Comune di Leini sciolto per mafia

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri. A dicembre le dimissioni della giunta Coral, finita nell'inchiesta Minotauro. E' il secondo caso in Piemonte dopo Bardonecchia (1995)

Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del comune di Leini per infiltrazioni mafiose. La città è stata al centro, nella primavera dello scorso anno, dell’operazione Minotauro, coordinata dal procuratore capo della Repubblica Giancarlo Caselli, che ha visto in manette tra gli altri l’ex sindaco Nevio Coral. A dicembre, il figlio Ivano Coral, che ne aveva rilevato il testimone nel 2005 si dimise travolto dalle inchieste giudiziarie che avevano colpito il padre e la cognata Caterina Ferrero, ex assessore regionale alla Sanità. Ma soprattutto sfiduciato dalla sua maggioranza sulle sei varianti al piano regolatore proposte dalla sua amministrazione.

 

Nell’agosto scorso si era insediata in Comune la commissione d’inchiesta, disposta dal prefetto di Torino Alberto Di Pace, volta a far luce sugli inquietanti  sospetti di infiltrazioni da parte della ’ndrangheta nell’amministrazione cittadina, con il compito di verificare tutti gli atti a partire dal 2005. Leini è il secondo comune della provincia di Torino sciolto per mafia, dopo Bardonecchia nel 1995.

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