LA CONTA NEL PDL

Pdl, spunta il ticket Meloni-Crosetto

Alfano annuncia le primarie per il 16 dicembre, turno unico nazionale. Ora si punta a sfoltire la lista dei candidati soprattutto per evitare sorprese al segretario. Tra l’ex ministro alla Gioventù e il parlamentare cuneese si starebbe stringendo un’alleanza

Dopo il caos e le incertezze di questi giorni alla fine una data è arrivata. Le primarie del Pdl dovrebbero celebrarsi il prossimo 16 dicembre, come ha annunciato Angelino Alfano, arrivando a via dell’Umiltà, dove c’è stata una riunione con i coordinatori locali del partito. Il condizionale è d’obbligo parlando di un partito in decomposizione, in cui regna la massima confusione e non si capisce più chi decide che cosa. A chi gli ha chiesto se la stessa data valesse anche per le consultazioni a livello locale, il segretario ha risposto: «Di questo non abbiamo parlato. Abbiamo stabilito le primarie a livello nazionale, non mi sembra poco».



Ha vinto, quindi, la linea del dell’ex guardasigilli, per il quale spostare più in là la data delle primarie sarebbe stato troppo rischioso e avrebbe dato più tempo a chi vorrebbe cercare di mandare all’aria la competizione. Il lungo, e pare piuttosto serrato, incontro di ieri sera tra Silvio Berlusconi e l’ex delfino non era bastato, infatti, a sciogliere definitivamente il nodo. La soluzione è arrivata solo nel primo pomeriggio, dopo il nuovo scossone giudiziario che ha visto il finanziere Alessandro Proto, uno dei candidati alle primarie Pdl, indagato dalla procura di Milano per truffa e aggiotaggio.



Due erano le ipotesi al vaglio del centrodestra: 16 dicembre o 13 gennaio. Sulla prima, quella appoggiata dal partito, restano comunque molte incognite. Organizzare in meno di 20 giorni primarie in tutta Italia e in un’unica giornata è impresa che molti a via dell'Umiltà considerano praticamente impossibile. E questo, sebbene i colonnelli ex An (Meloni esclusa, grandi fautori della candidatura di Alfano) abbiano garantito che c’è la possibilità di riuscire, anche in un lasso di tempo così ristretto, a portare ai gazebo un milione di persone. Ma i calcoli non tornano, soprattutto se si guarda alla pecunia. I famosi “conti della serva”, per capirsi, dicono che solo per votare a Milano servono 70mila euro. Che non ci sono.



A questo punto è in corso la trattativa per ridurre all’osso la lista dei candidati, condizione praticamente imposta dal meccanismo di raccolta delle firme e, non ultimo, per evitare brutte sorprese ad Alfano che vede nel bagno delle primarie il suo battesimo come leader del Pdl. Secondo voci non ancora confermate Giorgia Meloni e Guido Crosetto potrebbero stringere un accordo, una sorta di ticket tra ex Forza Italia e An, in chiave anti-montiana (magari favorito dal ritiro di Giancarlo Galan, che pescherebbe nello stesso bacino del parlamentare cuneese).

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento