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Gtt approva il bilancio (2016)
Ceresa si aggrappa al volante

Mentre sembra ormai definito l'arrivo di Foti al vertice dell'azienda, il numero uno uscente ottiene una piccola proroga e prova a restare. Magari come presidente di campanello

Walter Ceresa non scende e anzi resta aggrappato al volante di Gtt, l’azienda del trasporto pubblico controllata dal Comune di Torino. Con l’approvazione del bilancio 2016 da parte dell’assemblea dei soci (in questo caso il socio è unico ed è il Comune, attraverso la sua finanziaria Fct) è scaduto il mandato del presidente ma per il momento Chiara Appendino non ha intenzione di sostituirlo. Con una nota, l’uomo dei conti di Palazzo Civico Sergio Rolando ha fatto sapere che tutto l’attuale consiglio di amministrazione per il momento resta in regime di prorogatio probabilmente per approvare anche il bilancio 2017 e imbastire il lavoro per la realizzazione del piano industriale.

Per la successione di Ceresa c'è ancora un nodo da sciogliere ed è per questo che la sindaca ha deciso di prendersi ancora un po' di tempo. Il numero uno, infatti, vorrebbe restare in carica come presidente (e ha già presentato la candidatura), seppur affiancato da un amministratore delegato con pieni poteri operativi. Il regolamento del Comune, però, impone un limite di due mandati agli amministratori delle partecipate, norma peraltro in piena sintonia con i valori del Movimento 5 stelle, anche se una interpretazione "a maglie larghe" potrebbe tener conto del fatto che il primo mandato di Ceresa non è stato pieno (è stato designato per la prima volta nel 2013, poi indicato come amministratore unico dopo le dimissioni dell'ad Roberto Barbieri). La riconferma di Ceresa, sul quale pendono anche due avvisi di garanzia, uno per falso in bilancio l'altro per concussione, presupporrebbe l'ampliamento del cda dagli attuali tre membri a cinque, altro passaggio insidioso per un'amministrazione a guida grillina, che predica il taglio dei costi della politica.

Intanto resta in pole position per un ruolo di vertice (amministratore unico o ad) Giovanni Foti, una lunga carriera nell’azienda di corso Turati (in strettissimo rapporto con Giancarlo Guiati, presidente Gtt nell’era di Sergio Chiamparino sindaco), attualmente direttore generale dell’Atm di Messina. Oltre al sostegno del governatore, che ne avrebbe caldeggiato la designazione, Foti ha  direttamente all’interno dell’assessorato ai Trasporti del Comune, il suo principale sponsor, oltre alle simpatie di cui gode nel mondo del centrosinistra. Tra coloro che fanno il tifo per il manager "prestato" a Messina ci sarebbe infatti Paolo D'Angelo, staffista di fatto dell'assessora Maria Lapietra pur essendo a tutti gli effetti rimasto dipendente di Gtt. Era lui il vero delfino di Foti nell'azienda e ora spinge per riportarlo a casa. Resta in corsa, seppur con meno chance di successo anche l’ingegnere Paolo Golzio, presidente dell’azienda trasporti di Asti (Asp), forte di una (inusuale) lettera di referenza nientemeno che dalla presidente dell’Agenzia per la Mobilità piemontese Cristina Pronello, la “madrina” politica di Lapietra.

Un bel ginepraio in cui la sindaca dovrà districarsi, sfruttando anche un rapporto sempre più stretto con Chiamparino, che sul nome di Foti ha già fatto scattare più di un semaforo verde.

Con l’approvazione del bilancio si chiude anche la querelle sulla transazione tombale con l’Agenzia per la mobilità metropolitana e la Regione Piemonte, che prevede un versamento di 25 milioni nelle casse dell’azienda di corso Turati. Vengono così superati tutti i cosiddetti “disallineamenti”, ovvero quei crediti riportati nei conti dell’azienda che non trovavano corrispondenza in quelli dei debitori. Una parte di quei 61 milioni (al 2016) sono stati riconosciuti attraverso la transazione, gli altri sono stati eliminati attraverso la costituzione di un fondo di svalutazione crediti da 40 milioni. Il bilancio si è chiuso con 63,8 milioni di perdite a fronte dei 200mila euro di utili dell’anno prima. L'assemblea ha deliberato di non riportare a nuovo le perdite ma di utilizzare le riserve andando a incidere sul patrimonio netto. 

“Gtt è già impegnata nell’attuazione del Piano industriale – si legge in una nota dell’azienda - e sta operando anche in direzione di ulteriori riduzioni di costi che riguardano in particolare acquisti (materie prime, servizi con particolare riguardo ai costi assicurativi che sono stati recentemente ulteriormente abbattuti di 1,5 milioni), una gestione oculata e concordata dalle risorse umane”.

Intanto la Regione conferma anche lo stanziamento di 40 milioni di fondi Fsc che serviranno per consentire a Gtt nuovi investimenti sul parco mezzi, come illustrato dal vicepresidente Aldo Reschigna in commissione Bilancio.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    10:49 Giovedì 17 Maggio 2018 moschettiere Un vero peccato

    Che le macchinette abbiano soppiantato i bigliettai... Anche se pure lì sarebbe sempre possibile fare danni...

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