GRAN TORINO

Decade mezzo consiglio metropolitano

Con l'insediamento della Appendino a Palazzo Civico e la proclamazione dei nuovi eletti cessa anche l'incarico di quegli amministratori non riconfermati dalle urne. Entro 60 giorni le nuove elezioni (ma si attende una proroga dal governo)

Con l’insediamento a Palazzo Civico, da oggi Chiara Appendino è ufficialmente anche il nuovo sindaco metropolitano di Torino. Un incarico con più oneri che onori, tante rogne e pochi spazi di manovra politici, un bilancio ancora una volta all’insegna dei tagli e delle dismissioni, con trasferimenti statali ridotti all’osso e l’incognita su cosa effettivamente dovrà fare questo ente che ancora aleggia. Tra le poche certezze su cui dovrebbe contare la Appendino c’è la proroga delle elezioni non a 60 giorni dalla proclamazione – come prevedrebbe la norma nazionale – ma a 120 giorni, se il governo approverà (come pare molto probabile) la richiesta dell’Anci, giunta per evitare di andare al voto (di secondo livello, cioè tra gli amministratori dei 315 comuni) in pieno agosto. Così facendo il nuovo sindaco potrà valutare se approvare il bilancio con l’attuale maggioranza (decimata dalla decadenza automatica di quei consiglieri non rieletti) oppure andare il più in fretta possibile a elezioni per discuterlo di fronte a un Consiglio che tenga conto dei mutati rapporti di forza, soprattutto a Palazzo di Città. “Non faremo barricate – fa sapere un consigliere democratico – stiamo lavorando a una bozza di bilancio che il nuovo sindaco potrà adottare in toto o modificare. Noi, comunque, avremo un atteggiamento responsabile”.

Intanto dalla nuova assemblea metropolitana sono già decaduti Eugenio Buttiero, che non è più sindaco di Pinerolo, Lucia Centillo, Barbara Cervetti, Domenica Genisio, Michele Paolino e Andrea Tronzano, decaduti da consiglieri di Torino. Per la surroga bisognerà pescare tra i non eletti della lista che sostenne Fassino due anni fa, dove risultano eleggibili solo i sindaci di Orbassano e Verolengo, Eugenio Gambetta e Rosanna Giachello. Sarà un Consiglio d’emergenza, con quattro consiglieri in meno. La giunta Fassino è già dimissionaria. Effetti di una legge bislacca cui si dovrà porre rimedio con il buon senso.

E forse per permettere alla Appendino di capirci qualcosa in più di un ente che si appresta ad amministrare, i suoi consiglieri Dimitri De Vita e Marco Marocco si sono già portati avanti con un corposo accesso agli atti in cui chiedono alla segreteria generale l’elenco di organismi e partecipate della Città metropolitana, i loro bilanci, i collaboratori e consulenti, i contratti stipulati, eventuali convenzioni e sovvenzioni verso terzi.  

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento