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Terremoto al Csi, dopo il niet Anac i vertici rimettono il mandato

Non potrà ottenere affidamenti in house il ramo aziendale una volta ceduto. Per la seconda volta l’Anticorruzione esprime un parere che manda all'aria la privatizzazione. Chiamparino: “Rispettiamo l’indicazione, ma non risolve il problema”. Il cda convoca l'assemblea dei soci

L’Anac conferma il proprio parere in merito al Csi, il consorzio che progetta, realizza e gestisce il servizio informatico e di elaborazione dati regionale e degli enti pubblici consorziati. Lo rende noto la Regione Piemonte, prendendone atto “con rispetto”, ma precisando anche che “la posizione espressa da Anac non risolve il problema industriale del Csi”. Il parere sulla procedura di dialogo competitivo in corso era stato chiesto dalla stessa Regione, dopo che lo scorso febbraio l’Autorità nazionale anticorruzione, a cui si era rivolta per un parere tecnico-giuridico la sindaca di Torino Chiara Appendino, aveva stabilito che, se si dovesse concludere l’iter per la cessione di un ramo d’azienda, il Consorzio non potrà più ottenere affidamenti in house. Una pietra tombale sulle procedure di cessione ai privati di un ramo dell'azienda per dare un futuro al consorzio e tutelare la forza lavoro. Il piano prevedeva, infatti, la possibilità di collocare 850 dipendenti sugli attuali 1100 e la certezza per i compratori di commesse pubbliche del valore di 400 milioni per i prossimi 5 anni.

“Approfondiremo ulteriormente - commentano il presidente, Sergio Chiamparino, e l’assessore regionale alle Partecipate, Giuseppina De Santis - disponibili a valutare altre proposte, se arriveranno dagli altri soci, ben sapendo tuttavia che, come lo stesso parere di Anac sottolinea, la strada di massimizzare gli affidamenti, visti gli obblighi di legge di verificare la congruità degli importi e di ricorrere a Consip o ad altri soggetti aggregatori, non è percorribile”.

Alla luce dei fatti, la partita pare assai a rischio, anche a fronte dello scontro tra Comune e Regione, già non perfettamente allineate ai tempi di Piero Fassino, oggi ulteriormente distanti con i Cinquestelle a Palazzo civico. Il percorso di vendita per il quale era stato chiamato alla presidenza Riccardo Rossotto potrebbe subire uno stop e la gara per scegliere uno dei tre progetti predisposti – Engineering, Ericsson (con Csp e Gpi), Dedalus (assieme a Consoft, Aizoon e Sqs) – verrebbe annullata. Ma i problemi del Csi, a quel punto, diventerebbero drammatici.

E proprio in vista di quest’orizzonte a dir poco fosco, consiglio di amministrazione del Csi, pur non condividendo il parere dell’Anac, ne prende atto e ritenuto il suo mandato “esaurito” lascia all’Assemblea dei consorziati “la più ampia libertà per individuare le soluzioni giuridiche e organizzative, anche di governance, adeguate per dare un futuro certo e sostenibile al Consorzio”. Lo si legge in una nota del cda del Csi Piemonte, presieduto dall’avvocato Rossotto. Per questo motivo, il cda del consorzio intende convocare “al più presto l’Assemblea”. “Il mandato conferito al Consiglio di Amministrazione era quello di verificare se ci fosse un mercato e se fosse disponibile a partecipare ad una gara per la valorizzazione di alcuni asset del Consorzio - precisa la nota -. Proprio per la peculiarità e complessità intrinseca del settore dell’Ict, era stata scelta la procedura del dialogo competitivo così come disciplinata dal nostro ordinamento. La finalità era quella di capire se ci fossero, e a quali condizioni, dei privati interessati a sviluppare progetti industriali mirati alla salvaguardia e sviluppo delle competenze del Consorzio”.

Il cda, “nel rigoroso rispetto istituzionale dei ruoli, non condivide il merito di tale parere né con riguardo ai prospettati vincoli esistenti nella legge istitutiva del Consorzio e nello Statuto vigente né alla presunta inosservanza della normativa e giurisprudenza sulle società in house”. E ricorda che il parere dell’Anac “non era obbligatorio né ha carattere vincolante e che inoltre si tratta di questioni giuridiche legate a possibili, legittime diverse interpretazioni”.

