con il centrosinistra. L’assemblea dei soci è prevista il 22 maggio, entro il 27 aprile dovranno essere consegnate le liste.

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