Fiat: Marchionne pericoloso restringerci ad un’ottica italiana

''La Fiat adesso è una multinazionale. Ci va riconosciuta la libertà di agire in un contesto globale. Pretendere che le scelte della Fiat vengano fatte solo in ottica italiana è una visione ristretta e pericolosa''. Lo ha detto l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, durante l'assemblea Fiat. Una visione ristretta, ha spiegato Marchionne, perché' due terzi dei dipendenti del gruppo sono oltre frontiera, pericolosa perché' ''ci condannerebbe all'isolamento e alla scomparsa''. Marchionne ha anche citato il presidente del Consiglio, Mario Monti, ricordando quanto il premier ha detto sul diritto dovere del gruppo ''di scegliere per i suoi investimenti le localizzazioni più convenienti''. ''La Fiat - ha detto Marchionne - ha scelto di gestire questa libertà in modo responsabile e continuerà a farlo, a patto di non compromettere il proprio futuro''.

''La Fiat ha sempre cercato di trattare questo paese con profondo rispetto'', ha aggiunto, riferendosi alle istituzioni e alla decisione di rispettarne le scelte ''senza chiedere nulla e senza condizionare nessuno'', ma ha detto ancora: ''Credo che anche la Fiat meriti lo stesso trattamento''. ''Questo non significa che l'Italia e l'Europa abbiano perso importanza ma non sono più l'unico orizzonte''.

Marchionne ha ricordato come i risultati americani abbiano rafforzato il gruppo. ''Restare legati all'Europa non ci avrebbe portato molto lontano''. ''Già' alla fine del 2008 - ha osservato - si è fatta una scelta chiara allentando il focus sull'Europa e i costruttori che sono rimasti soltanto legati all'Europa ne stanno scontando gli effetti e le perdite a suono di vendita di asset, aumenti di capitale e sostegni pubblici''.

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