VERTICE

G7 a Torino, M5s dice sì

Il consigliere grillino Curatella spiega su facebook i motivi per cui la città deve ospitare il summit internazionale. Venaria pronta ad aprire le porte della Reggia. Ma nel gruppo consiliare restano le voci critiche. In attesa di una dichiarazione di Appendino

“La Città di Torino dovrebbe ospitare il prossimo G7” e farlo “per puro spirito di responsabilità”. Il primo a rompere il silenzio che da giorni aleggia a Palazzo Civico, tra i banchi della giunta e della maggioranza pentastellata è il consigliere grillino Aldo Curatella che in un articolato post su facebook illustra la sua posizione, in attesa di capire se rappresenta quella di tutto il Movimento e soprattutto se incarna la linea finora seguita da Chiara Appendino. Un sì tutt’altro che entusiasta, poiché Curatella considera ormai superato il format dei grandi vertici internazionali, che sempre più rappresentano “momenti di confronto tra élites politiche globali”, mentre “una delle sfide politiche sempre valide è la ricerca di nuovi strumenti di governo aperti alla partecipazione e al confronto con la cittadinanza”. Insomma, “gli incontri tra i grandi dovrebbero essere ripensati” e d’altronde farebbe specie se proprio il Movimento 5 stelle accogliesse con entusiasmo questo tipo di vertici, ma – conclude l’esponente pentastellato – “nella scelta tra consentire un summit che si svolge con metodi non condivisibili o non realizzarlo a causa del ricatto della violenza, Torino dovrebbe scegliere la prima opzione”.

Un punto di vista in cui Curatella sembra voglia fare da apripista proprio alla sindaca, che, a maggior ragione dopo il no grazie di Milano e le prese di posizione di Sergio Chiamparino, potrebbe essere portata obtorto collo ad accettare il vertice, nonostante tutti i tentativi di scaricare altrove la patata bollente. Un G7 intorno al quale sono aumentati i timori dell'amministrazione dopo gli annunci "bellicosi" del centro sociale Askatasuna, ma soprattutto dopo le immagini di Amburga, messa a ferro e fuoco dagli antagonisti durante l'ultimo G20.

Non deve essere un caso che nelle ultime ore anche l'altro sindaco grillino coinvolto nella vicenda Roberto Falcone, il primo cittadino di Venaria - la città che dovrebbe ospitare i grandi della Terra dal 26 settembre al 1 ottobre - ha accordato il semaforo verde, pur con la condizione di affiancare al G7 forum alternativo sui temi della grande kermesse internazionale, ovvero industria, lavoro e scienza. “Sono in contatto con il prefetto di Torino e con il Viminale - ha detto Falcone - la decisione è una questione di giorni”. Il sindaco di Venaria si è confrontato in questi giorni anche con Appendino. Alla domanda su quale fosse la posizione della prima cittadina di Torino riguardo il trasloco alla Reggia e soprattutto se avesse espresso delle preferenze, Falcone ha risposto diplomaticamente: “Più che di preferenze è meglio parlare di idoneità dei luoghi. E Venaria certamente lo è”.

Resta da valutare la reazione degli altri consiglieri Cinquestelle, soprattutto quelli più vicini al mondo antagonista e dei centri sociali, tradizionalmente contrari a raduni e vertici internazionali e a questo punto sarebbe oltre modo indispensabile una presa di posizione  ufficiale della Appendino, che sul tema tace ormai da settimane.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    10:44 Lunedì 17 Luglio 2017 dedocapellano Il rischio vale la candela?

    Il G7 a Torino è senza ombra di dubbio una notevole vetrina, ma se la Città non fosse in grado di confezionare prodotti da mettere in vetrina fare il G7 a Torino per Torino sarebbe solo disagio e pericolo di possibili "disordini" o peggio attentati...... quindi se si ha "merce autoctona" da vendere il rischio vale la candela altrimenti meglio lasciare perdere.....

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