REFERENDUM CON RIMBORSO

25 cent a firma: il caso alla Camera

Il deputato finiano Daniele Galli interroga il ministro Cancellieri sulla regolarità della singolare iniziativa sostenuta dall'Italia dei valori piemontese. Da dove arrivano quei fondi?

Venticinque centesimi per ogni firma raccolta in calce alla richiesta di referendum. Il rimborsino escogitato dalla fervida mente del segretario piemontese dell’Idv Luigi Cursio per incentivare la raccolta di sottoscrizioni da parte dei militanti e di cui Lo Spiffero aveva dato notizia a suo tempo, ora approda in Parlamento. Il deputato finiano Daniele Galli, infatti, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. La normativa prevede che lo stato centrale rimborsi i partiti con 1 euro per ogni firma raccolta solo nel caso che il referendum, dichiarato ammissibile, raggiunga il quorum di legge per la sua validità. «E in tal caso nulla osterebbe alla devoluzione di un indennizzo a ogni singolo firmatario della proposta» dice Galli, che poi precisa «in questo caso, però, si parla di una consultazione in nuce». Ma se l’esito fosse negativo? Da dove verrebbero prelevati i fondi per i rimborsi da riconoscere ai militanti?

 

La dichiarazione riportata quale contenuto della mail, secondo cui si utilizzerebbero fondi del partito a livello regionale, non chiarisce se tali fondi provengano dalla contabilità del partito stesso o invece dalle risorse destinate dalla Regione ai Gruppi consiliari. E ancora, dalla missiva riportata nell’articolo “non appare chiaro se tale rimborso debba essere riconosciuto personalmente ad ogni singolo elettore che appone la propria firma, o invece erogato a chi raccoglie tali firme, a seconda di quante ne vengono apposte sui moduli, cosa che avrebbe tutt’altra valenza, posto che, ad esempio, a chi raccogliesse mille firme verrebbero rimborsati euro 250 e così in crescendo”.

 

Di qui la richiesta al ministro Cancellieri per conoscere la provenienza dei fondi cui il segretario Cursio fa riferimento, per capire, soprattutto se essi derivino dalla contabilità interna all’Idv regionale o da quanto la Regione Piemonte eroga al Gruppo consigliare, se la prassi di pagamento per le firme raccolte contrasti con le normative in materia di presentazione dei quesiti referendari, ed elettorali in generale, se si intenda verificare la modalità di erogazione di tale “rimborso”, ovvero se sia accordato ad ogni singolo firmatario o a raccoglitori di grandi numeri, e se tale prassi non costituisca violazione di norme vigenti.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    21:20 Mercoledì 24 Ottobre 2012 cesiracesira74 EVVIVA

    DETTO A CURSIO CHE AVREI RIFIUTATO IL RIMBORSO EVVAIIIIIII :-):-)

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