La voce negata di pazienti e famiglie

In relazione al Convegno su “La salute mentale, attualità e prospettive”, il Coordinamento di Associazioni di Pazienti psichiatrici e loro famigliari desidera esprimere alcune considerazioni.

L’attualità e le prospettive della salute mentale ci sembrano riproporre la consueta esclusione delle parti sociali da ogni possibile confronto con le Istituzioni e le Asl.

Come alcuni ricorderanno, nel 2015 le associazioni organizzarono un convegno coinvolgendo chiunque avesse un ruolo nella cura e riabilitazione psichiatrica e promuovendo la partecipazione dei cittadini, che usufruiscono dei servizi sanitari, nella programmazione e discussione degli esiti.

Continuiamo a ribadire, e non siamo così originali nel farlo, che l’utente sia una risorsa da consultare e che la partecipazione sociale e politica dei Cittadini sia alla base di ogni società civile.

Probabilmente la storia della psichiatria, fatta di esclusione e controllo sociale, continua a governare i rapporti tra istituzioni ed utente e gli avvenimenti di questi ultimi anni ne sono una evidente rappresentazione.

Ricordiamo, laddove fosse necessario, che la dgr 30 è stata approvata 4 giorni dopo le rassicurazioni ricevute al nostro convegno e dopo l’impegno assunto dalle Istituzioni ad aprire un dialogo costruttivo con le associazioni, le cooperative, il privato imprenditoriale.

A nulla poi è valso chiedere un confronto per modificare il provvedimento, tanto da costringerci a ricorrere al Tar.

Ricordiamo ancora che la dgr 30, poi dgr 29, ha ricevuto ben due sospensive da parte del Tribunale Amministrativo del Piemonte in quanto “può ritenersi sussistente il danno grave e irreparabile dedotto dalla parte ricorrente”.

Restiamo sbalorditi da quanto ne è seguito: la prima sospensiva ha spinto la Giunta Regionale ad apportare qualche modifica unilaterale alla dgr 30 e a deliberare la dgr 29. In assenza di qualunque apertura nei nostri confronti, abbiamo dovuto presentare i motivi aggiunti al Tar, con ulteriore esborso economico per quei cittadini soci delle associazioni che non hanno affatto desiderio di investire risorse in avvocati, ma preferirebbero promuovere attività per pazienti e famiglie.

La seconda sospensiva è stata accolta dall’assessorato con una ulteriore, per quanto possibile, chiusura: il 26 gennaio scorso, in IV commissione consigliare, l’assessore alla Sanità ha dichiarato che non sarebbe stato avviato alcun dialogo con le parti sociali e che avrebbe anzi chiesto l’anticipo del giudizio fissato dal Tar per il mese di ottobre 2017.

Anche su questo abbiamo opinioni in netto contrasto: ci preme ribadire che arrivare a giudizio per noi rappresenta la sconfitta della Democrazia.

Ma dalla seduta in IV Commissione sopra citata emergono altri temi: il lavoro svolto fino a quel momento dall’Osservatorio sulla salute mentale e i 500 posti letto delle Case di Cura.

Siamo lieti che l’Osservatorio sulla Salute Mentale esista presso l’Asl To3 e probabilmente è cosa diversa dal tavolo di monitoraggio istituito con determina 868 del 22 dicembre 2016 di cui mai abbiamo ricevuto notizia, se non come allegato dei documenti depositati dalla Regione al Tar del Piemonte. Soprattutto ci chiediamo quale sia l’utilità di istituire un Tavolo di Monitoraggio con le parti sociali senza darne loro notizia. Sulla questione dei 500 posti “neuropsichiatrici” che al momento non sono residenze ma sembra, dalle parole pronunciate in IV Commissione il 26 gennaio, che rispondano ad un bisogno che non è così diverso da quello delle residenze, ci auguriamo che non rientri tra le prospettive della Salute Mentale quella di riaprire Manicomi da 100 posti letto.

In conclusione, non ci resta che attendere di essere ascoltati il 7 giugno dal Tribunale amministrativo, che pare essere diventato per utenti e famigliari dei servizi psichiatrici il luogo in cui poter trovare ascolto.

Essere storicamente allenati all’esclusione sociale non rende meno amaro constatare di dover lottare ancora oggi per dare voce e dignità alle persone sofferenti.

*Barbara Bosi, presidente Almm Onlus, Graziella Gozzellino, presidente Diapsi Piemonte

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1 Commenti

  1. avatar-4
    06:55 Mercoledì 19 Aprile 2017 tandem Nulla di nuovo....

    Saitta non ascolta nessuno oltre i suoi cattivi consiglieri di sempre. Salvo usare gli avvocati è inutile parlargli.....

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