Faide e colpi bassi: Pdl biellese nel caos

Il sindaco Gentile ritira le deleghe ai suoi assessori e fatica a varare il rimpasto. Rischio patatrac in un sistema di potere affermatosi attorno alle figure di Pichetto e Fava, oggi in rotta

BEGHE DI PALAZZO

Faide interne e ricatti politici. La maggioranza di centrodestra a Biella resta in piedi con lo sputo. Una settimana fa il sindaco Dino Gentile (Pdl) ha ritirato tutte le deleghe ai suoi assessori, in seguito alla bocciatura in Consiglio della delibera sulla tassa di soggiorno. Sono stati cinque i consiglieri che alzandosi dal proprio scranno e non partecipando alla votazione hanno di fatto dato vita a una vera e propria crisi. Dopo una settimana di incontri e riunioni tra i  maggiorenti del partito non si è ancora trovata una quadra, tant’è che il primo cittadino non ha ancora comunicato la sua nuova squadra.

 

Dietro questa crisi politica il fronteggiarsi di due fazioni: quella che fa capo al senatore Gilberto Pichetto contro i pasdaran di Pier Giorgio Fava, potente assessore provinciale. Sono stati proprio i cinque faviani a far saltare il banco e a imporre una verifica interna alla maggioranza. Nei giorni scorsi è stato il coordinatore provinciale Lorenzo Leardi a tentare di ricomporre la frattura, per ora, però, permane una situazione di stallo.

 

Recentemente il capogruppo di Sel, Roberto Pietrobon, ha usato proprio Lo Spiffero per lanciare un appello alle altre forze del centrosinistra per intraprendere un percorso comune volto a costruire un’alternativa a un centrodestra con il fiato cortissimo, anche perché questa crisi potrebbe, per effetto domino, provocare un capitombolo della maggioranza nel comune di Cossato e nella provincia di Biella. Durante l’ultimo consiglio comunale gli ex assessori sono stati avvistati aggirarsi tra i banchi dell’assemblea cittadina con il volto tirato, in attesa di comprendere l’evoluzione degli eventi.

 

Difficile che la crisi possa avere un epilogo a stretto giro di posta, anche perché legata a doppio filo con altri temi scottanti, a partire dalla gestione delle società partecipate e in particolare di Seab (raccolta rifiuti), in procinto di varare un progetto che prevede il trasferimento in una nuova sede: al vertice della società c’è Silvio Belletti, fedelissimo di Fava, al quale Gentile (uomo di Pichetto) potrebbe far saltare tutto in quanto socio di maggioranza. Un ribaltone segnerebbe la rottura definitiva e la fine di un sistema di potere ormai affermatosi da tempo nella città di Quintino Sella; molto più probabile un baratto politico che permetterà a tutti di rimanere al potere: mano libera a Belletti sulla Seab in cambio di una maggiore autonomia di Gentile durante il rimpasto.

print_icon