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13 Commenti

  1. avatar-4
    19:57 Lunedì 15 Maggio 2017 Sissa Le stampe a colori A3? Copisteria pagata dai dipendenti

    Le stampe A3 usate durante lo sciopero del 9 maggio sono state ideate e prodotte nel nostro tempo libero su pc di nostra proprietà privata. Sono state stampate presso un centro stampa di cui siamo in grado di fornire scontrino fiscale emesso il giorno 8 maggio ore 18.39. Abbiamo poi fatto una colletta tra dipendenti per pagarle. La macchina del fango non ha limiti e confini.

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    22:13 Domenica 14 Maggio 2017 Reginald Per Macron e Galuppi

    Diciamo la verità fino in fondo: certamente il csi non sviluppa in casa sistemi operativi o database, ma indubbiamente da sempre si sviluppano internamente prodotti che si trovano sul mercato. Ad esempio il sistema di gestione documentale Doqui, pur avendo originariamene una base open source è di fatto stato sviluppato tutto in casa (snaturando la base open e allontanandosi da essa), o il middleware wso2, altro sistema open pesantemente rimaneggiato e di fatto diventato proprietario (del csi). Tutti i software della sanità, che si trovano sul mercato (Engineering, Dedalus, Regola, Santer...), sono stati risviluppati completamente in casa: il fascicolo elettronico e la cartella clinica, l'anagrafe di Torino, i workflow della Regione, il Protocollo di tutti gli Enti. Perchè si è preferito assoldare dipendenti e consulenti invece di ricorrere ai prodotti di mercato? Facile: perchè le persone votano e invece i prodotti no. Questo ha inoltre creato dei software moloch costosissimi da manutenere e quindi un doppio danno per la Pubblica Amministrazione.

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    22:14 Sabato 13 Maggio 2017 Nemo Onestà intellettuale

    Leggendo molti commenti mi viene da pensare che qualcuno sia legato alla cricca politica colpevole non solo della vicenda CSI ma anche della mala gestione della regione. Stranamente non si legge mai che le macchine Fiat sono mediocri per colpa dei dipendenti, che i treni arrivano in ritardo per colpa dei ferrovieri e così via. Solo quando si parla di CSI si insultano e denigrano i dipendenti. Nel CSI ci sono sprechi? Si ci sono e sono per la maggior parte causati da una classe dirigente inadeguata ma politicamente protetta non certo dai dipendenti e dalla maggior parte dei quadri che cercano, spesso senza successo di compensare tali incompetenze. Se molti avessero un minimo di onestà chiederebbero che venga sostituito il direttore del CSI con un vero manager di comprovata esperienza che dopo una seria riorganizzazione e il sicuro taglio di dirigenti incompetenti permetterà al Consorzio di essere motore di innovazione in Piemonte. Se a quel punto occorrerà ridurre anche il personale sarà giusto e doveroso farlo ma non per compiacere qualche lobby di interesse ma per garantire un servizio pubblico migliore.

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    21:49 Sabato 13 Maggio 2017 capkirk Per Macron

    "il csi, che si è autoalimentata sviluppando in casa i sistemi operativi e i database invece di affidarsi al mercato" Pagliaccio, prima di parlare di informatica, studia e poi ripassa. Svilupparsi in casa sistemi operativi e database....non sai neanche di cosa parli. Capra.

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    14:20 Sabato 13 Maggio 2017 Macron per Galuppi

    Certo Galuppi, infatti voi siete i figli del sistema che produce grattacieli da 300 milioni i cui lavori non finiscono mai. Voi lo siete da 30 anni. 30 anni in cui il piemonte è rimasto al palo, senza nessuno in grado di coordinare lo sviluppo dell'informatica pubblica, con una partecipata, il csi, che si è autoalimentata sviluppando in casa i sistemi operativi e i database invece di affidarsi al mercato. E non riesci nanche a sostenere che il csi non sprechi risorse, ma solo che rispetto allo sperpero di denaro pubblico il csi ne rappresenta una piccola parte. Bravissimo rappresenti proprio il dipendente tipo del csi.

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    11:46 Sabato 13 Maggio 2017 Galuppi Per Macron

    Evita di parlare di sprechi in una Regione che si è permessa il lusso di costruire un grattacielo inutile per i cittadini, costato 300 milioni di Euro e di cui non si conosce la parola fine lavori. Non sono certamente i dipendenti del CSI la fonte degli sprechi che rappresentano una frazione infinitesimale rispetto del numero complessivo dei dipendenti, quasi 100.000, a libro paga della pubblica amministrazione nel territorio del Piemonte (sommando Regione, Comune, ASL, scuole,etc).

