ECONOMIA DOMESTICA

Il Piemonte torna a crescere

Dopo tre anni di recessione nel 2015 il Pil della regione è aumentato dello 0,7%, in linea con il trend nazionale. A detta di Bankitalia l'industria ha recuperato produttività, grazie all'export. Ridotto il tasso di disoccupazione

L’economia del Piemonte è tornata a crescere, dopo tre anni di recessione. In base alle stime di Prometeia, il Pil della regione nel 2015 è aumentato dello 0,7%, pressoché in linea con la media nazionale. Un’inversione di tendenza certamente positiva, ma che va inserita in un contesto piegato da sette anni di recessione – dal 2007 al 2014 – in cui la decrescita (tutt’altro che felice) è stata del 13,2%. Nell’industria piemontese è proseguita la fase di recupero dei livelli di attività, con un contributo dall’ulteriore crescita delle esportazioni e dal miglioramento degli ordini interni. Secondo la relazione annuale della Banca d’Italia di Torino, sono migliorate nello scorso anno anche le condizioni del lavoro, con un saldo tra assunzioni e cessazioni divenuto positivo. Nel 2015 si è assistito a un aumento degli occupati dell’1,5%, il doppio della media nazionale. Cala anche il tasso di disoccupazione, dall’11,3% del 2014 all’attuale 10,2%, e si riduce la disoccupazione giovanile al 38,1%. Anche nei primi mesi del 2016 il trend di crescita prosegue: le attese delle imprese, rilevate dall’indagine di Bankitalia, prefigurano il proseguimento della fase congiunturale favorevole. Per l’intero 2016 il fatturato continuerebbe a crescere e l’attività di investimento si rafforzerebbe. Permane comunque elevata - hanno spiegato gli esperti – l’incertezza sul consolidamento della ripresa in atto.

Lo scorso anno in Piemonte - secondo le rilevazioni - è proseguito il graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito sia per le imprese  (cresciuto dell’1,5% dopo quattro anni di calo) che per le famiglie. Vi hanno contribuito le misure straordinarie di politica monetaria della Bce che hanno favorito un’ulteriore distensione dell’offerta e il moderato recupero dell’economia. Inoltre, sempre in materia di credito, le nuove sofferenze hanno continuato a ridursi in rapporto ai prestiti. A ciò si aggiunge che, sempre nel 2015, è proseguita la crescita dei depositi bancari delle famiglie e delle imprese. Tra gli strumenti finanziari, le famiglie piemontesi hanno continuato - hanno spiegato gli esperti dell’istituto - a prediligere le quote di fondi comuni. I rendimenti contenuti dei titoli di Stato e delle altre obbligazioni hanno favorito un rinnovato interesse per il mercato azionario.

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