DIRITTI & ROVESCI

Migranti, “Stop a nuovi arrivi” Sindaco Pd sulle barricate

Il primo cittadino di Castellamonte lancia l’allarme: "La situazione sta diventando insostenibile". E dopo aver impedito l’utilizzo di una palazzina del centro storico ora chiede maggiore coordinamento: "Serve una riflessione profonda"

"Non è una questione di razzismo, anzi,  ma di chiarezza e di tutela sia dei miei concittadini sia degli stessi migranti. Un sindaco deve poter avere gli strumenti necessari per gestire un fenomeno che si sta facendo sempre più complesso”. Pasquale Mazza, primo cittadino di Castellamonte, comune del Canavese salito  all’onore delle cronache perché una quindicina di giorni fa alcuni abitanti avevano impedito, con successo, l’arrivo di nuovi migranti in una palazzina del centro storico. Eletto nell’ultima tornata elettorale alla testa di una lista civica, il primo cittadino è uno degli esponenti di punta del Pd locale. Mentre attende una convocazione in prefettura a Torino, spiega all’Adnkronos: “Ad oggi  nel mio comune non so con esattezza né quanti sono i migranti sul territorio, né chi li gestisce, né in quali strutture sono ospitati, mi dicono che si tratta di circa 160 persone, ma non c'è certezza, quindi, ribadisco, non si tratta di razzismo ma di un problema che esiste e per il quale va trovata una soluzione. Del resto l’ordinanza prevede  che a ogni comune spetti una quota del 3 per mille della popolazione, dunque 160 per un comune di 10 mila abitanti mi paiono un po’ troppi”.

Il primo cittadino di Castellamonte non entra nel merito della vicenda che in queste ore sta interessando i sindaci siciliani del Parco dei Nebrodi, “la situazione siciliana immagino sia molto più complessa della mia”, dice ma precisa: “In ogni caso ciascuno deve pensare al proprio comune e io penso che a Castellamonte la situazione sta diventando insostenibile”. “Come sindaco sono responsabile della salute pubblica e di garantire ordine e sicurezza, ma se non ho la certezza dei numeri questo non mi è possibile. Il problema non riguarda soltanto gli abitanti di Castellamonte, ma i migranti medesimi a cui è giusto venga garantita una sistemazione idonea - conclude - per questo è necessaria una riflessione profonda che non può avvenire se non nell’ambito di un incontro a 360 gradi con tutti i soggetti interessati. E spero questo incontro ci sia presto”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:34 Martedì 18 Luglio 2017 savibei Quando il territorio si organizza.

    Il Protocollo tra la Prefettura di Torino e i Comuni aderenti al Consorzio socio assistenziale Cissac di Caluso, siglato mercoledì 21 dicembre 2016, prevede l’accoglienza di 188 cittadini stranieri nel territorio. Dal 1 luglio 2017 dopo le procedure del bando di gara è partita la gestione diretta. L’impegno è di realizzare con equilibrio la distribuzione territoriale, del numero di immigrati. Il costo per l’accoglienza è interamente a carico del Ministero dell’Interno, (34.19 a migrante al giorno l’assegnazione del bando costruito dal nostro consorzio. In assoluta trasparenza. Avrà una durata di due anni 2018)Il finanziamento è dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea. E’ stato affidato ad una sola cooperativa che lavorerà su tutto il nostro territorio.(20 comuni 40.000 abitanti) Il protocollo è frutto del confronto serio e profondo avviato dai Sindaci dei Comuni con la Prefettura di Torino e il Cissac per ottenere una gestione diretta e coordinata dei profughi assegnati ai territori, in modo da garantire un’efficiente gestione vicina alle autorità locali e, quindi, in armonia con il territorio e la cittadinanza, lavorando sulla qualità dell’accoglienza, naturalmente scongiurando potenziali disagi. Così, secondo noi, si affronta seriamente l'accoglienza. Il Presidente del Cissac Savino Beiletti Ad oggi l’accoglienza dei profughi era stata gestita tramite un rapporto diretto tra la Prefettura e i soggetti candidati a ospitare queste persone. Si è ritenuto che fosse più opportuno un coinvolgimento diretto delle Amministrazioni locali che, attraverso il Consorzio Socio - assistenziale di Caluso, con un lavoro sicuramente più operativo,potrà governare in prima persona questa prolungata emergenza: è un’assunzione di responsabilità che ci consente di avere informazioni e un ruolo più attivo. Siamo consapevoli che organizzare l'accoglienza non sarà semplice ma abbiamo valutato che fosse nostro dovere come amministratori governare direttamente il problema. Ciò permetterà di realizzare un controllo più efficace della situazione nei vari comuni cercando di dare risposte più rapide ai nostri cittadini, ma anche ai profughi che questo territorio è chiamato ad accogliere. Accoglienza con concretezza sono le parole chiave che ci hanno condotto a questo protocollo. Un ringraziamento all’Assessora Regionale Monica Cerutti che ha seguito sin dai primi passi il nostro percorso con grande interesse. Il nostro progetto è tra i primi con queste modalità di gestione. Ci auguriamo di avere la collaborazione delle amministrazioni delle associazioni e dei cittadini.

  2. avatar-4
    14:43 Lunedì 17 Luglio 2017 pellecchia Migranti: 3 x 1000

    Non vedo dove sia il problema dei migranti. La matematica non è un\'opinione e la legge non \"dovrebbe\" esserlo. Dunque! 1. La normativa dice che ogni comune deve accogliere sul suo suolo migranti in ragione del 3 x 1000 della sua popolazione. 2. Tutto il territorio italiano è suddiviso in comuni; anche la più sperduta delle abitazioni rientra in un territorio comunale. 3. In Italia siamo all\'incirca 60 milioni. 4. il 3 x 1000 di 60 milioni fa 180.000. Ergo: giunti a 180.000 migranti sul suolo nazionale non restano che tre soluzioni: a. Sanare la posizione di un certo numero di essi, che così non risultano più essere migranti, ma residenti. b. Cambiare ogni tre o quattro mesi la legge rivedendo al rialzo la percentuale di migranti da assegnare a ciascun comune. c. Giunti a 180.000 migranti sul territorio nazionale, dichiarare chiusi porti, frontiere, varchi e quant\'altro. A voi (anzi... a loro) l\'ardua sentenza.

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