GIUSTIZIA

Piazza San Carlo, cade l’accusa di omicidio preterintenzionale

Sono gravi le responsabilità della banda di giovani magrebini che con l'uso di spray urticante ha scatenato il panico nella maledetta sera del 3 giugno, nella quale morì una donna. Ma per il gip il capo d'imputazione è "morte come conseguenza di altro delitto"

Hanno causato “le prime condizioni perché' si realizzassero le gigantesche e plurime ondate di panico” di piazza San Carlo e, per questo, le loro colpe sono “gravissime”. Ma le conseguenze della rapina con lo spray urticante, in mezzo alla folla assiepata sotto il maxischermo che proiettava la finale Champions, non erano calcolate. Cambia per questo motivo l’accusa nei confronti di due componenti della banda arrestati nei giorni scorsi. Il gip ne ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare, per morte come conseguenza di altro delitto anziché omicidio preterintenzionale, come ipotizzato dalla procura che coordina le indagini della polizia. Il capo d’accusa si riferisce al caso di Erika Pioletti, la donna 38enne di Domodossola deceduta per le ferite riportate nella calca che si scatenò il 3 giugno 2017.

I giovani arrestati dalla polizia a Torino per i fatti di piazza San Carlo hanno una “gravissima colpa”, quella di «avere causato le prime condizioni perché si realizzassero le gigantesche e plurime ondate di panico (certo in quelle dimensioni e portate non volute), che hanno causato così tanti feriti fra gli spettatori presenti in piazza quella sera e anche la morte di una di questi». Lo scrive il gip nell’ordinanza di convalida del fermo. «Non vi è alcun dubbio - si legge - che gli indagati hanno cercato, come per prassi, manifestazioni affollate “per lavorare” e utilizzato, secondo un sistema rodato ed efficacissimo, lo spray al fine di distrarre le vittime degli strappi e al fine di creare confusione tra la gente intorno».

Da parte loro, i giovani arrestati hanno spiegato di “sentirsi in colpa per essere stati la causa iniziale del panico”. L’azione predatoria e violenta della banda, si legge nell’atto del gip, ha «costituito la causa iniziale di un movimento disordinato e incontrollato che ha portato alla fine, magari in presenza di eventi intermedi, quale il forte rumore della rottura di una ringhiera: ma sul punto sono necessari approfondimenti, al panico diffuso».

Il giudice ha accolto “le nostre richieste”, dichiara l’avvocato Basilio Foti, che con la collega Emanuela Cullari assiste Sohaib Bouimadaghen, il ventenne finito in carcere, e Mohammed Machmachi. Dei dieci indagati per le rapine con lo spray al peperoncino, gli inquirenti hanno sinora provato la presenza di quattro di loro. “Lo spray l’ho spruzzato io”, ha confessato Sohaib, ma le indagini proseguono per stabilire se abbiano agito con altri complici. “A nostro avviso - spiegano i legali – c’era una contraddizione. Se le lesioni agli oltre trecento feriti erano state valutate come conseguenze colpose, quindi non volute, anche l’evento morte, in quanto conseguenza di un altro delitto, avrebbe dovuto essere considerato non voluto e non previsto”.

Nel decreto di fermo per Bouimadaghen la procura di Torino ha scritto che i disordini di piazza San Carlo potevano essere evitati se «addetti alla sicurezza avessero approntato e messo a punto misure idonee a salvaguardare l’ordinato svolgimento della manifestazione e l’incolumità degli spettatori». Pochi giorni fa si è intanto chiusa l’indagine sulle presunte responsabilità politiche dei disordini: tra le persone indagate c’è la sindaca di Torino Chiara Appendino.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    01:48 Mercoledì 18 Aprile 2018 gastone Delinquenti pericolosi: ergastolo e obbligo a vita di lavori socialmente utili.

