Grugliasco, si teme la Caporetto

La direzione provinciale del Pd approva un odg per chiedere alla segretaria di sciogliere il nodo dei tre candidati alle primarie pronti a competere. Ma il tempo è scaduto

Con 13 voti favorevoli e un astenuto la direzione del Pd ha approvato ieri l’ordine del giorno promosso dal deputato Stefano Esposito, con il quale viene dato mandato alla segretaria provinciale Paola Bragantini di promuovere un incontro con i militanti del partito grugliaschese in modo da dirimere una situazione molto insidiosa, in vista delle primarie.

 

Ad oggi sono tre, infatti, i candidati alle consultazione che decreteranno il nome del candidato per il centrosinistra alla successione di Marcello Mazzù. Lo spauracchio è l’assessore dipietrista in Provincia Marco D’Acri, quarto incomodo, colui che, secondo lo stesso Esposito, rischia di far fare alla Stalingrado dell’Ovest la stessa fine di Cuneo, dove un Pd spaccato è stato travolto dal candidato della Federazione della Sinistra. Il fine ultimo di questa operazione sarebbe quello di ridurre i candidati democratici ed evitare una pericolosa dispersione di voti, ma ancora non è stato individuato un metodo complessivo. C’è chi inneggia al papa straniero, chi chiede un passo indietro a tutti e tre i candidati per fare emergere una quarta figura, da tutti condivisa.

 

E in questi giorni non sono mancati i nomi. Si è parlato dell’ex vice sindaco Elide Tisi, che oggi ricopre un delicato e prestigioso incarico nella giunta comunale di Torino, guidata da Piero Fassino, ma anche quello dell’attuale assessore al Lavoro e Commercio di Grugliasco, l’ex sindacalista Anna Cuntrò. E a questo proposito non può sfuggire l’appoggio entusiastico del documento da parte dell’ex segretario provinciale democratico e fratello dell’interessata Gioacchino Cuntrò. Una partita nella quale potrebbe inserirsi in extremis chi con discrezione ambisce da tempo al primo scranno di Palazzo Civico: la consigliera provinciale Angela Massaglia, legata alla componente di Sinistra in Rete, particolarmente forte in città. Tutte soluzioni difficilmente praticabili: dopotutto chi ha raccolto le firme e chi, fino a oggi, con le regole scritte dagli strateghi torinesi, ci ha messo la faccia sono i tre moschettieri: Roberto Montà, Luigi Montiglio e Salvatore Amarù. Il 22 gennaio si confronteranno tra loro e con D’Acri. Perché così è stato deciso e le regole non si modificano a partita iniziata. Ulteriori forzature servirebbero esclusivamente a peggiorare una situazione già particolarmente tesa. 

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