La Granda disfatta democratica

Costa caro l'appoggio al candidato sindaco Garelli. E intanto il primo cittadino Valmaggia flirta col Terzo Polo e i suoi fedelissimi non escludono un apparentamento con liste civiche moderate

TERREMOTO nel Pd cuneese

Dopo la forte scossa tellurica che ha provocato una frattura netta in seno al Pd della Granda, gli assestamenti che sono seguiti iniziano a delineare un quadro politico nuovo. Il Pd ha annunciato la propria adesione al programma del candidato sindaco Gigi Garelli e lo stesso hanno fatto Sel e Moderati. L’Italia dei Valori, guidata a Cuneo dal consigliere regionale Tullio Ponso, per ora sta a guardare, in attesa di capire i fuoriusciti che fanno, senza escludere una corsa in solitaria al primo turno. Tra coloro che hanno sbattuto la porta c’è gran parte dell’establishment cittadina: al sindaco Alberto Valmaggia,  al suo vice Giancarlo Boselli, e all’assessoreGuido Lerda, si è aggiunto ieri anche il presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Tassone. Una vera e propria emorragia che potrebbe non essere ancora finita.

 

Quale progetto sta coltivando l’area legata all’attuale primo cittadino? Quale spazio politico andrà ad aggredire? Le strade non sono poi così tante. Di certo c’è che Valmaggia si è già messo all’opera per organizzare i fedelissimi, in particolare quei cittadini che fanno riferimento alle liste civiche che già appoggiano l’attuale maggioranza, Centro e Cuneo Solidale (quest’ultima rappresenta il suo vero e proprio think thank).

 

«Ho deciso di non rinnovare la tessera del Pd e di prendere una strada diversa – spiega Boselli (foto) allo Spiffero – perché non ne ho condiviso le posizioni nella fase precedente alle primarie e ancor meno il percorso che le ha seguite». Ce n’è per tutti, a partire dal segretario regionale Gianfranco Morgando: «Non ha fatto nulla per evitare che il partito si presentasse con tre candidati alle primarie, creando le condizioni per una candidatura unitaria». Una volta acclarata la vittoria di Garelli, però, non restava che appoggiare il vincitore. «Ha prevalso la ragion di stato, la difesa di un metodo senza entrare nel merito, senza che nessuno dei vertici nazionali e regionali si preoccupasse di analizzare l’atteggiamento di un candidato che dopo aver vinto le primarie con il 27% non ha neanche sentito il bisogno di confrontarsi e coinvolgere le altre forze e gli altri competitor». Per questo ve ne andate? «Ce ne andiamo perché riteniamo che lui non sia il comandante giusto per questa barca».

 

Intanto, di certo c’è che l’assessore regionale leghista Claudio Sacchetto sarà il candidato sindaco del Carroccio, mentre il Pdl si arrovella sulla possibilità di presentare o meno il proprio simbolo. Una partecipazione alle elezioni sotto mentite spoglie (liste civiche), potrebbe infatti, favorire un dialogo proprio con l’area Valmaggia, che già flirta da qualche settimana con l’Udc. «Da Cuneo potrebbe partire un laboratorio ispirato all’esperienza del governo Monti» preconizza Boselli, pur ammettendo che sarebbe difficile un’alleanza qualora i berlusconiani presentassero il proprio simbolo così come annunciato dal loro leader nazionale qualche giorno fa. Le truppe dell’armata anti Garelli si mettono in moto.

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