POLITICA & GIUSTIZIA

Forum mondiale, indagato l’ex assessore di Fassino

Avviso di garanzia per Lavolta, titolare delle deleghe all'Ambiente nell'ultima giunta di centrosinistra. Gli viene contestata la turbativa d'asta nella gara per l'allestimento dell'evento internazionale sullo sviluppo

C’è almeno un indagato nell’inchiesta sul Forum internazionale dello sviluppo locale, manifestazione svolta a Torino nell’ottobre 2015. Si tratta di Enzo Lavolta, ex assessore all’Ambiente della giunta di Piero Fassino e attuale vicepresidente del Consiglio comunale, che all’epoca dei fatti fu tra i protagonisti della macchina organizzativa. Martedì è stato convocato in procura per l’elezione di domicilio e la nomina dell’avvocato di fiducia, primi atti formali dopo l’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato nei suoi confronti è di turbativa d’asta. La notizia è confermata da fonti investigative. “Sono molto sorpreso, ma anche molto sereno”, ha commentato a caldo Lavolta apprendendo dallo Spiffero la sua iscrizione nel registro degli indagati. “Ripongo affidamento nel lavoro degli inquirenti e sono ovviamente disponibile e desideroso di concorrere al chiarimento delle circostanze”.

La vicenda fa riferimento alla gara indetta da Turismo Torino per conto di Palazzo Civico durante la passata amministrazione per l’organizzazione del terzo Forum mondiale dello Sviluppo economico locale, un evento dell’Onu a cui erano invitati quasi duemila partecipanti tra cui il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-Moon, l’ex presidente brasiliano Lula e i sindaci di molte importanti città del mondo. Il 30 giugno 2015 quella gara era stata vinta da Parcolimpico, che avrebbe voluto allestire il tutto al PalaIsozaki (ora PalaAlpitour), ma il risultato era subito stato contestato dai concorrenti di Gl Events Italia, gestori del Lingotto Fiere. Dopo un ricorso al Tar la società italo-francese aveva ottenuto la sospensione cautelare della sua esclusione dalla gara ed è passata al contrattacco chiedendo l’annullamento dell’assegnazione a Parcolimpico, ma i giudici - in questo caso - hanno respinto la domanda. Più “diligente” è stato invece Turismo Torino che a settembre, su impulso dell’amministrazione comunale, ha revocato l’intera procedura decidendo di allestire l’evento da sé. Attorno a questa storia indagano i carabinieri della procura di Torino coordinati dal sostituto procuratore Gianfranco Colace. La scorsa settimana gli investigatori hanno ascoltato come testimoni alcuni dipendenti dell'ente turistico provinciale e anche Antonio Saitta, assessore regionale alla Salute, ma all’epoca dei fatti presidente della Provincia di Torino.

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