“Sarò il sindacalista degli enti locali”
15:00 Mercoledì 10 Ottobre 2012 1Saitta dopo aver rinunciato (obtorto collo) alla carriera romana indossa i panni del difensore delle autonomie locali. Con un occhio rivolto a quanto succede in Regione
Oramai è un piccolo eroe. Il paladino degli enti locali, il difensore di sindaci, assessori, presidenti di Provincia e financo di governatori di Regione, tutti indistintamente vessati da uno Stato che li insegue quali principali responsabili della bancarotta di un Paese che scopre di aver costruito un mostruoso (ed elefantiaco) apparato di istituzioni, assemblee, centri di spesa incontrollabili. E lui, il conte Mascetti della Cisterna, al secolo Antonio Saitta, si gode come un puciu questo quarto d'ora warholiano di popolarità. Ha scelto di restare sulla tolda della chiatta che affonda, alla guida del torpediere Provincia di Torino il cui destino è l'approdo nel porto sconosciuto della Città Metropolitana. Ha rinunciato, obtorto collo, a uno scranno parlamentare perché nessuno gli ha offerto quelle garanzie (e neppure un briciolo di riconoscenza) che si aspettava. Tanto vale, allora, fare di necessità virtù.
Porterà a conclusione il proprio mandato al la piano nobile di via Maria Vittoria per consolidare quel ruolo politico di cerniera tra gli enti periferici e lo stato centrale, al quale ha già assolto in questi mesi come vice presidente dell’Upi, scongiurando la soppressione delle province. E’ questo scenario che ha prospettato anche a Guido Podestà, suo omologo a Milano, che ieri prima ha annunciato il passo indietro, poi è tornato sui suoi passi, dopo una telefonata con lo stesso Saitta. Restano entrambi al loro posto e si candidano a gestire in prima persona la riorganizzazione del nuovo ente dopo gli accorpamenti e la redistribuzione delle competenze da parte dello Stato. Il tutto, mentre nelle stesse ore Palazzo Chigi ha inasprito ulteriormente i tagli nei confronti delle province che sul 2013 passano da 1 a 1,2 miliardi. Un’altra sforbiciata che, in attesa dei criteri di ripartizione, metterà in ginocchio i presidenti sempre più in difficoltà anche solo a immaginare un bilancio di previsione per il prossimo anno. Saitta porterà la zatterona in darsena alla meno peggio, magari regalandosi qualche fuoco d’artificio (edilizia scolastica?) prima di decretare la morte dell’ente pronto a trasformarsi nella Città (o provincia come preferisce definirla lui) metropolitana.
E proprio questa è la seconda partita che intende giocare il Nostro. Al fianco di Piero Fassino, sindaco di Torino appena nominato al vertice dell’Anci Piemontese, ma anche in controcanto, nel ruolo di diga contro la forza d’urto di un esponente politico che nel suo ruoolo di numero uno del capoluogo vorrà fare la voce grossa rispetto ai comuni dell’hinterland e delle valli. Insieme hanno convocato i sindaci della provincia per la prima conferenza metropolitana: spalla a spalla seguiranno l’iter che porterà alla nascita di questa nuova realtà. E proprio da questa posizione di favore proverà a lanciare la sua candidatura alle prossime elezioni Regionali, con un orecchio rivolto al Tar che l’8 novembre dovrà pronunciarsi sull’accoglimento del procedimento penale nei confronti di Michele Giovine.



