PERSONAGGIO

Da Rimborsopoli allo scandalo banche

Il pm Avenati Bassi si trasferisce a Roma come consulente della Commissione d'inchiesta presieduta da Casini. La nomina su indicazione del Pd fa storcere il naso a quei consiglieri di centrodestra condannati nel processo sulle spese pazze

Non ci sarà lui l’11 dicembre prossimo nell’aula della Corte d’appello contro gli ex consiglieri regionali a processo per “Rimborsopoli”. Il magistrato Giancarlo Avenati Bassi ha lasciato temporaneamente la procura generale per andare a Roma, dove è diventato consulente della commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario presieduta da Pier Ferdinando Casini

Lo scorso 16 novembre il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il suo collocamento “fuori ruolo” dopo la richiesta della commissione parlamentare di avvalersi della sua collaborazione. Avenati Bassi ha cominciato il nuovo incarico il 21 novembre, giorno in cui è stato ascoltato il direttore generale della Consob Angelo Apponi. Da allora ha avuto modo di sentire gli interventi del capo della vigilanza della Banca d'Italia Carmelo Barbagallo, dei vertici di Monte dei paschi di Siena, ma anche di alcuni suoi colleghi, come i procuratori di Siena, Ancona, Ferrara e Arezzo, le città in cui c’erano Mps e le altre banche andate in crisi negli ultimi anni: Banca Marche, Cariferrara e, non ultima, Banca Etruria. Insomma, un incarico interessante per chi, come lui, si è occupato di reati economici e della pubblica amministrazione a Torino (e per un breve periodo ad Aosta), indagando sui bilanci di Fiat, sulla tangenti alle Molinette, sull’aggiotaggio Ifil-Exor e sul peculato dei consiglieri regionali.

A volerlo nella Capitale è stato il vicepresidente della commissione in quota maggioranza, il senatore torinese del Pd Mauro Marino, mentre le minoranze - rappresentate da Renato Brunetta, in accordo con il M5s - avevano chiamato l’ex procuratore di Trani Michele Ruggiero (ora pm a Bari). Quest’ultimo, noto alle cronache per le inchieste portate avanti dalla piccola procura pugliese sulle agenzie di rating o sulle banche, è stato però bloccato dal plenum del Csm, mandando su tutte le furie Brunetta: “Il primo magistrato era simpatico, nel senso etimologico del termine, il secondo evidentemente non lo era”, ha detto il capogruppo FI ieri.

Il fatto che Avenati Bassi sia stato chiamato a collaborare con la commissione dalla maggioranza Pd ha provocato qualche malumore anche tra gli ex consiglieri regionali del centrodestra, cioè la gran parte di quelli che sono stati condannati per i rimborsi illeciti e che l’11 dicembre prossimo torneranno in aula. Il magistrato, però, aveva previsto questo rischio e in una relazione inviata al Csm (citata in un verbale disponibile sul sito del consiglio) spiegava che “l’incarico riguarda l’attività di consulenza della Commissione parlamentare e non di singoli consiglieri appartenenti alla stessa. Quale consulente il sottoscritto avrà accesso agli atti della commissione e parteciperà alle sue sedute”. Così per il consigliere togato del Csm Massimo Forciniti “appare evidente che lo svolgimento dell’incarico comporterà un arricchimento professionale del magistrato”.

La procura generale guidata da Francesco Saluzzo conta di poter riavere presto uno dei suoi magistrati di punta. La legislatura si avvia verso la conclusione e se le elezioni politiche fossero a marzo Avenati Bassi tornerebbe a Torino tra pochi mesi, forse in tempo per la requisitoria del processo “Rimborsopoli”.

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