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Gtt, ecco i numeri del patatrac

Crisi di liquidità con fornitori che restano alla porta oltre sei mesi. Nel piano redatto con Kpmg e altri advisor i 550 esuberi e le dismissioni di asset non strategici per restare in piedi. Regione pronta a mettere sul piatto fino a 20 milioni - DOCUMENTO

Altro che in ginocchio, come la definì l'assessora torinese Maria Lapietra; Gtt è “tecnicamente fallita”. A certificarlo sono i numeri del report custodito nei cassetti dei vertici politici di Palazzo di Città e Regione Piemonte, che in queste ore sono impegnati in una complessa trattativa per salvare l’azienda dei trasporti di Torino. Ventotto pagine riservate di cui lo Spiffero è entrato in possesso, dove, con il supporto di quattro advisor (Gmr e associati, Kpmg, Tosetto Weigmann, Groder) vengono analizzati i dati di bilancio e redatta una bozza di piano industriale in grado di far uscire la società di corso Turati dal pantano finanziario in cui si trova. Non un vero e proprio audit, come specificano le stesse agenzie di consulenza, che non si assumono alcuna responsabilità sulla “veridicità, l’accuratezza e la completezza delle informazioni fornite da Gtt”.

I dati sono tuttavia impietosi: la crisi di liquidità si manifesta attraverso un fabbisogno di cassa, per concludere l’anno, di 62 milioni di euro; ai fidi sottoscritti con ben cinque istituti di credito, per un totale di quasi 49 milioni, si è attinto a piene mani fino a prosciugarli; una esposizione debitoria complessiva di 543 milioni a fronte di un fatturato di 439 milioni e un utile netto di appena 169mila euro. Di qui l’iscrizione nero su bianco di quel numero monstre che ha messo in allarme i lavoratori: 550 esuberi, il dieci per cento della forza lavoro complessiva. Un dato reso pubblico per la prima volta dall’assessore regionale ai Trasporti Francesco Balocco, durante un confronto con dirigenti ed eletti del Partito democratico. Di questi, la maggior parte (450) saranno coinvolti in un “turnover fisiologico, incentivato da due piani di accompagnamento alla pensione, previsti nel 2017 e nel 2020” si legge nel report. Per gli altri 100, invece, si prevede “un’azione di riduzione strutturale dell’organico” da mettere in atto nel 2018, che tradotto significa licenziamenti collettivi o qualcosa di simile. Insomma, non è più il tempo dei palliativi e a questo punto pare evidente il perché di quell’allarme lanciato dall’assessora torinese Lapietra quando ha definito Gtt un’azienda “in ginocchio”. Parole forse avventate ma che fotografano in modo fedele la situazione finanziaria del gruppo, su cui pende come una spada di Damocle anche una inchiesta della magistratura in cui risulta indagato, tra gli altri, l’amministratore unico Walter Ceresa per falso in bilancio. Uno dei motivi per cui non sono ancora stati approvati i conti del 2017.

LEGGI IL REPORT DI KPMG

Per alleggerire spese ormai insostenibili viene ipotizzata la possibilità di incrementare il ricorso al sub-affidamento dei servizi a società terze (la norma prevede una quota massima del 30 per cento e oggi Gtt ha contratti per un importo pari al 10%). Un sistema di abbattimento dei costi per il quale potrebbe risultare strategica la società in house CaNova. Per far cassa, dovrà essere predisposta la dismissione di asset immobiliari non strategici come il deposito di via Nizza, mentre per rinnovare un parco vetture ormai vetusto, con un’età media di 12 anni, vengono predisposti investimenti da 10-15 milioni annui per l’acquisto di nuove vetture, finanziati per metà dal socio pubblico (cioè il Comune di Torino), in modo da ottenere a regime (cioè nel 2021) un risparmio di oltre 9 milioni sulle manutenzioni. L’abbattimento dei costi del personale e delle manutenzioni sono le due principali voci di un piano che punta, entro quattro anni, a ottenere dei risparmi per 36 milioni.

Lunedì 31 luglio è prevista l’assemblea per l’approvazione del piano industriale. Da Palazzo Civico, l’assessore al Bilancio Sergio Rolando descrive questo rapporto - datato 27 giugno - come un “work in progress”, soggetto a quotidiane modifiche e limature, ma l’impianto complessivo dovrebbe essere in gran parte confermato. Ieri, intanto, Palazzo Civico ha varato una delibera nell’assestamento di bilancio in cui riconosce a Gtt una parte dei crediti vantati nei suoi confronti e mette a punto un piano di rientro su dieci anni  per una quota complessiva che si aggira attorno ai 30 milioni.

Ossigeno puro per una società con l’acqua alla gola, che vanta debiti finanziari per 150 milioni e pendenze commerciali di 125 milioni (di cui 40 milioni afferenti a fatture emesse oltre 6 mesi fa). Nuova linfa, infine, dovrebbe arrivare in queste ore (e comunque prima dell’assemblea di lunedì) dalla Regione che potrebbe riconoscere una cifra tra i 15 e i 20 milioni dei crediti vantati dall’azienda nei suoi confronti nella partita sui 70 milioni di disallineamenti con l’Agenzia per la mobilità. Basterà?

