PROFONDO ROSSO

Falso in bilancio nei conti Gtt

È il reato che la Procura di Torino sarebbe orientata a contestare agli amministratori. Una lunga vicenda di rimpalli tra Comune e società, con “disallineamenti” tra le varie partite. Sotto la lente 20 milioni vantati dal Gruppo trasporti nei confronti di Palazzo Civico

Si profila un’ipotesi di false comunicazioni sociali - una condotta punita dal codice civile come un reato – nell’inchiesta della procura di Torino sui conti di Gtt, la società del Comune che gestisce i trasporti pubblici in città. Questo è uno dei probabili sviluppi del procedimento giudiziario, alla luce di un rapporto investigativo consegnato agli inquirenti dalla Guardia di finanza, comandati dal tenente colonnello Giuseppe Fugacci. Le sospette violazioni nella compilazione dei bilanci risalgono alle gestioni precedenti al 2016 e sono state oggetto di una lunga querelle tra maggioranza e opposizione in Sala Rossa.

In particolare, a destare l’interesse degli investigatori, c’è l’iscrizione nel bilancio Gtt di 20 milioni di crediti vantati nei confronti del Comune di Torino. La circostanza è contenuta in un passaggio dell’audit che l’amministrazione guidata da Chiara Appendino ha affidato a un gruppo di lavoro interno e poi spedito alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. I 20 milioni, in particolare, si riferiscono alla rivalutazione di interessi che Gtt aveva asserito di dover ricevere. Dopo una modifica della normativa di settore imposta dall'Unione Europea nel 2014, la società si era rivolta a un noto studio legale torinese per avere un parere su come procedere. Gli avvocati avevano risposto che, se il Comune non avesse ammesso il debito, sarebbe stato necessario interpellare il tribunale e forse è per questo che il presidente Walter Ceresa ha fatto sapere in più occasioni di avere pronti i decreti ingiuntivi nei confronti dei suoi creditori, minacciando un ricorso alle carte bollate anche in una recente audizione in commissione a Palazzo Civico. A quanto pare, però, Gtt non ha mai davvero intentato la causa e ha iscritto i 20 milioni a bilancio senza specificare che si trattava di un credito “non sicuro”.

L’indagine è scattata nell’autunno dello scorso anno, a seguito di un esposto del notaio Alberto Morano, candidato sindaco della Lega Nord e oggi consigliere di opposizione. Il 20 ottobre le fiamme gialle hanno bussato alla porta della sindaca Chiara Appendino per acquisire la documentazione contabile di Palazzo Civico e per verificare i cosiddetti disallineamenti con Gtt. Il magistrato che coordina l’indagine è Ciro Santoriello. Una analoga iniziativa è stata intrapresa dalla procura della Corte dei Conti guidata da Giancarlo Astegiano. Contestualmente anche l’amministrazione cittadina ha provveduto a istituire un audit interno con l’obiettivo di fare chiarezza sui conti del Comune. Da questa ricognizione sono emersi debiti “fantasma” per 75 milioni di euro, anche se i dirigenti escludono si possano configurare taali disallineamenti come debiti fuori bilancio. Di fatto si tratta di poste inserite in gran parte nei bilanci di Gtt (ma anche di altre aziende partecipate) come crediti, cui però non corrispondono debiti di pari entità nei conti di via Milano.

Per quanto riguarda il Gruppo trasporti risultano scoperti i contributi relativi alle rate del mutuo contratto per acquistare le motrici della linea 4: una posta che vale complessivamente 59,5 milioni per una rata annuale di 6,8 milioni che Palazzo Civico non corrisponde a partire dal 2014. Dunque si tratta di 13,6 milioni a cui è necessario aggiungerne altri 15 di interessi passivi. Il conto fa 28,6 milioni. Ci sono poi altri 18,7 milioni non corrisposti a Infra.To per il mutuo relativo alla realizzazione della Metro 1. Un finanziamento complessivo di 230 milioni, per cui ogni anno la Città si è impegnata a versarne 22,8 alla sua controllata: nel 2014, però, c’è stata una riduzione del trasferimento di 2,9 milioni e nel 2015 di altri 15,8 milioni. Di qui il “buco” di 18,7 milioni. Si arriva così a 47,3 milioni verificando i conti degli ultimi due anni. Sull’anno in corso la situazione non cambia, anzi: il Comune non ha impegnato neanche un euro per far fronte ai due finanziamenti, di conseguenza la voragine si amplia con i 22,8 milioni della rata di Infra.To e i 6,8 di Gtt. Il totale fa 29,6 milioni che sommati ai 47,3 relativi al 2014 e 2015 raggiungono la cifra di 76,9 milioni.

Ma i disallineamenti sono emersi anche nei rapporti contabili tra Gtt e l’Agenzia per la Mobilità e in questo caso riguardano il contributo per il servizio di trasporto locale. Secondo l’assessora comunale Maria Lapietra, a fine 2015 il disallineamento maturato era pari a 61,8 milioni, di cui una parte minima è stata, intanto, sanata.

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