Capolinea per il Comune “portoghese”

Il municipio di Alessandria moroso da 5 anni con l’azienda trasporti. Che, pur avendo i conti in ordine, si trova con le casse vuote ed è costretta a tagliare corse e servizi

Un portoghese da record: il Comune di Alessandria non paga i bus da cinque anni. Le prime fatture in attesa di liquidazione vantate da Atm datano infatti al 2007 e il debito di Palazzo Rosso con la municipalizzata dei trasporti ammonta a 20 milioni di euro.

 

Davanti ai consiglieri comunali della commissione Trasporti il presidente di Atm Giampaolo Cabella (quota Lega) non ci sta a passare da manager a capro espiatorio. E neppure rinuncia a mettere le mani avanti: prima di dover tagliare il personale taglio i servizi, ha detto in sostanza Cabella che presiede un’azienda con i bilanci in ordine, ma le casse vuote. Motivo? Semplice: il municipio non paga da anni. Figurarsi adesso.

 

Mentre c’era chi girava il mondo per promuovere un’ipotetica immagine di Alessandria, spendendo a piene mani in hotel e trasferte in business class, i bus cittadini ansimavano sempre di più in attesa di ricambi per i quali non c’era il becco d’un quattrino.

 

Adesso si è arrivati al capolinea: meno corse per risparmiare qualche centinaia di migliaia di euro e garantire gli stipendi. Ma spunta anche dell’altro, insieme alla morosità di Palazzo Rosso. Spuntano cifre non certo edificante: un astensionismo che sfiora il 30 per cento e una trentina di assunzioni negli anni in cui il Comune aveva già smesso di pagare. E pure di controllare i biglietti: per questo tipo di servizio – ha spiegato Cabella – il Comune non ci ha mai concesso l’utilizzo degli ausiliari del traffico che dipendono dalla polizia municipale.

 

Quasi una sorta di solidarietà tra “portoghesi”, pubblici e privati.

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