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    08:59 Sabato 13 Maggio 2017 Macron La realtà non appartiene a questo mondo pubblico

    Bravi i dipendenti del csi con pentole e coperchi e con i cartelli in A3 stampati a colori con le stampanti del Consorzio. Belli anche gli slogan 2.0 'io sciopero per il tuo posto di lavoro' e 'siamo noi il motore della pubblica amministrazione'. La misura è colma. Sprechi sprechi sprechi e basta.

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    07:26 Sabato 13 Maggio 2017 longriver manovratori del gioco al massacro

    E' noto e dichiarato in corso Unione che il presidente Rossotto è stato piazzato al vertice del C.S.I. per vendere al migliore offerente amico degli amici la gallina dalle uova d'oro, ma adesso l'anac gli ha detto che non può. Ora sta al pentumvirato dei manovratori Bizzotto-Gola-Ferrara-Gaveglio-Tavella fare detonare il C.S.I. Ma il pentumvirato si salverà. Potenza del PD.

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    18:54 Venerdì 12 Maggio 2017 faggio fortunelli cari miei

    Al Csi è sempre bel tempo: adesso l'Anac gli ha anche bloccato la privatizzazione: tra la dirigente Gioda rinviata a giudizio con il marito Zanon per corruzione, gli affidamenti che continuano a ridursi, i dipendenti soggetti a "dolorosissimi" tagli, i manager incapaci e tutti i soldi buttati via in prodotti malfatti, chi avrebbe comprato il carrozzone avrebbe licenziato 1000 persone per rientrare dell'investimento. Sempre fortunati eh. Ma chi v'ammazza a voi? Seppellirete tutta Torino prima di chiudere. E intanto le aziende vere chiudono sul serio.

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    18:43 Venerdì 12 Maggio 2017 lavoratoreITC Provateci voi a gestire questa azienda di rissosi

    Come sempre quando lo Spiffero pubblica un articolo sul Csi Piemonte i commenti che arrivano sono al limite dell'insulto per i lavoratori, come se fossimo un branco di parassiti e incapaci. Da vecchio dipendente del Consorzio vi dirò che mai come in questi ultimi anni dall'interno si assiste alla manifestazione di incapacità di gestione della situazione da parte dei dirigenti, soprattutto di quelli apicali che rispondono al Direttore Generale. A ben vedere questa considerazione vale solo per ciò che riguarda il bene aziendale perchè questi dirigenti, e anche alcuni quadri, stanno lavorando solo per loro stessi, per riposizionarsi nelle correnti vincenti della politica: "renziani" e "appendini", tutto a scapito dell'azienda che per loro può evidentemente andare a rotoli. Basta che loro si salvino. Questo si traduce in atteggiamenti arroganti verso il personale, completa e scientifica assenza di trasparenza nelle decisioni organizzative, menzogne a profusione, giustificazioni per spiegare i fatti che fanno ridere. Mi chiedo in quale altra azienda il management lavori per affossarla con il beneplacito dei soci politici invece che svilupparla, che tra l'altro è il motivo per cui loro prendono gli stipendi che prendono. E drammatico è che questi personaggi si salveranno e manterranno il loro posto parapubblico nel Csi ridotto, facendo la figura dei grandi strateghi quando in realtà sono quelli che hanno mandato tutto, scusate il termine, in vacca.

  11. avatar-4
    18:33 Venerdì 12 Maggio 2017 Galuppi La domanda sorge spontanea

    Perchè non chiedere il parere all'ANAC prima di avviare il dialogo competitivo ?

  12. avatar-4
    14:03 Venerdì 12 Maggio 2017 tandem Ma siamo sicuri....

    Siamo sicuri che tutto ciò fosse una cosa seria o solo una astuta manovra dilatoria.... Mah, tanto paga Pantalone.

  13. avatar-4
    11:33 Venerdì 12 Maggio 2017 LuigiF Domanda innocente

    Quanto è costato ai soci di CSI e alle imprese che hanno partecipato questo giochino in piedi da un anno e mezzo? Quanti danni materiali (soldi e tempo) e morali (clima e incertezza) ha prodotto? Ci sarà qualcuno che chiederà conto a chi di dovere, Chiamparino in testa?

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