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3 Commenti

  1. avatar-4
    09:49 Giovedì 27 Luglio 2017 PoveroDumas Ricavi

    Tanto si parla di finanziamenti, tappare buchi e/o ridurre i costi, ovviamente con tagli (preferibilmente ai servizi, non agli sprechi...). Qualcuno si preoccupa anche dei ricavi ovvero, banalmente, di far pagare il biglietto? Se in metro va benino e capita ogni tanto di vedere ingressi multipli con un solo biglietto o qualcuno che ti si infila appresso approfittando dell'apertura del tornello, su bus e tram la situazione è al limitie del ridicolo. Qualora venisse effettuato un controllo serio e massivo i risultati sarebbero sconcertanti. Su certe linee e in certi orari i 'paganti' saranno sì e no il 20/30 per cento. Basta guardare l'andamento dei celebri bippamenti, dopo un discreto periodo di rodaggio. Esperienza personale di ieri: ha bippato circa un paio di passeggeri sulla ventina salita. Per non sbigottirci con i dati reali i controlli seri e massivi non li fanno. Grazie

  2. avatar-4
    09:10 Giovedì 27 Luglio 2017 PassatorCortese Memoria corta dei torinesi

    C'è qualcuno che chiede il conto al già presidente di Satti SPA-Torino e amministratore delegato di GTT SPA negli anni del "tanto paga Pantalone"?

  3. avatar-4
    21:13 Mercoledì 26 Luglio 2017 EXTRATERRESTRE BILANCI FUORISTRADA DA TEMPO, E TUTTI A FAR FINTA DI RONFARE…

    INTANTO CHI SONO I COLPEVOLI E CHI PAGHERA’ I RIPIANAMENTI DEI DEBITI INQUIETANTI ? NESSUNO E TUTTI, CIOE’ I SUDDITI SABAUDI TORINESI, OLTRE A PIEMONTESI, ITALIANI NATIVI ED IMMIGRATI ECONOMICI, COME LI HA CHIAMATI SIBILLINAMENTE IL MACRON FRANCOFONO (FREGANDO L\'EUROPA, E L\'ITALIA INNANZITUTTO ). CERTAMENTE INCISIVI ED APPREZZABILI I 2 ARTICOLI DI SERRA, MA I BILANCI ERANO DA ANNI DISPONIBILI, E CHI AVREBBE DOVUTO CONTROLLARE, CIOE’ LA MAGISTRATURA CONTABILE O GIU’ DI LI’, PERCHE’ NON LO HA FATTO ? ASPETTAVA UN ESPOSTO DELL’USCERE DELLA GTT ALLA PROCURA DI TORINO PER SCOPRIRE I BUCHI NELLE GOMME DEL BILANCIO DI TURNO ? COLPEVOLI SONO I POLITICI CHE HANNO PROPOSTO I LORO FAVORITI E PREDILETTI - EX MANAGER PENSIONATI PROVENIENTI ANCHE DALLA DIRIGENZA DELLA MULTINAZIONALE ITALICA CHE NON C’E’ PIU’, I QUALI SONO BEN NOTI DA TEMPO. E ORA ? IL SOLITO PIANO DI RIENTRO CON LE VORACI BANCHE CHE ATTENDONO COME GLI SQUALI, IL QUALE INDEBITERA\' LE PROSSIME DUE GENERAZIONI, INTANTO GLI STATISTI LOCALI - ROSSI, AZZURRI E GIALLI - SARANNO DIMENTICATI ANCHE DAGLI IMMIGRATI ECONOMICI. SI POTREBBE FARE UNA CLASS ACTION, MA QUELLE ITALIANE SONO DILUITE, E NON CERTO DETERMINATE COME QUELLE STATUNITENSI, E ALLORA ? I COLPEVOLI CHE SI SONO SUCCEDUTI CI SONO: AMMINISTRATORI DELEGATI, DIRIGENTI, IL NUMEROSO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE GTT SEMPRE DIVERSO, MA SPETTA ALLA MAGISTRATURA E PROCURA VEDERCI CHIARO, PERCHE’ GLI AUDITING RICHIESTI ALLE SOLITE SOCIETA’ ESTERNE DI REVISIONE - TRA L’ALTRO - COSTANO UN SACCO DI SOLDI, E PEGGIORANO ANCOR DI PIU\' I BILANCI DELLA GTT O DEL COMUNE, GIA’ PIENI DI BUCHI EMERGENTI OGNI DI’. BASTA CON LE CONSULENZE PER STABILIRE ANCHE IL MENU\' DELLE MENSE SCOLASTICHE ! CERTO CI VORREBBE UN DECISIONISTA COME MACRON A TURIN, CHE, EVIDENTEMENTE, NON ESISTE, E CHE PRENDA IN MANO LA SITUAZIONE: BASTA LE MEZZE FIGURE, MEDIOCRI ED OPACHE, CHE FANNO I POLITICI PERCHE’ NON HANNO TROVATO ALTRO LAVORO E NON AVEVANO VOGLIA DI STUDIARE ED IMPARARE UN MESTIERE (SERIO ED ONESTO).

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