POLITICA & GIUSTIZIA

“Li ho stanati io i Sambucani”

Parla Bragantini, la prima a volerci vedere chiaro nella vicenda dei rimborsi chilometrici richiesti da Rabellino e soci. La Corte dei Conti chiede 131mila euro di risarcimento. Il 10 luglio l'udienza del processo penale

“Sono stata io a scoprire la banda dei sambucani”. Il giorno dopo la richiesta di risarcimento per 131mila euro a Renzo Rabellino (l’ideatore delle liste farlocche), da parte della Corte dei Conti, la deputata dem Paola Bragantini, al tempo dei fatti presidente della Circoscrizione 5, rivendica il proprio ruolo nella vicenda. I fatti si riferiscono ai rimborsi percepiti da un gruppo di amministratori nelle varie circoscrizioni di Torino, oltre al già citato Rabellino, allora consigliere provinciale, per gli spostamenti dal luogo di lavoro al comune di residenza, fissata per tutti a Sambuco, sperduto paesino nella Granda a oltre 150 chilometri  dal capoluogo.

Questa vicenda processuale comincia nell’ottobre 2012, quando Bragantini riceve la richiesta dei rimborsi chilometrici di Gianluca Noccetti: “Ho chiesto alla segreteria di fare il conto - ricorda oggi -. Voleva qualche migliaia di euro per i viaggi quasi quotidiani da Sambuco a Torino. Mi sono chiesta il perché di Sambuco e ho fatto cercare quanti altri consiglieri di circoscrizione erano residenti fuori città”. È emerso così il gruppo dei “sambucani”: “Ho sentito il Pd di Cuneo per capire cosa fosse successo a Sambuco e ho conosciuto l’ex sindaco, Giovanni Battista Fossati, e mi ha spiegato la situazione”. Lui non poteva candidarsi più per i troppi mandati e quelli della lista Lega Piemont-No Euro ne hanno approfittato per farsi eleggere lì, a 150 chilometri dal capoluogo.

Dopo una serie di articoli e l’interrogazione dell’allora consigliera comunale M5s Chiara Appendino, la procura e la guardia di finanza avviano un’inchiesta. Emerge che Rabellino ha spostatola sua residenza a Sambuco nel 2007, per poi essere eletto nel Consiglio provinciale di Torino nel 2009 e diventare vicesindaco di Sambuco nel 2010. In questa maniera tra 2009 e 2013 è riuscito a incassare quasi 130mila euro di rimborsi chilometrici. Per ragioni di competenza territoriale il fascicolo dell’inchiesta viene poi trasmesso al tribunale di Cuneo, davanti al quale - il 10 luglio prossimo - Rabellino e i suoi colleghi dovranno rispondere di truffa e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. Nel frattempo, però, è approdata in aula la contestazione di danno erariale.

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