    Appendo dai giornali di oggi che uno dei delinquenti della banda magrebina del furto allo spray andava a scuola su una Porche Carrera: erano trascorsi SOLO 40 giorni dalla tragedia di piazza San Carlo ma la banda non aveva ancora rimorsi di coscienza, anzi, le bande. Già, perché le rapine nei luoghi affollati sono un business che fa gola a tanti. Una cinquantina di criminali per 45 mila spettatori. Una manna. Rapine in tutta Italia e in tutta Europa per questi criminali senza scrupoli, capaci di scatenare incidenti mortali per comprarsi Rolex, Porche, vestiti firmati...GUAI A CHI LI GIUSTIFICA, in primis sociologi, psicologi e buonisti della peggiore specie, GUAI! Sarebbero "complici" indiretti di questo crimine purtroppo frutto di una malata concezione socio/culturale.

  2. avatar-4
    16:58 Lunedì 16 Aprile 2018 abrecu Responsabilità

    E dagli al magrebino....forse ai più è sfuggito che questi loschi ladruncoli hanno colpito altre volte, compresa una discoteca, generando le stesse situazioni di panico con fuggi fuggi generale ma zero tituli di morti o feriti per il semplice motivo che le prescrizioni di sicurezza erano rispettate. Questo evento è stato organizzato in modo superficiale, frettoloso, dilettantesco e quindi criminale, la responsabile della sicurezza era allo stadio ospite della Famiglia,il vicesindaco pedalava felice verso la Liguria,pare che solamente il responsabile della comunicazione e un vigile pensionato fossero presenti a rappresentare il comune...per non citare il prode Giordana..

  3. avatar-4
    11:38 Lunedì 16 Aprile 2018 Bambù Chiamparino tutta la vita, Siempre

    ritengo, ma pero', che manchi qualcuno: 1) ladri (celo e indagati) 2) amministrazione inesperta, quindi, ignorante circa i pericoli (celo e indagati) 3) funzionari, dipendenti del Comune, chiaramente schierati (manca e non indagati, a parte quei Filistei della commissione di vigilanza che è riuscita ad emettere un verbale con 19 prescrizioni) che hanno EVITATO di aiutare la Nuova amministrazione -ignorante- nell'evitare una STRAGE (perchè le cose occorre chiamarle con il nome giusto). Voi Funzionari Coniglioni avete OMESSO di vedere e di denunciare le mancanze.

  4. avatar-4
    23:46 Domenica 15 Aprile 2018 gastone PUNIZIONI ESEMPLARI PER CONCLAMATI PERICOLI PUBBLICI

    Sui termini "tecnico/giuridici" non ho la competenza per intervenire, peraltro mi pare ovviamente prevedibile (e secondo me lo doveva essere anche per gli autori del gesto, tutti maggiorenni) che usare uno spray urticante in mezzo a una folla gigantesca potesse dare origine a una forma di panico collettivo tale da ingenerare effetti devastanti "a domino", e come si è visto, mortali. Questi "ragazzi magrebini" pare avessero messo a segno parecchi furti con la tecnica urticante, spesso in luoghi sovraffollati, del tutto indifferenti alle conseguenze dei loro comportamenti criminosi. La giustizia deciderà, le giustificazioni buonistico/socio/culturali vengono rimandate al mittente dalla maggior parte delle persone intelligenti ormai nauseate da demagogie stantìe, forse solo i media ancora tentano giustificazioni buoniste ma forse dovrebbero attentamente riflettere sulla catastrofe delle vendite dei loro giornali.

  5. avatar-4
    17:35 Domenica 15 Aprile 2018 fatti bene, non avrebbe retto

    e l'accusa va definita correttamente perché regga, omicidio preterintenzionale non avrebbe retto, colpa gravissima si. Poi ci sono le lesioni alla ragazza asmatica presa di mira con lo spray, c'è che sono tanti episodi di rapina con spray urticante ben distinti tra loro, in luoghi diversi, in tempi diversi, loro sono maggiorenni, ce n'è. Io gli appiopperei anche tutti i danni provocati alla città. Purtroppo sul quotidiano cittadino già appare lo psicologo di turno a discettare di disagio giovanile delle seconde generazioni di immigrati.

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