Centrodestra tentato dalle primarie

Con Chivasso sale il numero dei comuni che si recheranno alle urne in primavera. Coalizioni in grandi difficoltà. Nel Pdl Giacometto propone la consultazione degli elettori, sul modello Frosinone

Con le dimissioni del sindaco Gianni De Mori anche Chivasso si aggiunge alla lista delle città che nella primavera prossima sono chiamate al voto. Dietro a tre capoluoghi di provincia importanti come Alessandria, Asti e Cuneo, nel solo hinterland del Torinese si recheranno alle urne i cittadini di Grugliasco, Rivalta, Leini e Caselle. E ancora in Valsusa Avigliana, Trana e Rosta. In tutto il Piemonte, al momento sono 79 le amministrazioni da rinnovare (tra cui, Borgomanero, Omegna, Mondovì, Borgo San Dalmazzo, Serravalle Scrivia, Acqui Terme).

 

Se nel centrosinistra sembra ormai consolidato, pur tra mille mal di pancia, il ricorso allo strumento delle primarie di coalizione per designare i vari candidati a sindaco, nel centrodestra la selezione resta in gran parte relegato ai tavoli di partito, allungati, quando regge, agli alleati. La decisione della Lega Nord di correre da sola, salvo eccezioni locali, oltre a rendere per il centrodestra decisamente più incerta la vittoria, anche nelle realtà in cui governa, complica non poco l’individuazione delle candidature.

 

Per superare l’evidente impasse il coordinatore del Pdl di Torino Carlo Giacometto propone di replicare il terra subalpina l’esperimento realizzato a Frosinone. Nella città laziale il Pdl ha infatti consultato gli elettori e i militanti. Spiega Giacometto: «È di questi giorni l’esito molto significativo delle elezioni primarie organizzate dal Pdl a Frosinone. Primarie aperte a tutti, sia agli esponenti del Pdl, sia agli appartenenti ai partiti e movimenti del centrodestra. E alle quali hanno partecipato più di cinquemila cittadini. Alla luce di ciò, credo che quell’esperimento, fortemente voluto dal nostro segretario nazionale Angelino Alfano, debba essere “esportato” anche in tutte quelle realtà amministrative locali dove non si riesca immediatamente a trovare un candidato che possa rappresentare tutto il popolo di centrodestra». Questo sarebbe proprio il caso di Chivasso dove è assai incerta la riproposizione dell’ex sindaco Bruno Matola, uscito con le ossa rotte solo otto mesi fa. «Se a Chivasso, così come a Grugliasco, Rivalta, Caselle e in tutti i comuni al voto nel maggio prossimo, i coordinamenti cittadini dei partiti non dovessero trovare un accordo in breve tempo per il nostro candidato a sindaco, credo che i vertici del mio partito dovrebbero seriamente prendere in considerazione l’ipotesi di organizzare una competizione aperta e con regole precise. Lo pensavo anni fa e continuo a pensarlo oggi, a maggior ragione alla luce del nuovo corso del Pdl di Alfano».

 

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