Iren, top secret su atti e documenti

Alla faccia della trasparenza. Il colosso energetico sbatte la porta in faccia a Curto (Sel) che aveva chiesto l'elenco delle consulenze in essere della società. Ma la partita resta aperta

Documenti top secret. Si apre l’ennesima faglia nel Consiglio di Torino, tra l’amministrazione comunale e il capogruppo di Sel Michele Curto, spina nel fianco della giunta guidata da Piero Fassino. Questa volta il tema è la trasparenza nelle società partecipate.

 

L’antefatto. Il 25 ottobre dello scorso anno Curto presentava all’ufficio competente di Palazzo Civico la richiesta per “venire a conoscenza delle consulenze esterne in essere presso la società Iren Spa e presso le società da quest’ultima controllate”. Dopotutto si tratta di una partecipata, pubblica al 55%, della quale il capoluogo detiene indirettamente circa il 30% delle quote. Insomma una richiesta legittima secondo l’estensore. Non per i vertici del colosso energetico, peraltro in continua espansione, i quali fanno sapere che la sede più idonea per questi chiarimenti è l’assemblea dei soci.

 

Il fatto. Non soddisfatto della risposta, Curto produce una interpellanza per chiedere lumi all’amministrazione, cercando, di fatto, un sostegno che non arriva. Anche il vice sindaco Tom Dealessandri produce il medesimo riscontro, facendo melina e rimandando la discussione in commissione. Ma non è finita.

 

«Ho chiesto un parere legale in merito e sono certo sia mio diritto poter venire a conoscenza di quegli atti e per questo mi rivolgerò a un tribunale amministrativo» attacca l’esponente vendoliano. La partita, però, si giocherà su due fronti: contestualmente, infatti, Curto porterà avanti la sua battaglia anche in Sala Rossa. «Se poi questi chiarimenti possono essere richiesti solo all’assemblea dei soci, bene. Che l’amministrazione, se si tratta solo di un problema procedurale, dia mandato ai suoi rappresentanti nel cda di ottenere questi documenti, dando un segnale di trasparenza» chiosa Curto, annunciando che medesime richieste giungeranno nei prossimi giorni a tutte le partecipate di Torino.

 

Ma è solo un problema procedurale? Sono in molti a ritenere che proprio nella società energetica e nelle tante sue ramificazioni si annidino cosulenze e nomine politiche che spesso nulla hanno a che fare con le competenze specifiche di chi le ottiene. Come l'incarico ottenuto dalla fassiniana Silvana Sanlorenzo, in una controllata di Iren (lei che fa già parte del cda di Smat). Sarà la sola?

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