La meglio gioventù dell’Avogadro

Quinquennio di formazione sui banchi del più celebre istituto tecnico di Torino. Dove tra contestazione, primi amori e tanto rock Aime iniziava ad appassionarsi all'antropologia, materia che diventerà la sua professione

Marco Aime è uno dei più noti e apprezzati antropologi italiani. Torinese, insegna all’Università di Genova, e ha girato mezzo mondo – dall’Africa al Nepal, dall’Ecuador allo Yemen – per studiare civiltà e culture, ma la sua formazione non ha seguito i canoni classici. Classe 1956, diplomato perito elettronico nel 1975, dal 1977 al 1988 ha lavorato alla Pirelli di Settimo Torinese, contemporaneamente portando avanti gli studi universitari a Palazzo Nuovo dove nel 1988 si laurea con una tesi di antropologia alpina sulle credenze di stregoneria (le “masche”) dei montanari della valle Grana. Una passione, quella per le comunità più sconosciute del pianeta, nata sui banchi dell’Avogadro, il celebre istituto tecnico torinese. E proprio a quegli anni, al quinquennio 1970/75, quando frequentava quella scuola per figli di operai che ambivano a diventare tecnici o impiegati, ha voluto dedicare il suo nuovo libro. Un romanzo, per quanto sui generis, dopo la mole di saggi e ricerche.

 

Con approccio ironico in queste pagine Aime racconta i conflitti generazionali e le contestazioni politiche, ma anche la stupidità giovanile, l’istintiva voglia di trasgredire e il desiderio di vivere un’esperienza totale insieme ad altri compagni di viaggio. Un racconto che unisce la capacità di rievocare la memoria storica condivisa a un irresistibile ritmo narrativo, attraversato da una colonna sonora composta dai cantautori e dai più famosi gruppi pop e rock dell’epoca. Musica straordinaria catturata nel momento in cui entrava prepotentemente nel ciclo di formazione di uno studente. Una storia di anni plurali e di amicizia, quella più profonda, che lega per la vita, perché è cominciata nella gioventù. Sullo sfondo una Torino d’altri tempi, la piccola Detroit d’Italia, dove la Fiat, nonostante fosse chiamata “la feroce”, costruiva ancora auto. Nel complesso si tratta di un’autobiografia collettiva, di una torma agitata di giovani che, a differenza dei loro genitori, poterono accedere allo studio superiore e che perciò si sentirono protagonisti di un mondo da cambiare completamente.

 

 

Marco Aime

All'Avogadro si cominciava a ottobre

Autobiografia di un quinquennio

Agenzia X, Milano 2014, pp. 241, € 14,00

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