Mazzata al capo della ‘ndrina alessandrina

Sequestrati beni per un valore di un milione di euro a Pronesti. Dell’organizzazione criminale farebbe parte anche l’ex consigliere comunale Pdl Caridi. Effetto dell'operazione "Maglio"

Beni mobili e immobili ad Alessandria e in provincia di Reggio Calabria per un valore di un milione di euro e un'automobile che ne vale 25mila: sono l’oggetto del sequestro proposto dalla Divisione polizia anticrimine e accolto dal tribunale di Alessandria ai sensi della normativa antimafia nei confronti di Bruno Pronestì, arrestato a luglio del 2011 nell’ambito dell'operazione "Maglio" della direzione distrettuale antimafia di Torino per associazione a delinquere di stampo mafioso.

 

Con Pronestì, ritenuto il capo della locale, furono arrestate altre sei persone: per tutti il tribunale ha disposto la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Tra i nomi più noti finiti nell’indagine vi è quello di Giuseppe Caridi, consigliere comunale a Palazzo Rosso del Pdl. Gli accertamenti sul patrimonio di Pronestì e dei suoi famigliari, svolti in collaborazione con la Guardia di finanza, hanno permesso di ricostruire una fitta rete di depositi e titoli, non direttamente intestati a lui ma ai suoi familiari. Gli elementi raccolti dimostrano che tutti i beni sono comunque riconducibili a Bruno Pronestì.

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