FINANZA & POTERI

Proverbio di Natale in Intesa

Il manager di Accenture entra dalla porta principale di Ca’ de Sass. Ecco come l’uomo voluto dal ceo Messina ha tessuto la sua tela, scalando la gerarchia della banca. Ora, sistemati gli organigrammi, resta da capire se l'Ict resterà a Torino

E così quella che finora era stata solo un’indiscrezione (riferita per primi dallo Spiffero) è diventata realtà. Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nonostante i pareri discordanti di alcuni autorevoli stakeholder interni, ha tirato dritto per la sua strada e ha ingaggiato dal suo maggiore fornitore di servizi Ict, Accenture, il manager Massimo Proverbio, lo stesso che seppe tessere la “giusta tela” in occasione della fusione, acquisendo per la sua società di consulenza spazi sempre maggiori (e, conseguentemente, incrementandone il fatturato).

Partendo da una posizione tutto sommato marginale, grazie all’interessamento di una serie di influenti soggetti gravitanti attorno al mondo della politica e della finanza (il Comune di Torino, la Compagnia di San Paolo, il presidente di allora della banca Enrico Salza), Accenture ha assunto via via un ruolo centrale nelle strategie. L’ad dell’epoca, Corrado Passera, non riuscì però a sostituire alla direzione Ict della banca, a lunfo presidiata da Pierluigi Curcuruto, con uno dei suoi manager di riferimento Ambroveneto, Poste, Banca Intesa) cioè Carlo De Carlo.

Proverbio seppe, come abbiamo detto, tessere la “giusta tela” e in breve Accenture incominciò a crescere a Ca’ de Sass. Salvatore Anello e Raffaella Mastrofilippo, (già ex colleghi e amici di Curcuruto in un’azienda multinazionale americana) furono rimossi dalla Csc Italia. Anello fu arruolato da Proverbio in Accenture come interfaccia commerciale proprio su Intesa mentre la Mastrofilippo entrò direttamente nell’orbita Curcuruto all’ufficio gestione fornitori e facendola in seguito nominare capo del settore acquisti della banca.

Per questioni di salute Curcuruto dovette lasciare la banca e venne sostituito dal capo area commerciale Nord-Est, Omar Lodesani, mentre direttore dell’Ict rimase Silvio Fraternali. Lodesani, quando la banca liquidò improvvisamente e inaspettatamente il ceo Enrico Tommaso Cucchiani, licenziò il capo acquisti Riccardo Pagnanelli (senza apparenti motivazioni) sostituendolo con Massimo Malagoli, manager con un passato in Accenture e uomo di fiducia di Messina, a cui dette la responsabilità anche della direzione immobiliare e della sicurezza. Nel frattempo Fraternali divenne direttore dell’area Strategie Operative Integratee al suo posto Lodesani nominò Enrico Bagnasco, un altro manager ex Accenture. Ed è in questo periodo che la multinazionale americana incominciò a crescere vertiginosamente superando tutti i concorrenti (Ibm e Telecom compresi), raggiungendo il traguardo dei circa 140 milioni di euro di fatturato annuo.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    12:02 Lunedì 25 Dicembre 2017 dedocapellano "Falso rinnovamento"

    In una azienda il rinnovamento dei "manager" deve essere sempre guardato con favore, ma in questo caso con il dr. Proverbio si tratta di un "falso" rinnovamento e questo perché il dr. Proverbio e' da almeno da venti anni che collabora prima con banca Intesa poi con banca Intesa Sanpaolo essendo il manager di Accenture che aveva il budget ricavi per le due banche, insomma un bel "venditore" della multinazionale. E ultimo ma non per importanza e' un manager di Accenture di 60 anni che in parte sostituisce in alcune responsabilità il dr. Silvio Fraternali un manager di appena 50 anni e con molta esperienza dei processi operativi della banca.

Inserisci un commento