TRAVAGLI DEMOCRATICI

Il Pd caccia i dissidenti

La Federazione di Torino espelle otto suoi militanti, tra i quali spicca Mauro Esposito, l'imprenditore antimafia nel processo San Michele. Alle comunali di Caselle si erano candidati contro l'esponente ufficiale del partito - DOCUMENTO

L’imprenditore antimafia Mauro Esposito è stato espulso dal Partito democratico. Gli viene contestato quanto sancito dall’articolo 2 comma 9 dello statuto che prevede l’esclusione dall’anagrafe degli iscritti di candidati “in liste alternative al Pd, o comunque non autorizzate dal Pd”. Colpevole di essersi candidato alle amministrative di Caselle in una lista alternativa a quella sostenuta dal partito. Il provvedimento della Commissione di garanzia, presieduta da Amalia Neirotti, è datato 4 settembre: con Esposito finiscono alla porta altri sette militanti: Morena Accardi, Pietro Bessi, Antonella Bumbaca, Giuseppe Ceravolo, Pietro Pastore, Adele Tirone eSergio Antonia (LEGGI IL PROVVEDIMENTO).

L’imprenditore, che con le sue denunce ha portato alla condanna di un uomo nell’ambito del processo San Michele, scaturito dall’operazione che portò a 20 arresti, smascherando gli affari della ‘ndrina di San Mauro Marchesato, è stato fra i supporter eccellenti di Antonella Martinetto, assieme a professionisti tutt’altro che sconosciuti nel mondo democratico come l’avvocato Luigi Chiappero, mai tesserato, ma legale di fiducia del segretario piemontese Davide Gariglio. Una lista apocrifa, dunque – seppur sostenuta da un bel pezzo dell’area renziana subalpina - contro il candidato scelto dal circolo, quel Luca Barracco capace di stravincere con oltre il 47 per cento dei voti, più del doppio rispetto al secondo candidato (la Martinetto finisce quarta su quattro con il 15 per cento). E dopo la sfida a suon di preferenze ora è il momento della resa dei conti: così dal partito locale è arrivato il ricorso alla Commissione di garanzia e poi il provvedimento di espulsione.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:58 Venerdì 15 Settembre 2017 Pacioc che dire?

    Tentativo di dimostrare serietà sul rispetto delle regole interne che, andrebbe benissimo ma, bisognerebbe che tutti gli altri, soprattutto gli eletti e i dirigenti, avessero la coscienza pulita. Sarà così? Chissà. Certo che se non fosse così, l'espulsione sarebbe vista come un provvedimento del tipo di quelli che si emanavano a Bisanzio, in piena confusione, poco prima della sua caduta. Spero di tutto cuore che il PD diventi un partito vero e stia attentissimo specialmente a chi candida nelle varie elezioni.

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