Auchan, sindacato contro i lavoratori

L'azienda trova un accordo con i propri dipendenti per scongiurare gli 81 esuberi, ma la Uil si mette di traverso. Tempi strettissimi, pronte per settembre le lettere di licenziamento

Sindacati contro i lavoratori e l'incubo di una raffica di licenziamenti. E’ il mondo capovolto che va in scena all’Auchan di corso Romania, a Torino, dove la crisi ha prodotto 81 esuberi. La direzione del noto marchio francese fa sapere che «i lavoratori hanno compreso la gravità della situazione e la necessità di adottare tutte le soluzioni – dai contratti di solidarietà alla sospensione di condizioni di particolare favore previste da accordi datati 20 anni fa – per scongiurare la riduzione collettiva». In tempi di crisi, insomma, ognuno rinuncia a qualcosa (la domenica pagata come straordinario, i buoni pasto, dei premi di produzione ecc.) pur di evitare che qualche collega perda il posto di lavoro. A non averlo colto, secondo l’azienda, sarebbero proprio i sindacati che non hanno sottoscritto il piano varato di concerto dalle Rsu interne e dai vertici dell’ipermercato.

 

Un caso di lesa maestà che i rappresentanti dei lavoratori non vogliono assecondare? Non è da escludere. Di qui allo scontro il passo è stato brevissimo. «Si sta cercando di annullare la validità del contratto integrativo, sottoscritto a livello nazionale da sindacati e operatori della grande distribuzione» denuncia Cosimo Lavolta, segretario organizzativo della Uiltucs. Il timore è che, agitando lo spauracchio dei licenziamenti come una spada di Damocle sul collo dei dipendenti, si crei un precedente che rischia di far saltare anche altrove gli accordi di secondo livello, tagliando fuori i sindacati dalle contrattazioni all’interno dei grandi ipermercati. Soprattutto laddove ci fosse la disponibilità di azienda e lavoratori a trovare autonomamente una soluzione alla crisi. Chi se ne beneficerebbe? Difficile prevederlo: di certo non le burocrazie delle organizzazioni sindacali, che infatti sono sul piede di guerra.

 

«Auchan non può licenziare nessuno – prosegue Lavolta – il loro è un grande bluff: possono al massimo richiedere come prevede la legge strumenti quali i contratti di solidarietà e la cassa integrazione che noi siamo pronti a sottoscrivere». Senza il parere favorevole del sindacato il contratto integrativo non si tocca: è questa l’arma nelle mani della Uil, la più agitata della trimurti, mentre c’è chi sostiene che la Cgil sarebbe pronta a firmare per evitare il peggio (e anche in questo caso il gioco dei ruoli si capovolge). A guidare lo scontro è per il sindacato di Angeletti il segretario Sergio Diecidue che manovra i 4 delegati sugli 8 della rappresentanza interna. Intanto il tempo stringe: martedì 28 ci dovrebbe essere un’ultima riunione informale per trovare una quadra al massimo entro la fine del mese, per evitare che il 3 settembre qualcuno trovi brutte sorprese nella buca delle lettere.   

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